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The Residents - Mush-Room

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2013 (Ralph Records)

The Residents - Mush-Room I Residents sono uno dei miei gruppi preferiti (lo sa bene chi conosce le mie frequentazioni sui diversi forum). Parlarne adesso qui sarebbe quanto meno superfluo: mi limito a dire che li considero l'espressione più geniale della musica contemporanea. Una caratteristica secondaria di questa band è la prolificità: la loro discografia è letteralmente sconfinata e ogni anno viene arricchita con nuove pubblicazioni (anche nell'ordine della decina l'anno); spesso però le uscite consistono in collection, rifacimenti, live... In questo caso, parliamo di una soundtrack, commissionata dalla coreografa belga Grace Ellen Barkey, il cui mondo visionario e burlesco pare ben amalgamarsi all'immaginario residentsiano. Delle ultime cose dello storico gruppo (che ho ascoltato), devo dire che non tutto mi è piaciuto e, finora, il mio gradimento si fermava a "The Ughs" del 2009; quest'opera, invece, mi ha favorevolmente coinvolto, soprattutto per il cocente spirito malinconico che si respira. Le ispirazioni sono soprattutto riferite alla musica classica, con spunti ambient, industrial e qualche suggestione world. Alcuni momenti risultano veramente potenti dal punto di vista espressivo; ascoltate, ad esempio, "Musical Chairs in 3/4" e fatelo a volume sostenuto: impressionante, vero? Nel complesso, si tratta di un album piacevole, per niente ostico o affaticante; nello stesso tempo, è originale ed intrigante come è loro costume. Consigliato


Black Prairie - The Storm in the Barn

dans la catégorie album

2012 (autoprodotto)

Black Prairie - The Storm in the Barn Anche in questo caso, facendo riferimento ad un precedente album (lo stupendo Feast of The Hunters' Moon del 2010), sono rimasto un tantino perplesso, soprattutto in un primo momento, ascoltando quest'ultimo lavoro del gruppo, solitamente bluegrass, di Portland. La cosa che mi ha subito sorpreso, nel confronto con il precedente, è che, in questo caso, si tratta di ben diciassette brani, ma di breve durata (tranne l'ultimo), abbastanza strani e soprattutto strumentali. Poi ho capito il motivo: si tratta della colonna sonora di una piece teatrale per ragazzi, commissionata dall'Oregon Children's Theater. Ecco spiegato anche il tono narrativo e tendenzialmente sperimentale di molti brani! Nonostante la fascia d'età cui si rivolge, le atmosfere sono cupe e drammatiche e non mancano le emozioni forti. In attesa del nuovo album, previsto per il 18 settembre, non facciamoci mancare il raffinato sound dei Black Prairie!

Sampler su Last.fm

Per me, almeno 7.5/10