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2012

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Jerry Garcia & David Grisman - Garcia Grisman Alternate

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2012 (Acoustic Disc)

Jerry Garcia & David Grisman - Garcia Grisman Alternate Due artisti che non hanno certo bisogno di presentazione: Jerry Garcia e David Grisman avevano pubblicato nel 1991 questa collection di nove stupende session acustiche, degnamente rappresentative di quella Dawg Music, ovvero del genere specificatamente creato dai due, mixando elementi di bluegrass, blues, folk e quel particolare jazz dichiaratamente ispirato a Django Reinhardt e Stéphane Grappelli. Jerry purtroppo è scomparso nel 1995; l'anno scorso avrebbe compiuto 70 anni e Grisman l'ha voluto in qualche modo celebrare, pubblicando questa nuova versione rimasterizzata in alta definizione, con alcuni dei brani proposti in versione lievemente diversa dagli originali del '91. La chitarra liquida e la voce inconfondibile di Garcia e lo scintillante mandolino di Grisman incantano con la loro freschezza: una musica senza tempo, irresistibile ed emozionante, resa oltretutto in un'eccellente qualità tecnica che farà gioire gli audiofili. Quasi inutile specificarlo: un album da acquistare a scatola chiusa!Assolutamente consigliato


Myshkin's Ruby Warblers - That Diamond Lust

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2012 (CDBY)

myshkin's ruby warblers Myshkin è una cantautrice statunitense (si sposta tra l'Oregon e New Orleans) di origini olandesi. È già al settimo album e, dal 2002, pubblica associando il suo nome (evidentemente preso in prestito dal principe "idiota" di Dostoevskij) a quello della band, Ruby Warblers. "That Diamond Lust" ha visto una genesi travagliata, durata quasi sei anni, ma i risultati si vedono, in quanto da esso traspare una grande cura nei dettagli ed una particolare ricercatezza delle atmosfere. La musica è un mix abbastanza raro tra la cosiddetta folktronica, una tenue chamber-pop e chiari riferimenti jazz, cui porta decisamente la sua voce incantevole. La tematica è dichiaratamente malinconica e tratta dell'immancabile amore e di come l'animo reagisce in seguito ad una perdita affettiva. Le dieci canzoni sono tutte raffinatissime, ma la lunga e finale title-track è proprio meravigliosa e varrebbe da sola la spesa. Fortemente consigliato


Bo Ningen - Line The Wall

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2012 (Stolen Recordings)

Bo Ningen - Line The Wall Da Londra, quattro indiavolati giapponesi che cantano nella loro madre lingua: un rock al fulmicotone, tremendamente trascinante e psichedelico, curato e ricco di effetti, ma attento anche al lato melodico. Come ho letto da qualche parte, "This isn't noise for noise's sake": è difficile riuscire a star fermi al cospetto del loro muro di suono, che si amplifica in un crescendo continuo, attraverso episodi quali "Henkan", "Daikasiei Part 1", "Shin Ichi"..., fino a diventare proprio tempesta nel lungo brano "Daikasiei Part 2" e per poi finalmente acquietarsi nel successivo "Natsu No Nioi". Per quanto mi riguarda, anche la lingua giapponese (il cui suono adoro, pur capendoci praticamente nulla) contribuisce al fascino di questo album, forse insolito per gli indirizzi di questo blog, ma anche per questo per me particolarmente intrigante. Fortemente consigliato


Michele Stodart - Wide-Eyed Crossing

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2012 (Keepsake)

Michele Stodart - Wide-Eyed Crossing Michele Stodart, bassista dell'interessantissimo progetto Magic Numbers, si affaccia ad un'eventuale carriera solista, distaccandosi abbastanza dal raffinato pop a cui il gruppo ci ha abituati. Se si tende a non aspettarsi grandi doti vocali da una persona che finora si sia limitata a suonare il basso, si è decisamente fuori strada! La sua voce, infatti, pur non essendo bella in senso canonico, di sicuro non passa inosservata; anche la sua forza interpretativa testimonia che siamo al cospetto di un'artista sensibilmente motivata. Le dieci canzoni che compongono l'album, notevoli anche dal punto di vista compositivo, sembrano provenire dal patrimonio folk/pop britannico (anzi, forse di più americano, viste le sonorità e le strumentazioni di stampo remoto-occidentale); alcune sono veramente incantevoli: l'iniziale "Here to Somehow", "Invitation to the Blues", "Foolish Love"... Quest'ultima, in particolare, col suo ritornello assassino, la vado ad aggiungere subito alla lista delle mie canzoni preferite del 2012.Fortemente consigliato

Sampler Amazon


Boletes - Flaws

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2012 (Forest)

Boletes - Flaws Ecco un'altra bella sorpresa beccata grazie al New Bands Panel. Boletes è il progetto solista dell'edimburghese Roy Gornall e "Flaws" ne è il debutto (se non contiamo un EP di quattro brani del 2010). L'album (che di fatto è un mini-LP: otto brani per 25 minuti circa) costituisce un'ottima promessa; è strutturato come una collina scozzese, sale fino al picco della bellissima "Sweetheart" (che corro ad aggiungere tra le mie canzoni preferite del 2012), per poi ridiscendere dolcemente fino alla pacata "Fruitless". E tutto si basa sul cantare sommesso di Roy, accompagnato solo da un paio di chitarre, un accenno di armonica nel breve brano introduttivo, qualche colpo d'archi e rari effetti elettronici. È un lavoro originale, sognante, intimo ed esuberante al tempo stesso; come ha detto qualcuno con un'immagine ben azzeccata: è un album di folk notturno. Il download sul Bandcamp è ad offerta libera. Consigliato


