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Jace Clayton - The Julius Eastman Memory Depot

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2013 (New Amsterdam)

Jace Clayton - The Julius Eastman Memory Depot Julius Eastman, compositore, pianista, cantante e ballerino, scomparso nel 1990, dopo una vita breve e travagliata, sapeva bene cosa significhi essere discriminato: era, infatti, un omosessuale di colore e, nelle sue opere, rendeva evidenti le sue prese di posizione contro i pregiudizi ed i luoghi comuni (bastino i titoli presenti su questo album: "Evil Nigger", "Gay Guerrilla"...). Era un innovatore: fu forse uno dei primi a combinare il minimalismo con elementi pop (da Wikipedia). Jayce Clayton, in effetti, è produttore ed arrangiatore: le interpretazioni pianistiche sono infatti affidate a David Friend e Emily Manzo e Clayton, grazie al computer, le fonde e le rielabora, creando un flusso di sensazioni stranianti. Le composizioni sembrano volte ad una continua ascesa, in un crescendo drammatico che incute dubbiose aspettative. Consigliato


Serafina Steer - The Moths are Real

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2013 (Stolen)

Serafina Steer - The Moths are Real Nell'approccio con questo album, non fate lo stesso errore in cui sono incorso io: ad un primo ascolto, si corre, in effetti, il rischio di bollarlo come troppo evanescente. Niente di tutto questo: spinto da un amico ho voluto riascoltarlo, constatando che "The Moths are Real" è un piccolo tesoro nascosto, da svelare senza alcuna fretta, abbandonandosi, anzi arrendendosi alle sue spire. La giovane londinese Serafina Steer è eccellente arpista (ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti a questo proposito), pianista e poli-strumentista, oltreché cantante ed autrice sopraffina. Ha collaborato con artisti del calibro di Patrick Wolf, Tunng, Jarvis Cocker, Bat for Lashes, tra gli altri. La sua è una genialità timida, che non ha voglia di esporsi e che si esprime nel saper portare il suo particolare modo di interpretare il folk verso vette suggestive, fatte di suoni eterei e solennità di stampo neo-classico. Ed ecco che l'opera, da evanescente che sembrava, assume una potenza espressiva così affascinante da imporre ascolti all'infinito.Consigliato

Dopo aver pubblicato questo articoletto, ho notato la bella recensione di Raffaello Russo su music won't save you


Mediaeval Baebes - The Huntress

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2012 (Queen of Sheeba)

Mediaeval Baebes - The Huntress Conoscevo le Mediaeval Baebes solo di fama ed ero erroneamente convinto che affidassero la loro fortuna soprattutto alla mielosità ed alla loro indubbia avvenenza. Niente di più sbagliato: questo album (doppio, anzi triplo nella versione deluxe) è una serie ininterrotta di meraviglie musicali, in cui il folk medievale nudo e crudo (non privo di forti tinte classiche), si unisce ad elementi world e , a tratti, ammicca anche a certo pop sperimentale; lungi dal risultare sdolcinato, si mantiene sempre nell'ambito di una grande sobrietà, pur risultando estremamente coinvolgente nel complesso. Oltretutto, non poteva essere altrimenti, visto che il gruppo inglese (che in effetti è spesso cambiato nel tempo), è stato fondato da Katharine Blake, proveniente da quell'altra stupenda realtà musicale che furono le Miranda Sex Garden. Un ulteriore esempio a dimostrazione del fatto che, spesso, un vertiginoso tuffo nel passato non può che essere salutare.

Articolo/intervista di Amelia Gregory per Amelia's Magazine

Per me, 8.5/10


Michael Harrison & Maya Beiser - Time Loops

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2012 (Cantaloupe)

Michael Harrison & Maya Beiser - Time Loops Dall'incontro tra l'acclamato pianista e compositore Michael Harrison (molto apprezzato da Terry Riley) e la virtuosa violoncellista Maya Beiser (di cui ho gradito molto il suo Provenance dell'anno scorso), che ha sempre dimostrato di saper osare col suo strumento, non limitandosi ad alcun repertorio ed avventurandosi anche nel rock (incredibile la sua cover di Kashmir dei Led Zeppelin), non poteva non nascere un piccolo gioiello! Per quanto riguarda Harrison, gli esperti parlano di una forte innovazione e di uno stile pianistico più unico che raro, ma io è inutile che mi cimenti a parlarne, perché non ci capisco nulla. Mi limito ad ascoltare e quello che sento mi piace decisamente: questo album si stacca dalla media delle opere di modern classical a cui siamo abituati (che, personalmente, trovo troppo spesso noiosette), in quanto molto vario ed emozionante. Tra gli otto brani dell'album, tutti coinvolgenti e suggestivi, spicca il delicato arrangiamento per piano e violoncello dell'Ave Maria di Bach/Gounod, ma soprattutto la lunga, conclusiva, Hijaz, in cui il ricorso ad un tenue sperimentalismo contribuisce a rendere ancora più sapido un album già molto interessante.

