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Minimalhuge - II

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2013 (autoprodotto?)

Minimalhuge - II Ci sono pochissime notizie in rete di questo misterioso gruppo di Milano: in pratica c'è la pagina di Bandcamp loro dedicata, quasi scevra di contenuti descrittivi, un sito ufficiale, ancora più sibillino (al momento in cui scrivo, c'è solo lo streaming di due brani), un profilo Facebook con una manciata tra video e foto e altre frattaglie. Eppure hanno da poco pubblicato un full-lenght mica male! Questo "II" (ci sarà stato un "I"?), di cui ho visto una spaurita segnalazione sul forum di Ondarock, merita qualcosa di più di pochi ascolti incidentali: si tratta di originali variazioni sul tema dark-wave elettronica, con reminiscenze psichedeliche, qualche spunto industriale, ritmi oscuri e tribali, atmosfere ossessive e stranianti, sì da incutere uno stato di quasi trance ipnotica. È decisamente un album molto interessante e bisogna purtroppo dire che, nel nostro paese, tale eventualità rappresenta una vera rarità ormai! Se questa avventura non avesse un seguito, sarebbe veramente un peccato. Forza, ragazzi!Consigliato


Miasm – The Dark Roads

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2012 (autoprodotto)

Miasm – The Dark Roads Miasm è il progetto dell'artista multimediale di Salt Lake City Jeremiah Savage, una persona che intende manifestare in musica tutto il poliedrico turbinio dei suoi interessi. Superando i limiti di genere e non lasciandosi condizionare da interessi commerciali (l'album, infatti, è reso disponibile per il download libero), ha realizzato interamente in proprio un'opera estremamente suggestiva e convincente. Le atmosfere cupe, una struttura post-rock e gli arrangiamenti shoegaze contribuiscono a mettere insieme un album con un corpo tangibile, di grande impatto emotivo, in cui i brani si succedono come in un vortice di rapimento sensoriale. Quando simili emozioni si fanno sempre più rare nel mondo delle etichette e del mainstram, bisognerebbe soffermarsi un po' a riflettere, farsi delle domande e darsi delle risposte. Che aspettate?

Bandcamp con free download

Per me, almeno 8.0/10


Dark Dark Dark - Who Needs Who

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2012 (Supply and Demand)

Dark Dark Dark – Who Needs Who L'album uscirà il 2 ottobre, ma mi è capitato un advance ed ho pensato di anticipare le mie impressioni. La band di Minneapolis, con all'attivo già due album prima di questo e tre EP, ruota soprattutto alla figura di Nona Marie Invie (voce, piano e fisarmonica), il cui fondamentale apporto crea un'atmosfera tipica, che sa di tormento interiore e di pochi sprazzi di euforia misurata. A tratti, devo dire che mi solletica un po' l'accostamento con Soap&Skin, anche se Nona non raggiunge gli abissi di sconforto della giovane Anja, e sembra intravedere una luce alla fine del tunnel. Un altro paragone che mi sento di fare è con i Beach House, ma, in questo caso, non ritrovo quella gioia sopita che io sento trasudare dalla musica del duo di Baltimora. Calcando un po' la mano, porrei i Dark Dark Dark a metà strada, emotivamente parlando, fra le due realtà artistiche... I brani di questo album, comunque, sono tutti bellissimi, di un'intensità ai limiti dello struggimento e si susseguono senza un attimo di incertezza, con un filo melodico conduttore e costante, che pur varia come le maree dell'anima. How It Went Down prenota un posto, fin da ora, tra le mie canzoni preferite dell'anno.

Su Soundcloud: How It Went Down - Tell Me

Per me, per ora, almeno 8.0/10 (ma credo che salirà) 8.5/10 (infatti...)


Family Band – Grace & Lies

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2012 (No Quarter)

Family Band – Grace & Lies A guardare la copertina di questo album, non ci si aspetterebbe di trovarci del folk. E, in effetti, se del folk c'è, è ben mascherato sotto una patina oscura e sfocata, visto come attraverso un vetro affumicato per osservare un'eclissi. La coppia newyorkese (moglie e marito) Kim Krans e Jonny Ollsin, cantante e artista visuale lei, chitarrista ex heavy-metal lui, esprime in questo secondo album una passione che sa di drammi contenuti e dominati, una sorta di sensazione di battaglia vinta, dopo di che, però, rimane la spossatezza della lotta. E così si alternano grazia e bugie, come sprazzi di luce in un'oscurità profonda, con brani che, da uno slow viscerale, si impennano in esplosioni emotive sorde, come se fossero poste sotto una campana di vetro, sfoghi di una belva muta legata ad una catena troppo corta...

