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Bad Braids - Supreme Parallel

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2013 (Haute Magie)

Bad Braids - Supreme Parallel I Bad Braids sono un gruppo di Philadelphia, il cui nucleo centrale è costituito dalla cantante e chitarrista Megan Biscieglia e dal polistrumentista Paul Christian, ma con la presenza più o meno fissa di altri artisti. Quello che subito affiora ascoltando questo loro secondo album, è la particolare atmosfera onirico-elegiaca, in cui un folk delicato si muove in terreni dream-pop, assumendo un tono, se possibile, ancora più avvolgente ed etereo. L'album comincia con brani dalla forte carica suggestiva ("Ode to Fig", "Through the Door") per poi quietarsi gradualmente in toni sempre più riflessivi, che non mancano però di un loro malinconico fascino. Questa parabola discendente, che, alle orecchie di molti potrebbe forse costituire un punto debole, sembrerebbe invece un tratto distintivo, un invito ad un ascolto più attento e sensibile. Man mano che i brani procedono, sembra sempre più di essere dentro una rappresentazione della solitudine, la cui colonna sonora, a sapersi abbandonare alle sue spire, riesce nel suo intento di regalare emozioni soavi, visioni di una bellezza misteriosa seminascoste dalla nebbia. L'album è disponibile per il download a offerta libera sul loro Bandcamp.Fortemente consigliato


Secret Mountains - Rainer

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2013 (Friends Records)

Secret Mountains - Rainer I Secret Mountains sono un sestetto di Baltimora, che, attivo da ben quattro anni, dopo aver pubblicato una certa serie di EP, è finalmente giunto all'esordio ufficiale in full-length. La loro musica, per propria ammissione, nasce dalle esperienze più tempestose dei singoli componenti e, pertanto, non può che essere oscura e straniante: le chitarre hanno un incedere quasi shoegaze, il basso è minaccioso, le percussioni sono trascinanti, la voce di Kelly Laughlin è eterea ed onirica. È abbastanza difficile definire un genere, in quanto, nei sette brani di cui si compone "Rainer", si può sì identificare un certo dream-pop, ma certamente anche un rock di forte inflessione psichedelica; a momenti, poi, traspaiono delle cullanti alternanze post-rock... È facile, comunque, letteralmente abbandonarsi alle spire di questo album, inebriarsi dei suoi vapori intensi ed aromatici, del suo sentore di amaro fortemente alcolico. Consigliato


Phildel - The Disappearance of the Girl

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2013 (Decca)

Phildel - The Disappearance of the Girl La londinese Phildel Hoi Yee Ng, di padre cinese e madre irlandese, ha avuto un'adolescenza difficile: costretta a nascondere il suo sconfinato amore per la musica per l'opposizione di un patrigno bigotto, dopo essere giunta ai limiti della depressione, è riuscita finalmente ad affrancarsi, facendo esplodere la sua vena artistica. Dopo una tale premessa, ci si potrebbe aspettare della musica di protesta, un furore scatenato a briglia sciolta... E invece no: come già la bellissima copertina fa presagire, "The Disappearance of the Girl" è un tripudio di raffinata dolcezza; il suo pop sofisticato sembra voler andare nella direzione del mainstream (in un primo momento ho fatto l'errore di paragonarla a Lana del Rey, mentre adesso l'accostamento che più mi convince è quello con Dear Reader...), ma, in effetti, non si sbilancia mai, mantenendo una sobrietà stilistica esemplare, pur risultando estremamente intrigante e suggestivo. In una sequenza micidiale di brani, che potrebbero essere tutti potenziali singoli, la sua bellissima voce alterna i suoi toni tra l'angelico e il sensuale, prendendo a tratti sfumature soul. Alcuni testi sembrano dei veri scioglilingua (ad esempio "Mistakes") e contribuiscono a rendere più accattivante l'insieme. È certamente un album sopraffino, che metterà d'accordo molti palati... Fortemente consigliato


Kacey Johansing - Grand Ghosts

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2013 (autoprodotto)