Just Ancient Loops III. Ascension su Soundcloud

Per me, almeno 8.0/10


Linnea Olsson - Ah!

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2012 (Götterfunk Productions/V2)

Linnea Olsson - Ah! Dopo l'arpa di Mikaela, il violoncello di un'altra giovanissima: Linnea Olsson! Anche in questo caso, parliamo di uno strumento raro, in ambito pop/folk, ma certamente non esclusivo. L'artista svedese (che, a quanto si può vedere sul sito ufficiale, sembrerebbe anche molto appassionata di fotografia), nata come violoncellista, ma rivelatasi casualmente anche come valente cantante, presenta, in questo album solista d'esordio, undici canzoni di un sognante e raffinatissimo pop, cantate in inglese, che, anche grazie allo strumento usato, assurgono ad una solennità tutta classica. Anche in questo caso, siamo al cospetto di un album di tutto rispetto, molto maturo rispetto all'età dell'artista; sarebbe un peccato relegarlo in fondo alle pieghe della notorietà, magari a tenere compagnia a tante uscite poco interessanti...

Sito ufficiale con streaming

Per me, 8.0/10


Yair Yona - World Behind Curtains

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2012 (Strange Attractors Audio House)

Yair Yona - World Behind Curtains Quando si è al cospetto di un album solista di un virtuoso della chitarra, può spesso venire in mente un pensiero del genere: "Sì, sarà pieno di virtuosismi; che bravo, ma anche che O O...!". Bene, se questo è quello che pensate di questo secondo album del chitarrista israeliano Yair Yona, siete proprio fuori strada! Innanzitutto, qui non parliamo di sola chitarra, in quanto i brani sono ben zeppi di arrangiamenti orchestrali, ma poi, ciò che colpisce in particolar modo è l'estrema varietà delle idee, tale da poter affermare, senza ombra di dubbio, che siamo alla presenza di un compositore a tutto tondo. Già il breve Expatriates sembra volerci avvisare della varietà compositiva e del fatto che l'album non sarà quello che ci si aspetta: il fingerpicking meditativo improvvisamente acquista un "sostrato"' elettronico, che, ad un volume sostenuto, si rende letteralmente impressionante; poi, negli altri brani, il fingerpicking alterna toni tra il narrativo, il sognante e il travolgente (ascoltate, ad esempio, Mad About You: non avrei mai pensato di non riuscire a star fermo per un assolo di chitarra!), mentre il protagonismo del suo strumento si trova frequentemente a duellare con altri: ora il piano, ora la tromba, il sax, gli archi, se non un'intera orchestra... E il genere? Non c'è un genere che predomina; vedrete molte recensioni in ambito jazz in giro per la rete: ma la sua presenza è davvero marginale, come quella del folk, del resto o della classica! Yona è come un grande cuoco che cucina manicaretti, ma senza far trasparire gli ingredienti...

Bandcamp

Per me, 8.5/10


The Nikki Grace Experience - Rest

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2012 (Webbed Hand)

The Nikki Grace Experience - Rest Dalla Germania, un toccante e prolifico progetto uninominale, che combina ambient, mod-classical e post-rock in proporzioni veramente ben calibrate, facendo della nostalgia principale fonte di ispirazione. Il nome del progetto nasce dalla protagonista (Nikki Grace, appunto) del film di David Lynch Inland Empire, mentre l'idea stessa pare sia nata da un racconto, Eta Carinae, scritto dallo stesso genitore del progetto (non sono riuscito a trovare molte notizie né dell'autore né del racconto). Dicevo "prolifico" perché, solo nel 2012, a quanto ne sappia io, ha sfornato ben sette dischi (tra album e ep, che poi, di fatto, sono mini-lp)! E se pensate ad una bramosia commerciale siete fuori strada, perché sono tutti resi liberamente scaricabili dalla stessa etichetta Webbed Hand. Ne ho sentiti diversi, ma ho preferito questo, perché è quello in cui la suddetta fusione dei tre generi (con l'aggiunta di qualche pizzico di field-recording) mi sembra più equilibrata e convincente. Struggente, rilassante, evocativo, l'album (che, tra l'altro, è stato inciso in proprio) costituisce un altro ottimo esempio di ciò che personalmente intendo per arte disinteressata.

