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post-rock

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1939 Ensemble - Howl & Bite

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2013 (Jealous Butcher Records / Woodphone Records)

1939ensemble.jpg Ricominciamo subito con un album alquanto inusuale per il blog. Il 1939 Ensamble è gruppo di Portland, che nasce dalla spinta creativa di due batteristi/percussionisti: Jose Medeles (che a molti non sarà sconosciuto, visto che è tuttora il batterista dei Breeders) e tale David Coniglio. In questo album, però, vediamo che il duo acquista almeno una Lauren Vidal (violoncello) ed un Josh Tomas (fiati). L'album è totalmente strumentale e sembra essere molto vicino a certe tendenze impro/jam di ambito jazz. Pur rimanendo, strutturalmente, a mio vedere, un'opera che si colloca soprattutto nella cerchia post-rock, i richiami al jazz sono costanti ed evidenti; lo evocano, in modo particolare, le scelte strumentali: i fiati di Tomas, ma soprattutto i vibrafoni, che costituiscono uno dei tratti distintivi di tutto l'album e che rimandano a grandi gruppi jazz del passato (il Modern Jazz Quartet, per esempio).

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Miasm – The Dark Roads

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2012 (autoprodotto)

Miasm – The Dark Roads Miasm è il progetto dell'artista multimediale di Salt Lake City Jeremiah Savage, una persona che intende manifestare in musica tutto il poliedrico turbinio dei suoi interessi. Superando i limiti di genere e non lasciandosi condizionare da interessi commerciali (l'album, infatti, è reso disponibile per il download libero), ha realizzato interamente in proprio un'opera estremamente suggestiva e convincente. Le atmosfere cupe, una struttura post-rock e gli arrangiamenti shoegaze contribuiscono a mettere insieme un album con un corpo tangibile, di grande impatto emotivo, in cui i brani si succedono come in un vortice di rapimento sensoriale. Quando simili emozioni si fanno sempre più rare nel mondo delle etichette e del mainstram, bisognerebbe soffermarsi un po' a riflettere, farsi delle domande e darsi delle risposte. Che aspettate?

Bandcamp con free download

Per me, almeno 8.0/10


Portfolio - The Standing Babas

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2012 (Tremoloa)

Portfolio - The Standing Babas È un fatto che in questo blog parli poco di artisti italiani: non significa che sono prevenuto ma che, semplicemente, a riguardo dei generi che ascolto prevalentemente, di recente mi sta capitando raramente di incontrare pubblicazioni che incontrino il mio gusto. Diverso è il caso dei reggiani Portfolio, che ho conosciuto grazie a questo album. Loro sono Tiziano Bianchi (tromba, tastiere), Bojan Fazlagic (chitarra, tastiere), Emilio Marconi (chitarra), Laura Loriga (voce), Marco Rossi (basso ed elettroniche), Marco Bigazzi (basso ed elettroniche) e Stefano Bizzarri (batteria, metallofono e tastiere). Ci sarebbe da dire che cantano in inglese (tranne il parlato in un brano) e che il loro genere non è tra quelli che io ascolto di più; in effetti, il loro non è un genere ben definito: con un po' di fantasia, potremmo definirlo un rock alternativo, con incedere post-rock, condimento shoegaze e sapori jazz (indotti anche dalla fantastica tromba di Tiziano Bianchi). Bella e, secondo me, perfetta nel contesto la voce di Laura Loriga. Comunque sia, il loro è un album intenso, convincente e ben equilibrato tra le parti: un ascolto che non deluderà le aspettative.

Bandcamp (con alcuni brani in free-download)

Per me, 8.0/10


The Nikki Grace Experience - Rest

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2012 (Webbed Hand)

The Nikki Grace Experience - Rest Dalla Germania, un toccante e prolifico progetto uninominale, che combina ambient, mod-classical e post-rock in proporzioni veramente ben calibrate, facendo della nostalgia principale fonte di ispirazione. Il nome del progetto nasce dalla protagonista (Nikki Grace, appunto) del film di David Lynch Inland Empire, mentre l'idea stessa pare sia nata da un racconto, Eta Carinae, scritto dallo stesso genitore del progetto (non sono riuscito a trovare molte notizie né dell'autore né del racconto). Dicevo "prolifico" perché, solo nel 2012, a quanto ne sappia io, ha sfornato ben sette dischi (tra album e ep, che poi, di fatto, sono mini-lp)! E se pensate ad una bramosia commerciale siete fuori strada, perché sono tutti resi liberamente scaricabili dalla stessa etichetta Webbed Hand. Ne ho sentiti diversi, ma ho preferito questo, perché è quello in cui la suddetta fusione dei tre generi (con l'aggiunta di qualche pizzico di field-recording) mi sembra più equilibrata e convincente. Struggente, rilassante, evocativo, l'album (che, tra l'altro, è stato inciso in proprio) costituisce un altro ottimo esempio di ciò che personalmente intendo per arte disinteressata.