Kacey Johansing – Grand Ghosts Secondo album per la sublime cantante e musicista di San Francisco Kacey Johansing, ex componente dei Geographer e collaboratrice di diversi artisti, tra cui l'intrigante Merrill tUnE-yArDs Garbus. Le sue sono canzoni altamente melodiche, in cui un dream-pop di connotazione chamber si fonde con flessuose movenze jazz e qualche momento di abbandono folk. La sua voce vellutata evoca ambienti lounge notturni e fumosi, con avventori brilli ed estasiati dalla sua presenza incantevole. Consistente anche il suo apporto strumentale (chitarra elettrica, piano, organo...), coadiuvato da quelli di Jeremy Harris (chitarra, piano, voce e arrangiamenti), di Robert Shelton (tastiere), di James Riotto (basso), di Ezra Lipp (batteria) e di Andrew Maguire (vibrafono, percussioni). Dieci canzoni sognanti, dolci ed evocative: una soave compagnia per le tiepide serate di primavera. Fortemente consigliato


Sondra Sun-Odeon - Ætherea

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2012 (autoprodotto?)

Sondra Sun-Odeon - Ætherea Sondra Sun-Odeon, bellissima cantante e polistrumentista newyorkese (ma di chiare origini estremo-orientali), dopo aver fatto parte del duo di rock psichedelico Silver Summit, è giunta al proprio album solista e l'ha fatto con un contegno da artista matura. In effetti, con il gruppo, ha potuto vantare collaborazioni di grande prestigio: Wowenhand, White Hills, Vetiver, Wooden Shjips, Crystal Stilts, Deerhunter, Bardo Pond... Ed anche in questo album, i nomi noti non mancano: basti pensare ad Helena Espvall al violoncello, a Ben McConnell (Beach House, Marissa Nadler, tra gli altri) alle percussioni... Da tante parti, a riguardo del genere, sento parlare di sperimentalismo... Ma, a mio vedere, abbiamo piuttosto a che fare con un dream-pop etereo (così come il titolo suggerisce), con fuggevoli venature di psych-folk. Davvero un bell'esordio, delicato e suggestivo al tempo stesso, il cui gradimento può dipendere molto dallo stato d'animo.Consigliato


Anni B. Sweet - Oh, Monsters!

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2012 (Subterfuge)

Anni B. Sweet - Oh, Monsters! La giovanissima cantautrice spagnola Ana Lopez, già al secondo full-lenght, dimostra di avere una spiccatissima personalità, che si manifesta nel sapersi destreggiare in un arco di quarant'anni di buona musica, nonostante sia nata giusto l'altroieri. Muovendosi soprattutto in ambito folk e drem-pop a tinte contemporanee, non disdegna, infatti, di attingere anche al rock degli anni '60 (com'è evidentissimo nella bella e trascinante "Ridiculous Games 2060"). Non manca, poi, una serie di canzoni belle e convincenti (ad esempio le iniziali "Home" e "Getting Older"...) Consigliato, destinate a mantenere a lungo il loro vigore, in una passionalità tutta mediterranea.

Recensione di Jorge Mir per Listen Before You Buy (e streaming)


Jess Bryant - Silvern

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2012 (Red Deer Club)

Jess Bryant - Silvern Un altro debutto, ma stavolta è un debutto di quelli che lasciano il segno! La londinese Jess Bryant, che ha già un EP ("Dusk" del 2009) al suo attivo, cantautrice e poliedrica strumentista, non è quel che si dice un'esordiente timida e impacciata: ha realizzato un album che sfiora la perfezione, che denota una cura da cui trapela un'instancabile ricerca di sonorità nuove, singolari e, al tempo stesso, familiari e confortanti. Con una potenza innovativa alla Jenny Hval o alla Julia Holter, ma con una dote in cui forse le suddette sono un po' deboli, ovvero una spiccata passionalità, i nove brani, che sembrano incastonarsi l'uno dentro l'altro, creano un continuum di assoluto rapimento, con momenti di vera ipnosi suggestiva. Un dream-pop originalissimo, con elementi ambient e qualche inflessione folk, una ricca strumentazione, meticolosamente studiata, arrangiamenti eterei e coinvolgenti, la voce incantevole di Jess, che non nasconde doti da contralto, calata splendidamente nell'insieme..., tutto contribuisce a definire quello che, secondo me, è destinato a diventare un piccolo capolavoro. Da non perdere.