Streaming & free download

Per me, 8.0/10


Dead Can Dance - Anastasis

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2012 (in uscita ad agosto)

Dead Can Dance reunion

EVENTO: dopo il tour mondiale per annunciare la reunion, torna, dopo ben sedici anni, all'album da studio uno dei connubi artistici più riusciti di tutti i tempi! E lo fa in grande stile ed in modo trionfale, con un'opera degna dei loro momenti più ispirati, direttamente paragonabile ai loro capolavori assoluti, Spleen and Ideal e Within the Realm of a Dying Sun (che, secondo me, sono comunque inarrivabili). Lisa Gerrard e Brendan Perry (ma solo io provo un brivido solo a pronunciare i loro nomi?), dopo alcune prove soliste sicuramente notevoli e diverse collaborazioni con altri artisti, con questo Anastasis hanno dato prova che la loro vena artistica è tutt'altro che esurita. Sono presenti tutti i loro canoni, ma non manca un fresco alito di novità e di contemporaneità. L'album sarà ufficialmente pubblicato, in diversi formati (tra cui un goloso e prezioso box-set), intorno al 13 agosto, ma è già disponibile per il pre-order e, cosa pregevole da parte loro, completamente godibile in streaming (purtroppo è durato poco: adesso c'è solo Amnesia), con una qualità mica male, dal loro sito. Grandi, anche in queste scelte!

Sito ufficiale

Per ora non metto voti, ma, per me, ipoteca già un posto in top-list...


Chilly Gonzales - Solo Piano II

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2012 (Arts & Crafts)

Chilly Gonzales - Solo PIano II Il poliedrico artista canadese Jason Charles Beck aka Gonzales aka Chilly Gonzales sembrerebbe incarnare molteplici personalità e, di fatto, è così. Attore, musicista, cantante, produttore..., ha inoltre dimostrato di non prediligere un genere in particolare, spaziando soprattutto tra musica elettronica e classica al piano. Ha inoltre collaborato con altri artisti, tra cui spicca il nome di Leslie Feist. È inoltre una persona eccentrica e spiritosa (chi ha visto i suoi concerti parla di esperienze indimenticabili), che non eccelle in modestia (si è autodefinito genio musicale, ma come dargli torto?). L'album uscirà a luglio (ho sentito l'advance che gira in rete), ma penso di prenotarlo subito; adoro il piano e, in questo caso, si tratta di composizioni che sfiorano il mio ideale pianistico: sobrie di stampo classico, ma che si sanno impennare in gustose briosità, senza però scadere in facili ammiccamenti al pop più becero (cosa che purtroppo accade spesso in ambito pianistico). E, che ve lo dico a fare? Consigliato!

Ascoltate (e guardate che tipo!):

Per me, almeno 8.0/10


Olan Mill - Paths

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2012 (Facture)

Olan Mill - Paths Già l'esordio del 2010, Pine, mi aveva colpito per la sua forza suggestiva, anche se l'avevo trovato un po' troppo tendente al minimalismo. Questo Paths, secondo me, segna un'evoluzione, con un'inclinazione più marcata verso la musica classica ed orientato ad atmosfere più dense. Se il primo brano, invece di Bleu Polar, si fosse chiamato '"Blue Polar"', avrebbe identificato molto bene la musica degli Olan Mill: gelida e malinconica. Nella interessante recensione a cui faccio riferimento sotto, vedo riferimenti ai Popol Vuh e ai Dead Can Dance; credo che come carica evocativa, nel suo effetto finale, ci siamo, ma mi sembra che i generi siano ben lontani: qui la struttura è essenzialmente ambient... L'album, registrato dal vivo e prodotto in edizione limitata (in barba ad ogni spinta commerciale), è forse troppo breve: nel momento in cui ti coinvolge veramente, finisce, lasciando un po' d'amaro in bocca. Nonostante ciò, non potrà non affascinare chi è alla costante ricerca di emozioni sublimi, che non siano fatte di irruenza e irriverenza, ma che ti prendano per mano, portandoti per spiagge deserte, all'approssimarsi del tramonto...

