Pensieri e-Motivi

Tag :

world

Feed degli articoli

Yasmine Hamdan - Ya Nass

dans la catégorie album

2013 (Crammed Discs)

Yasmine Hamdan - Ya Nass Quanto ho scritto tempo fa, in occasione dell'album dei Monoswezi, sulla musica africana, vale anche per la musica arabofona e world in genere: ne parlo poco solo perché la mia conoscenza in questi campi è tremendamente frammentaria e scrivere di un artista significherebbe far torto a chissà quanti altri. Anche in questo caso, però, faccio un'eccezione perché la componente world è solo una parte del contenuto artistico dell'album. La bellissima libanese Yasmine, già dall'aspetto, ci fa presagire quello che troveremo nella sua musica: lei è, infatti, terribilmente sexy, ma sfoggia due occhioni grandi e tristi, che, banalmente, possiamo ricondurre alla drammatica situazione mediorientale (e credo ne parli particolarmente la struggente "Beirut"). All'ascolto, troviamo sì tante sonorità orientali e, naturalmente, la lingua araba, che io trovo musicalmente straordinaria (pur non capendoci un'acca), soprattutto per le voci femminili; non bisogna però trascurare il fatto che lei vive a Parigi da diversi anni, dove ha collaborato con diversi nomi noti della scena europea, tra cui Cocorosie; forse anche per questo motivo, sono tante le influenze occidentali che saltano fuori dai suoi brani: una su tutte, io credo di avvertire un deciso sapore Cocteau Twins, che ricorre in diversi punti dell'album. Si tratta di dodici brani dolcissimi, malinconici, sensuali e suadenti, con qualche breve episodio leggermente più andante. Un album delizioso, da ascoltare e riascoltare, facendosi cullare dal suo irresistibile fascino esotico. Fortemente consigliato


Monoswezi - The Village

dans la catégorie album

2013 (Riverboat)

Monoswezi – The Village Io non ascolto molta musica africana, ma non perché non mi piaccia, anzi! Solo che costituisce un universo a sé, variegato e per me quasi completamente misterioso. Per tale motivo, nella mia cronica mancanza di tempo, non riesco ad approfondire un approccio che meriterebbe ben altra attenzione, per cui ascoltare l'uno o l'altro artista mi sembrerebbe come fare del torto agli altri... In questo caso, però, faccio un'eccezione, perché questo progetto mi sta veramente entusiasmando. Innanzitutto, si tratta di un gruppo intercontinentale: la frontwoman, cantante e suonatrice di mbira Hope Masike è infatti mozambichese, così come il percussionista e voce maschile Calu Tsemane, mentre gli altri musicisti, Hallvard Godal (sassofono, clarinetto), effettivo fondatore del gruppo, Putte Johander (basso) e Erik Nylander (batteria, percussioni) sono scandinavi. La contaminazione tra i due mondi così geograficamente distanti ha dato risultati di una coesione incredibile. La suadente ritmica africana, delicata e complessa allo stesso tempo e il jazz nordeuropeo sembrano veramente che siano nati dallo stesso parto, che si siano separati alla nascita e che poi si siano reincontrati nella maturità, completandosi a vicenda. Ma la cosa che a me più sorprende è la voce incredibile di Hope, la cui intonazione tipicamente africana si arricchisce di tonalità del tutto insolite, di armoniche che definirei mediterranee (mi perdonino gli esperti: io probabilmente uso termini impropri, dettati solo dalle mie impressioni). Inoltre, come traspare anche dai video, la cantante trasmette una sconfinata gioia di vivere, un piacere che veramente nutre l'anima. Album da non perdere. Assolutamente consigliato