Streaming su Soundcloud

Per me, 8.5/10


Susanne Sundfør - The Silicone Veil

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2012 (EMI Norway)

Susanne Sundfør - The Silicone Veil Susanne Aartun Sundfør ha soltanto 26 anni, ma è già al quinto album da studio e costituisce una delle realtà più interessanti di quella prolifica terra di Norvegia. Ero rimasto a The Brothel del 2010, album che, in verità, non mi aveva convinto del tutto e non sapevo che nel 2011 ne fosse stato pubblicato uno interamente strumentale: A Night At Salle Pleyel (credo che approfondirò...). Ora, ho la netta sensazione che The Silicon Veil cosituisca un punto di arrivo: struggente, evocativo, variegato, sta molto stretto nella definizione di dream-pop, che leggo in giro per la rete. È, secondo me, piuttosto un lavoro molto complesso, paragonabile, da questo punto di vista, agli album più ispirati di Bjork: la sua voce luminosa si erge da un mare di suoni elettronici ed acustici, a tratti pulsanti, a tratti invece allargati in suggestioni di stampo neo-classico. Dieci brani, interamente composti da lei, molto vari, ma tutti intensi ed uniti da un denominatore comune: un profondo amore per la musica. Come non condividere?

Recensione di Michael James Hall per The Line of Best Fit

Pee me, per ora, più che 8.0/10 (tendente a salire)


Group Rhoda - Out Of Time - Out Of Touch

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2012 (Night School)

Group Rhoda - Out Of Time - Out Of Touch Group Rhoda è il moniker del progetto solista di Mara Barenbaum, cantante e pluristrumentista con base a San Francisco. Utilizzando quasi esclusivamente strumenti elettronici analogici, sintetizzatori, drum-machine etc. e accompagnandoli con la sua voce effettata, sembra attingere le sonorità da varie epoche musicali per elaborarle e proiettarle nel futuro: ecco che così riaffiorano i fantasmi della proto-elettronica, mediati dalla synth-wave anni '80, mentre, in un turbinio di ritmi scoppiettanti, la sua voce emerge svolgendo melodie malinconiche, sognanti e attutite come da una spessa coltre di ovatta. Album d'esordio originale ed evocativo allo stesso tempo, accattivante nei ritmi, ma sobrio nelle melodie: un convergere di contrasti che intrigano ed appagano.

Recensione di Marnie Reed per Bowlegs

Per me, almeno 7.5/10


Enchanted Hunters - Peoria

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2012 (Antena Krzyku)

Enchanted Hunters - Peoria Una cosa che sto recentemente notando è che, mentre nei paesi più tradizionalmente legati alla musica folk e pop (almeno per quel che riguarda la diffusione internazionale) si tende sempre più al minimalismo e a certa lo-fi, in paesi a cui siamo meno avvezzi (tipo quelli dell'Europa dell'Est), assistiamo ad una netta inversione di tendenza. È questo il caso dei polacchi Enchanted Hunters, che, in questo Peoria, loro album d'esordio, dimostrano la ricerca di una cura quasi maniacale dei suoni e del mixaggio, con un risultato decisamente pregevole. Il gruppo è formato da Gosia Penkalla (voce, chitarra e violino), Magda Gajdzica (flauto, xilofono e voce) e Patryk Zieliniewicz (percussioni e chitarra), tre ragazzi che dimostrano una perizia inaspettata per la loro età. La cosa che colpisce subito è, come dicevo, la cura dei suoni; in particolare evidenza è il flauto di Magda, veramente incantevole. La voce di Gosia, da parte sua, rivela un'evidente estrazione jazz, che contribuisce a rendere il loro sound più raffinato, ma forse meno immediato (e questo, a mio vedere, non è un difetto). Comunque sia, siamo ancora una volta al cospetto di un album da ascoltare con attenzione e di gruppo da tenere d'occhio!