Recensione di Ricardo Martillos per Distorsioni

Per me 7.5/10


Memory Drawings - Music for Another Loss

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2012 (Second Language)

Memory Drawings – Music for Another Loss I Memory Drawings (niente a che vedere con l'omonimo album dei Drifts...) sono un supergruppo trasversale, composto principalmente dal dulcimer player (come altro si può definire uno che suona il dulcimer?) Joel Hanson, dal chitarrista e polistrumentista Richard Adams (Hood, Declining Winter...) e dalla violinista Sarah Kemp (Lanterns on the Lake, Brave Timbers...). In aggiunta, in questo doppio CD, troviamo come ospiti graditissimi Rachel Grimes, Gareth S. Brown e Yvonne Bruner. Visto che fino adesso ho praticamente tradotto quanto dichiarato sul sito ufficiale, continuo, riportando alcune affermazioni molto significative: "...l'album rappresenta benissimo una linea di demarcazione tra una struggente malinconia ed una quiete ristoratrice, in cui un minimalismo classico si fonda sapientemente con un folk accorato..." (non è una traduzione letterale, beninteso...). Il progetto, oltre ad essere dichiaratamente drum-less, nasce come preminentemente strumentale (ed infatti il CD vero e proprio, ovvero il primo, è prettamente strumentale e rispecchia più precisamente la definizione di cui sopra), ma, forte della presenza della vocalist Yvonne Bruner, nel secondo CD (che di fatto sarebbe una riproposizione in chiave diversa dei brani del primo), si passa ad un genere molto diverso, tant'è che si fa un po' di fatica a riconoscere le corrispondenze dei brani, accostando molto da vicino certo dream-pop (e a questo concorre la voce della cantante, che ricorda abbastanza quella di una certa Elizabeth Frazer...). A primo acchito, debbo confessare che preferisco il secondo CD, ma sono sicuro che si tratta di una questione di tempo, perché il primo ha bisogno di un rodaggio maggiore. Fatto sta che, anche in questo caso, siamo al cospetto, di un'opera notevole, che, nella foga degli ascolti compulsivi a cui ci stiamo purtroppo abituando, corre il rischio di essere sottovalutata.

Per me, 8.5/10


Sea + Air - My Heart’s Sick Chord

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2012 (RAR)

Sea + Air - My Heart’s Sick Chord E, per restare in tema di strumenti insoliti, che ne dite di un bel clavicembalo? Questo è un album che, in effetti, sta un po' spopolando per blog e webzine musicali e potrebbe sembrare un'inutile ripetizione che ne parli io, che di solito mi rivolgo agli album bistrattati... :D Ma, visto che lo sto ascoltando da settimane, ormai (da quando, cioè, se ne parlava molto meno...), ho deciso di dire anch'io la mia. I Sea + Air sono, di fatto, una coppia tedesco-greca e chissà che non sia la convergenza di due origini, lontane non tanto geograficamente quanto di retaggio culturale e mentalità, ad apportare tale originale briosità nella loro musica! Ogni loro canzone è una storia a sé, riuscendo a passare con estrema naturalezza da classicismi che si perdono nella notte dei tempi (e che mi hanno fatto venire in mente uno dei miei gruppi giapponesi preferiti: i Kuroyuri Shimai...) ad un pop attualissimo, al rock più vivace. Il dualismo vocale, poi, contribuisce ad arricchire il vigore espressivo. Alcuni brani hanno tutte le caratteristiche per sfondare come singoli e non mi sorprenderebbe di sentirli presto per radio (ad esempio Do Animals Cry). Gradevolissima sorpresa.

Recensione di Antonio Laudazi per SentireAscoltare

Per me, 8.0/10


Troy Schafer - Evening Song Awaken

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2012 (Recital)

Troy Schafer - Evening Song Awaken Troy Schafer è un giovane compositore e violinista del Wisconsin, già attivo come collaboratore di diversi progetti (Rain Drinkers, Wreathes...), ma qui impegnato nel suo esordio da solista. Anche se non conosco le produzioni dei progetti a cui ha partecipato, riporto da altre fonti la convinzione che questo lavoro si distacchi decisamente da quelle, muovendosi verso traguardi personali e avulsi da interessi commerciali (l'album è stato infatti pubblicato in edizione limitata). Ma parliamo della sua musica: la struttura è decisamente ambient, però il mezzo è un tripudio di archi (con rari elementi percussivi), rimandando così immancabilmente alla musica classica. L'effetto complessivo è struggente e straniante allo stesso tempo, rivelando una passione che mira alla composizione perfetta, che, partendo dalla serenità pastorale, si impenni per librarsi aldilà del tempo e dello spazio...