Streaming & free download

Per me, 8.0/10


Ghosts Wear Clothes - Threads

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2012 (ghosts-wear-clothes.bandcamp.com)

Ghosts Wear Clothes - Threads Quando le cose vanno tutte storte, anche aggiornare un semplice blog può diventare un problema. Comunque, bando alle ciance e consoliamoci con della buona musica. Dove eravamo rimasti? Ah, agli orsi e ai fantasmi...

I Ghosts Wear Clothes sono un trio di Birmingham che fanno dell'ottimo post-rock elettronico... Ma, non avevo detto, pochissimo tempo fa, che il post-rock canonico mi dice poco? Beh, è vero, l'ho scritto, ma in questo caso, parliamo di un post-rock che mi piace, perché ha quell'incedere solenne e malinconico che ben si addice al mio stato momentaneo; inoltre, è forte in loro anche una certa componente ambient. Per fare un paragone (non di prima mano, in verità), possiamo tranquillamente far riferimento agli Hammock. Un accostamento tutto mio, invece, è quello col mio gruppo post-rock preferito: i Grace Cathedral Park (il loro In The Evenings Of Regret è per me un vero monumento del genere); questo Threads si muove in quella direzione, ma è ben lontano da raggiungere la potenza espressiva dei GCP; è comunque un album degno di attenzione, che può riservare momenti di rilassante abbandono.

Bandcamp

Per me, 7.5/10


We Are Ghosts - Old Town Hall

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2012 (we.areghosts.com)

We Are Ghosts Old Town Hall Orsi e fantasmi: una cosa che mi chiedo è perché questi due temi siano così ricorrenti nella musica contemporanea, soprattutto in quella del cosiddetto panorama indie. Proprio in questi giorni sto ascoltando alcuni gruppi che li riprendono proprio nei loro nomi: uno è questo. Ma non voglio distogliere ulteriormente l'attenzione da questo album, perché ho idea di essere al cospetto di un'opera dalla potenza espressiva esemplare. We Are Ghosts (alias WAG) è un progetto israeliano, che propone una formula che rimanda ai grandi artisti del passato, ma diventata ormai sempre più rara: la live session. Artisti talentuosi e poliedrici che si ritrovano insieme su di un palco e improvvisano, senza darsi limitazioni di genere. Dappertutto, questo nome si associa al post-rock, ma sarebbe una definizione stitica e limitativa (personalmente, quando vedo "post-rock" ormai tendo a passare oltre, perché è un genere, che, quando limitato al comune senso canonico, mi dà un'impressione quasi insopportabile di indeterminatezza...): certo, se volessimo riferirci al genere di questo disco con una sola parola, potremmo usare forse quella definizione. Ma una componente che non vedo citare ad alcuno e che invece, a mio vedere, è evidente in quest'opera, è la psichedelia (decisa nel lungo brano di apertura, ma che pervade un po' tutto l'album). È principalmente strumentale, ma nei pochi tratti cantati assume anche dei toni dark. Non mancano anche riferimenti a lontani orizzonti jazz e, di conseguenza, accenni di prog. Il gruppo, poi, usa una forma peculiare di citazione, fatta di sonorità, nel senso che, piuttosto che strutture e melodie, sono solo alcuni suoni particolari a richiamare alcuni mostri sacri (io ho identificato Eno/Byrne e i Residents, ma ce ne sono sicuramente altri: ad esempio, i cori del primo brano mi ricordano fortemente qualcosa, ma non riesco a definire). Insomma, l'album si pone di sicuro tra i miei preferiti di questo scorcio d'anno e ve lo consiglio caldamente (la versione digitale è disponibile a offerta libera sul loro sito).

Streaming con download a offerta libera

Per me, almeno 8.5/10


Kejnu - Bend Your Knee (ep)

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2012 (Kejnu.com)

Kejnu - Bend Your Knee I Kejnu sono un gruppo svizzero indipendente e autoprodotto, che sfoggiano uno stile personale e molto convincente. Come base sarebbe post-rock, ma, a differenza del post-rock più uso, guardano decisamente al pop ed alla forma-canzone. Il brano live in chiusura, poi, si accosta anche a certo rock-jazz. La base ritmica è eccellente e l'uso delle chitarre ricorda gruppi molto più quotati. Mi piace molto anche la voce del cantante, misurata e adeguata al genere. Approfittate del download gratuito di questo EP e tenete d'occhio questo gruppo (che comunque ha già all'attivo alcuni album): secondo me merita.