Interessante articolo su Easterndaze

Per me, almeno 8.0/10


The Burning Leaves - Calling

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2011 (theburningleaves.bandcamp.com)

The Burning Leaves - Calling Una giovane coppia dell'Inghilterra settentrionale, che autoproduce e autoregistra a casa le sue creazioni. Direte: "ma te le vai a cercare col lumicino?". Beh, no: il fatto è che io, quando si tratta di generi a me congeniali, cerco di ascoltare di tutto e, se, come in questo caso, si tratta di belle sorprese, anche se vengono da dove meno ce lo si aspetterebbe, io me le godo e ne parlo. Nell'album d'esordio del 2010 (ascoltabile qui) c'è un brano intitolato Sinking Slowly, che, secondo me, è perfettamente dichiarativo del loro genere: un dream-pop/folk in chiave slow, tenero e suggestivo. Ma, mentre l'album di debutto l'ho trovato un po' troppo sullo slow, questo si vivacizza quanto basta per rendersi decisamente più accattivante. Perfetta, per il contesto, la voce eterea di Indie Mae; curata la parte strumentale, nonostante la spartanità di mezzi, affidata a Craig Lee-Williams (che interviene anche vocalmente). Credo che con una produzione più raffinata potrebbero veramente lasciare il segno...

Streaming su Bandcamp

Per me, 7.5/10


Memory Drawings - Music for Another Loss

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2012 (Second Language)

Memory Drawings – Music for Another Loss I Memory Drawings (niente a che vedere con l'omonimo album dei Drifts...) sono un supergruppo trasversale, composto principalmente dal dulcimer player (come altro si può definire uno che suona il dulcimer?) Joel Hanson, dal chitarrista e polistrumentista Richard Adams (Hood, Declining Winter...) e dalla violinista Sarah Kemp (Lanterns on the Lake, Brave Timbers...). In aggiunta, in questo doppio CD, troviamo come ospiti graditissimi Rachel Grimes, Gareth S. Brown e Yvonne Bruner. Visto che fino adesso ho praticamente tradotto quanto dichiarato sul sito ufficiale, continuo, riportando alcune affermazioni molto significative: "...l'album rappresenta benissimo una linea di demarcazione tra una struggente malinconia ed una quiete ristoratrice, in cui un minimalismo classico si fonda sapientemente con un folk accorato..." (non è una traduzione letterale, beninteso...). Il progetto, oltre ad essere dichiaratamente drum-less, nasce come preminentemente strumentale (ed infatti il CD vero e proprio, ovvero il primo, è prettamente strumentale e rispecchia più precisamente la definizione di cui sopra), ma, forte della presenza della vocalist Yvonne Bruner, nel secondo CD (che di fatto sarebbe una riproposizione in chiave diversa dei brani del primo), si passa ad un genere molto diverso, tant'è che si fa un po' di fatica a riconoscere le corrispondenze dei brani, accostando molto da vicino certo dream-pop (e a questo concorre la voce della cantante, che ricorda abbastanza quella di una certa Elizabeth Frazer...). A primo acchito, debbo confessare che preferisco il secondo CD, ma sono sicuro che si tratta di una questione di tempo, perché il primo ha bisogno di un rodaggio maggiore. Fatto sta che, anche in questo caso, siamo al cospetto, di un'opera notevole, che, nella foga degli ascolti compulsivi a cui ci stiamo purtroppo abituando, corre il rischio di essere sottovalutata.

