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Minimalhuge - II

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2013 (autoprodotto?)

Minimalhuge - II Ci sono pochissime notizie in rete di questo misterioso gruppo di Milano: in pratica c'è la pagina di Bandcamp loro dedicata, quasi scevra di contenuti descrittivi, un sito ufficiale, ancora più sibillino (al momento in cui scrivo, c'è solo lo streaming di due brani), un profilo Facebook con una manciata tra video e foto e altre frattaglie. Eppure hanno da poco pubblicato un full-lenght mica male! Questo "II" (ci sarà stato un "I"?), di cui ho visto una spaurita segnalazione sul forum di Ondarock, merita qualcosa di più di pochi ascolti incidentali: si tratta di originali variazioni sul tema dark-wave elettronica, con reminiscenze psichedeliche, qualche spunto industriale, ritmi oscuri e tribali, atmosfere ossessive e stranianti, sì da incutere uno stato di quasi trance ipnotica. È decisamente un album molto interessante e bisogna purtroppo dire che, nel nostro paese, tale eventualità rappresenta una vera rarità ormai! Se questa avventura non avesse un seguito, sarebbe veramente un peccato. Forza, ragazzi!Consigliato


Pere Ubu - Lady from Shanghai

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2013 (Fire)

Pere Ubu - Lady from Shanghai Ancora non avevo ascoltato un album del 2013 e quale migliore occasione di questa? Sì, un nome ormai appartenente al mito è tornato: dopo ben trentacinque anni dall'esordio, la geniale follia di David Thomas e della sua compagine torna con un'opera destinata, come al solito, a stupire. Per sua stessa dichiarazione, si tratta di un album dance; ma se la musica dance non vi piace, aspettate a storcere il muso, perché non si tratta di dance come ci si potrebbe aspettare. Il titolo è evidentemente ripreso dal visionario noir giudiziario di Orson Welles (film stupendo, tra l'altro), a cui il cantante, con il suo look più recente, somiglia parecchio. La grinta del gruppo non è affatto sopita e la voce di Thomas, se permettete, è perfino migliorata, perché è maturata ed ha perduto quei toni striduli che potevano anche dare fastidio. I ritmi ci sono e stimolano al movimento, ma si tratta di ritmi malati, di atmosfere oscure e vorticose. Alcuni brani sono veri e propri trip: ascoltate "414 Seconds" per gradire. Grande ritorno e grande inizio per questo 2013!Assolutamente consigliato


Group Rhoda - Out Of Time - Out Of Touch

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2012 (Night School)

Group Rhoda - Out Of Time - Out Of Touch Group Rhoda è il moniker del progetto solista di Mara Barenbaum, cantante e pluristrumentista con base a San Francisco. Utilizzando quasi esclusivamente strumenti elettronici analogici, sintetizzatori, drum-machine etc. e accompagnandoli con la sua voce effettata, sembra attingere le sonorità da varie epoche musicali per elaborarle e proiettarle nel futuro: ecco che così riaffiorano i fantasmi della proto-elettronica, mediati dalla synth-wave anni '80, mentre, in un turbinio di ritmi scoppiettanti, la sua voce emerge svolgendo melodie malinconiche, sognanti e attutite come da una spessa coltre di ovatta. Album d'esordio originale ed evocativo allo stesso tempo, accattivante nei ritmi, ma sobrio nelle melodie: un convergere di contrasti che intrigano ed appagano.

Recensione di Marnie Reed per Bowlegs

Per me, almeno 7.5/10


The Durutti Column - Short Stories for Pauline

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2012 (Factory)

The Durutti Column - Short Stories for Pauline Ed ecco un altro tuffo nei mitici anni '80! Chi conosce, pur sommariamente, la storia di Vini Reilly, avrà certamente sentito parlare di un misterioso quarto album "perduto", Short Stories for Pauline. In effetti, l'abum, composto da materiale inciso nel 1983, non è stato mai pubblicato (finora), ma i brani non si sono perduti e, in maggioranza, sono stati spalmati su alcune compilation. Adesso, finalmente, la pubblicazione vede la luce in un'edizione limitata in vinile di mille copie (con incluso download delle versioni digitali). I 14 brani[1], molti dei quali strumentali, riportano a quella atmosfera delicata e sognante a cui Reilly ci aveva abituati, nella sua peculiare forma di rock, che, secondo me, si potrebbe consideare come antesignana del post-rock. Sono suoni che non sentono affatto il peso dell'età e che potrebbero benissimo essere scambiati per produzioni contemporanee, tanto sono fini, sobri e privi di rigide connotazioni temporali. L'album in sé esprime un corpo unico e sarebbe stato un peccato conoscerlo smembrato. Si tratta certamente di una graditissima iniziativa.

L'articolata recensione di angstinmypants

Per me, almeno 8.0/10

Note

[1] Ma pare sia in giro anche una versione doppia con ulteriori 11 brani...