Streaming & free download

Per me, 8.0/10


Melodium - The Island

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2012 (Audio Dregs)

Melodium - The Island Da tante parti, trattando i Melodium (che poi, di fatto, si tratta di un singolo artista: il cantautore francese Laurent Girard ...), con riferimento al genere, si parla spesso di folktronic. Io non credo che un mezzo (in questo caso l'elettronica) possa definire compiutamente un genere, anche perché, almeno in questo disco, non mancano i brani prevalentemente acustici. Comunque sia, è un artista che segue una sua propria corrente, guardando prevalentemente al folk, ma assumendo anche atmosfere ambient e post-rock. Nel complesso, The Island è un album estremamente rilassante, pur essendo variegato e tutt'altro che noioso...

Recensione su A Closer Listen

Per me, 7.0/10


A Whisper in the Noise - To Forget

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2012 (Mainstream)

A Whisper in the Noise - To Forget A Whisper in the Noise è un duo di Minneapolis (West Thordson e Sonja Larson) attivo già da una decina d'anni, ma poco noto nel nostro paese. La loro musica è un mix ben amalgamato di post-rock e dream-pop tendente al sadcore. E' un po' che ci giro attorno, perché in un primo momento mi lasciava un tantino perplesso; piano piano, però, mi sta conquistando con le sue note struggenti, meditabonde e coinvolgenti. Alcuni brani sono veramente deliziosi: i miei preferiti sono quelli dove il piano o il violino sono in evidenza.

All My su Youtube

Black Shroud su Youtube

La bella recensione di Fuzz per Dearwaves

Per me, 8.0/10


Giampiero Riggio - Separations (2007-2012)

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2012 (La Vigna)

Giampiero Riggio - SeparationsAncora download gratuito e ancora un album italiano (ma solo come origine dell'artista)! Giampiero Riggio, infatti, è un giovane artista siciliano molto talentuoso e decisamente lontano dagli schemi della musica commerciale. Separations, più che un album, è un vero progetto sonoro, nato originariamente nel 2007, ma riveduto e ampliato in stadi successivi, fino a raggiungere la stesura e la consistenza attuali. Vediamo una predominanza strumentale, soprattutto acustica e le poche liriche sono cantate in inglese. Come genere, siamo su di un post-rock intinto nel folk; come qualità, è, secondo me, molto alta (il mio personale gradimento è un po' altalenante, ma dipende soprattutto da una mia ritrosia verso le sonorità post-rock, che qui, comunque, sono tutt'altro che convenzionali...). In ogni caso, costituisce certamente un'opera rilevante nel panorama musicale italiano e non solo...

Streaming & free download

Per me, 7.5/10


Crippled Black Phoenix - (Mankind) The Crafty Ape

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2012 (Mascot)

Crippled BP - MankindI Crippled Black Phoenix, gruppo trasversale della scena post-rock (vanta componenti dei Mogwai, Gonga...), costituisce, secondo me, un esempio un po' atipico nel genere. In effetti, il post-rock, salvo qualche eccezione, non è uno di quei generi per cui io impazzisca, soprattutto perché mi lascia sempre un'impressione di un qualcosa di incompiuto, di sospeso (non so, magari sarà proprio questo il suo pregio...); nello stesso tempo, i parametri che attribuiamo ad un genere si rivelano spesso riduttivi e pregiudiziosi. Questo gruppo, infatti, seppur classificato in tale macroarea, se ne discosta abbastanza e attinge spesso ad altri generi, anche nella forma della citazione. Avevo mediamente apprezzato loro precedenti album (in particolare 200 Tons of Bad Luck del 2009) e questo non si discosta molto in quanto a gradimento: è un album (doppio) abbastanza ambizioso, tanto nella mole (oltre 1 h e 20') quanto nel concetto, intendendo essere un monito al disfacimento dei valori della razza umana (più o meno). Le citazioni di cui parlavo si riferiscono a certo progressive, alla psichedelia, a certo ambient... Ogni tanto si avverte un netto richiamo ai Pink Floyd (ad esempio, echi di Dark Side in The Heart of Every Country, di Atom Heart Mother in Get Down and Live With It, di Animals in A Letter...), ma non solo. In sostanza, la cosa che più si discosta dal post-rock canonico è un deciso ricorso alla forma-canzone; e devo dire che qualcuno dei brani non è affatto male da questo punto di vista. Intrigante poi l'innesto qua e là di sonorità estranee, quali quella del vocoder (che io odio a prescindere), le voci bulgare...

Comunque sia, un album bello corposo, da assimilare nel tempo, ma che promette soddisfazioni.

Per me, 7.5/10