Bandcamp

Recensione di O.S. su Evening of Light

Per me, almeno 7.5/10


πEnsemble - Padurea de Aur

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2011 (Yojik ConCon)

πEnsemble - Padurea de Aur Torno a condividere le mie impressioni, dopo una pausa dovuta a vari motivi personali. Avrei una piccola serie di album recentemente usciti di cui parlare, ma voglio ricominciare con un EP dell'anno scorso, il capitolo conclusivo della trilogia delle foreste (Foresta d'Argento, Foresta di Bronzo e questo, Foresta d'Oro) di Petre Inspirescu, l'ispirato (nomen omen) compositore rumeno che rivisita la musica classica, rispettando quasi ossequiosamente la tradizione del passato, ma non disdegnando qualche accenno di space e industrial music. Il risultato è etereo: ascoltandolo, è quasi naturale smettere tutto ciò che si stava facendo e fermarsi ad assorbire le onde di rapimento che emanano da queste note sublimi... Solo quattro brani, ma che sfiorano veramente la perfezione.

Per me, almeno 8.0/10


Dead Can Dance - Live Happenings Part III

dans la catégorie ep

2012 (deadcandance.com)

Dead Can Dance - Live Happenings Part III Tra le tante reunion degli utlimi tempi spicca certamente quella di uno dei gruppi più rappresentativi degli anni '80 (e, secondo me, uno dei più importanti degli ultimi 40 anni...): i Dead Can Dance! Una reunion che segna anche un tour mondiale, che vedrà anche un'unica data italiana, il 19 ottobre prossimo, al Teatro degli Arcimboldi di Milano. L'EP (che segue gli episodi I e II), liberamente scaricabile dal loro sito, è composto da soli quattro brani, interpretati, appunto, dal vivo; forse non saranno i più belli della loro carriera, ma anche il brano più brutto dei DCD (che non saprei identificare) sarebbe comunque notevole. Si tratta di Saltarello, The Wind That Shakes The Barley, How Fortunate The Man With None e Dreams Made Flesh. Io nutro una grande aspettativa sull'album che dovrebbe vedere la luce a breve. E voi?

Free download

Per me, 8.0/10


In sintesi (3/2012)

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Soap&Skin - Narrow Soap&Skin - Narrow (2012 - Pias)

Ho sentito il nuovo mini-lp di Anja. Bellissimo e struggente, ma c'è veramente da preoccuparsi: una ventenne non deve fare questa musica...! Per me, 8.0/10

Recensione di Giuliano Delli Paoli per Ondarock


From the Mouth of the Sun - Woven Tide

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2012 (Experimedia)

From the Mouth of the Sun - Woven TideAlbum di debutto di questo interessante gruppo (precisamente si tratta di due artisti: lo statunitense Aaron Martin e lo svedese Dag Rosenqvist). Copertina e titolo sono azzeccatissimi: una marea imbastita di sensazioni ti trasporta in un mondo sognante e gelido verso un sole lontanissimo... La musica è un mix di ambient e modern classical, rarefatta, ma non troppo, in cui le emozioni sembrano sempre sul punto di esplodere. Elettronica ed un tenue rumorismo che lasciano presto il posto ad archi solenni...

Streaming

Per me, 7.5/10


Ryan Teague - Field Drawings

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2012 (Village Green)

Ryan Teague - Field DrawingsRyan Teague è un compositore di modern classical venuto alla ribalta abbastanza recentemente (le sue prime fatiche discografiche risalgono al 2005), ma ha già saputo imporsi all'attenzione degli estimatori del genere soprattutto perché sa combinare magistralmente le strumentazioni classiche (anche orchestrali) con un minimalismo elettronico di sapore ambient e perché le sue composizioni, pur sapendo essere solenni (si ha la sensazione costante di un incombente pieno orchestrale, di un trionfo di classica memoria...), non tralasciano mai una sua tipica leggerezza, un quasi easy-listening, che rendono l'ascolto sempre piacevole e mai affaticante. Personalmente, ascoltando i suoi brani, ho spesso la sensazione di essere al cospetto di un Philip Glass molto più rilassato del suo solito. L'album, che uscirà il 20 febbraio, pur non essendo particolarmente originale, sarà sicuramente apprezzato anche da chi con questo genere non va solitamente d'accordo...

Per me, 7.5/10