Articolo su Aquarium Drunkard e streaming

Per me, 7.5/10


Diana Darby - IV (Intravenous)

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2012 (Delmore)

Diana Darby - IV Il sussurro di Diana Darby è prepotente come un urlo alle mie orecchie. Il suo dark folk, pregevolmente arrangiato, rimanda a suggestioni quasi psichedeliche, forse mediate da passaggi alternati dalle parti ora di Patti Smith ora di Lisa Germano. Diana Darby, texana di nascita, si sposta frequentemente tra Nashville e New York e, di fatto, sembrerebbe acquisire le influenze dei due ambienti così diversi, combinandole: il folk cantautorale che si sporca di caligine urbana... La sua carriera artistica è ufficialmente nata nel 2000, con un album dichiaratamente influenzato da Leonard Cohen e Bob Dylan e non è che sia stata molto prolifica: infatti mancava all'appello con il full length da ben 7 anni. L'album è estremamente suggestivo, intimo fino all'ipnosi (per citare: ...ballate che vogliono essere cantate dagli angoli bui della stanza...), molto curato nei suoni (oltre alla chitarra, trovo veramente notevole il contrabbasso; ma tutto l'insieme è tutt'altro che trascurabile). Io ve lo consiglio.

Bandcamp

Per me, 8.0/10


Dead Can Dance - Live Happenings Part III

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2012 (deadcandance.com)

Dead Can Dance - Live Happenings Part III Tra le tante reunion degli utlimi tempi spicca certamente quella di uno dei gruppi più rappresentativi degli anni '80 (e, secondo me, uno dei più importanti degli ultimi 40 anni...): i Dead Can Dance! Una reunion che segna anche un tour mondiale, che vedrà anche un'unica data italiana, il 19 ottobre prossimo, al Teatro degli Arcimboldi di Milano. L'EP (che segue gli episodi I e II), liberamente scaricabile dal loro sito, è composto da soli quattro brani, interpretati, appunto, dal vivo; forse non saranno i più belli della loro carriera, ma anche il brano più brutto dei DCD (che non saprei identificare) sarebbe comunque notevole. Si tratta di Saltarello, The Wind That Shakes The Barley, How Fortunate The Man With None e Dreams Made Flesh. Io nutro una grande aspettativa sull'album che dovrebbe vedere la luce a breve. E voi?

Free download

Per me, 8.0/10


Petra Jean Phillipson - Notes On: Death

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2012 (Montpatry Press)

Petra Jean Phillipson - Notes On: Death Ascoltando per la prima volta questo doppio album di Petra Jean Phillipson, conoscendo magari i suoi trascorsi folk-blues (anche se abbastanza oscuri), soprattutto all'impatto con l'iniziale, lunga e sperimentale Underworld Tubeophany (interpretata soprattutto da ottoni in zona bassa...), si può correre il rischio di essere indecisi tra il mattone e il disco pretenzioso. È un errore da non commettere: questa è un'opera importante, che si apprezza in pieno dopo una serie più o meno lunga di ascolti, durante il quale si sperimenta un progressivo incremento di sensazioni e suggestioni. Il concept, che segue a sette anni di distanza Notes On: Love, è composto quindi da due cd, denominati Noir e Blanc, che dovrebbero segnare, rispettivamente, una sorta di discesa agli inferi (è dichiarata l'influenza dantesca) ed una successiva rinascita; l'autrice stessa dichiara che è nato in seguito alla morte di una persona cara ed alle domande che usualmente ci si pone in questi frangenti. Musicalmente parlando, si tratta di un'opera impegnata e impegnativa, che non può lasciare indifferenti e che, superata l'iniziale perplessità, sa premiare l'ascoltatore attento con momenti di intensa emozione.

Ice in June su Soundcloud

Per me, 8.0/10


Lilacs & Champagne - Lilacs & Champagne

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2012 (Mexican Summer)

Lilacs & Champagne - Lilacs & Champagne Lilacs & Champagne è un progetto parallelo di Alex Hall e Emil Amos, due componenti dei Grails. I Grails, sinceramente, non mi hanno mai fatto impazzire (non escludo di non aver ascoltato le cose giuste...), mentre questo album, che si discosta abbastanza dai loro canoni, mi sembra tutt'altro che brutto. Oscuro e cinematico (in effetti potrebbe ben figurare come soundtrack da film horror), vagamente jazzato, è sicuramente efficace nell'evocare atmosfere gotiche e opprimenti (senza però esagerare). La qualità tecnica dei file che ho ascoltato io non è eccelsa (possiamo parlare di lo-fi), ma questo non significa che nel cd o nel vinile ci sia la stessa situazione. Non so se sia un progetto destinato a durare; nel caso, è da tenere d'occhio...

Info su Allmusic

Per me, 7.0/10


Young Hunting - The Night of the Burning

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2011 (Blackest Ever Black)

Young Hunting - The Night of the BurningLeggendo in rete a riguardo di questo duo scozzese, ho trovato frequenti definizioni di dark-ambient e metal, ma, secondo me, entrambi le indicazioni sarebbero riduttive per descrivere il loro genere. Ho visto anche paragoni con i Coil, gli Swans e i Dead Can Dance e qui sarei più d'accordo, soprattutto per quel che concerne i primi due gruppi (fatta salva la componente industrial di quei gruppi, qui solo sfiorata, secondo me). Il dark c'è e l'ambient pure, ma siamo ben lontani dal dark-ambient più canonico; le due cose le terrei staccate, aggiungendo una forte componente dreamy (di metal, poi, a mio vedere, neanche l'ombra...). Insomma, se il dark-ambient non vi piace, questi ascoltateli lo stesso! Sono solo quattro brani, ma stupiscono in quanto a carica emotiva. Attendo con impazienza un lavoro più esteso da parte loro...

Streaming (parziale)

Per me, 8.0/10