Per me, 8.5/10


The Magnetic North – Orkney: Symphony of the Magnetic North

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2012 (Full Time Hobby)

The Magnetic North – Orkney: Symphony of the Magnetic North Questo album l'ho tenuto un po' in serbo, perché ho un rapporto molto strano con esso: il più delle volte mi coinvolge ed emoziona, in altri momenti mi dice poco. Inoltre, alcuni brani mi piacciono davvero tanto, mentre altri ancora non mi convincono del tutto. Ho cercato, quindi, di maturare l'ascolto più del mio solito, in modo da riportare impressioni medie. Ho idea, infatti, che si tratti di uno di quegli album che si fanno apprezzare di più con il tempo... Il progetto nasce proprio attorno alle Orkney Islands, uno dei territori più settentrionali dell'arcipelago britannico e, in effetti, le sonorità dell'album riportano decisamente alle atmosfere nordiche, ad esempio, di diversi gruppi islandesi. Tutto sembra immerso in un mondo nebbioso e sognante e la musica, un dream/chamber-pop con radici folk e innesti elettronici, sembra accompagnarti in un volo libero su paesaggi incantevoli, fatti di impervie scogliere e monumenti ancestrali.

Recensione di Alessio Bosco per Indie Eye

Per me, per ora, 7.5/10


Cabinet of Natural Curiosities - Blue Highway

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2011 (For Arbors / For Satellites)

Cabinet of Natural Curiosities - Blue Highway Per fare onore al nome del gruppo, è stato appunto quello che mi ha subito incuriosito: Cabinet of Natural Curiosities è anche il titolo di un volume abbastanza famoso dello scorso anno, ma a me ricorda soprattutto un album del prolifico menestrello della new psychedelia e scrittore Paul Roland (A Cabinet of Curiosities del 1987). Niente psichedelia qui, ma piuttosto un delicato (dream) pop/folk a tinte soffuse, con melodie timide e insinuanti e una vocalist dalla voce setosa che ben si integra nelle sue atmosfere assonnate. L'album (di fatto un mini album, visto che sono scarsi 25 minuti) è stato registrato con strumentazioni casalinghe e poi riportato in edizione limitata su vinile: la cosa si avverte abbastanza, a causa di un fruscio di fondo che fa molto effetto tape. Le canzoni ci sono, però, eccome. E' un gruppo che merita assolutamente una produzione migliore. Alla prossima.

Bandcamp

Per me, 7.5/10


A Whisper in the Noise - To Forget

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2012 (Mainstream)

A Whisper in the Noise - To Forget A Whisper in the Noise è un duo di Minneapolis (West Thordson e Sonja Larson) attivo già da una decina d'anni, ma poco noto nel nostro paese. La loro musica è un mix ben amalgamato di post-rock e dream-pop tendente al sadcore. E' un po' che ci giro attorno, perché in un primo momento mi lasciava un tantino perplesso; piano piano, però, mi sta conquistando con le sue note struggenti, meditabonde e coinvolgenti. Alcuni brani sono veramente deliziosi: i miei preferiti sono quelli dove il piano o il violino sono in evidenza.

All My su Youtube

Black Shroud su Youtube

La bella recensione di Fuzz per Dearwaves

Per me, 8.0/10


Young Hunting - The Night of the Burning

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2011 (Blackest Ever Black)

Young Hunting - The Night of the BurningLeggendo in rete a riguardo di questo duo scozzese, ho trovato frequenti definizioni di dark-ambient e metal, ma, secondo me, entrambi le indicazioni sarebbero riduttive per descrivere il loro genere. Ho visto anche paragoni con i Coil, gli Swans e i Dead Can Dance e qui sarei più d'accordo, soprattutto per quel che concerne i primi due gruppi (fatta salva la componente industrial di quei gruppi, qui solo sfiorata, secondo me). Il dark c'è e l'ambient pure, ma siamo ben lontani dal dark-ambient più canonico; le due cose le terrei staccate, aggiungendo una forte componente dreamy (di metal, poi, a mio vedere, neanche l'ombra...). Insomma, se il dark-ambient non vi piace, questi ascoltateli lo stesso! Sono solo quattro brani, ma stupiscono in quanto a carica emotiva. Attendo con impazienza un lavoro più esteso da parte loro...

Streaming (parziale)

Per me, 8.0/10