In Sintesi (2-2013)

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Jessica Pratt - Jessica PrattConsigliato Jessica Pratt - Jessica Pratt

album (2012 - Birth) - folk, singer-songwriter

Recensione di Vassilios Karagiannis per Ondarock


Timid, The BraveConsigliato Timid, The Brave - Timid, The Brave
album (2012 - Other Songs Music) - folk, singer-songwriter

Recensione di Raffaello Russo per music won't save you


Lily Mae - Early Days

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2012 (autoprodotto)

Lily Mae - Early Days Lily Mae, il cui EP "Early Days" ho visto segnalato nel New Bands Panel di For Folk's Sake ha solo sedici anni e, a guardare la sua foto, ne dimostra anche di meno: una ragazzina con una chitarra in mano che ti combinerà? Bene, ascoltatela! C'è chi parla di via di mezzo tra Joan Baez e Joni Mitchell, chi la paragona a Laura Marling o a Bess Rogers... Per me, invece, è un'interprete (e anche autrice!) limpida e genuina, che ha dalla sua l'immensa forza della semplicità: con pochi accordi ben eseguiti e la sua voce bellissima, ha confezionato cinque perle di canzoni. Attendiamo con ansia un album da parte sua, sperando che mantenga tutta la sua naturalezza. Fortemente consigliato


The Eastern Sea - Plague

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2012 (WhiteLab BlackLab)

The Eastern Sea - Plague Avevo colpevolmente un po' messo da parte questo album, contando di ritornarci e adesso mi è sembrato poprio il caso. The Eastern Sea è un gruppo di Austin, Texas, nato nel 2005 come progetto solista di Matthew Hines, frontman della band. Abbastanza singolarmente, si autodefinisce gruppo progressive-pop: non credo di sbagliare se affermo che il loro è invece un mix abbastanza complesso di generi, in cui il pop sicuramente non manca, ma dove fanno capolino anche guizzi folk e frequenti vibrazioni rock. La cosa che colpisce immediatamente è la forte somiglianza vocale tra il cantante e John Darnielle (The Mountain Goats), soprattutto nella cadenza, ma si tratterà di un caso; oltretutto, la voce di Hines spesso assume modulazioni più pacate e sognanti, molto lontane da quelle di Darnielle. Dal punto di vista musicale, il richiamo al prog penso si riferisca soprattutto alla particolare struttura orchestrale ed agli intrecci strumentali, che a tratti sembrano duellare tra di loro. Nel complesso, si tratta di album in cui le canzoni si susseguono in modo da sembrare ognuna più bella della precedente, in un seducente crescendo. La breve e bellissima "There You Are" l'ho messa in top 20 tra le mie canzoni preferite del 2012. Consigliato


Bunny Brown - In Flames

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2012 (autoprodotto?)

Bunny Brown - In Flames Non ci sono tantissime notizie in rete di questa cantautrice di Toronto ed è più facile trovare i file digitali pirata che non recensioni. Secondo me è un vero peccato, perché si tratta di un'artista veramente ispirata, che sa conquistare con canzoni molto belle, dense di un pathos forse un po' datato, ma comunque coinvolgente. L'album, come ella stessa dichiara, riguarda le varie sfide della vita: l'amore, le sconfitte ed i trionfi; temi forse un po' triti, ma per questo sempre attuali. E poi, importano poi tanto i temi di un disco? "A Quiet Demon" la vado subito ad aggiungere alle mie canzoni preferite del 2012.Consigliato


The Goblin Market - Beneath Far Gondal’s Foreign Sky

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2012 (Green Monkey)

The Goblin Market - Beneath Far Gondal’s Foreign Sky Il duo di Seattle Jeff Kelly and Laura Weller sono presenti sulla scena attiva fin dal 1984, ovvero fin dalla fondazione del loro gruppo principale, i Green Pajamas, band con la fama di underrated (io sinceramente non li conoscevo). Quindi, come sarà un progetto minore e laterale di un gruppo sottovalutato? Certamente interessante. L'album ruota attorno ad una sorta di concept: le dodici canzoni sono tutte riferite alle opere delle sorelle Bronte, soprattutto Emily, della quale hanno preso in prestito anche dei versi per i testi. Coerentemente, il genere non poteva che orientarsi verso certo folk gotico e ad un pop da camera dall'aria dimessa; i suoni, infatti, sono ovattati e un po lo-fi; ciò contribuisce a rendere le atmosfere ancora più sognanti e romantiche. Album abbastanza gradevole, da apprezzare alla distanza...Consigliato


Sondra Sun-Odeon - Ætherea

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2012 (autoprodotto?)

Sondra Sun-Odeon - Ætherea Sondra Sun-Odeon, bellissima cantante e polistrumentista newyorkese (ma di chiare origini estremo-orientali), dopo aver fatto parte del duo di rock psichedelico Silver Summit, è giunta al proprio album solista e l'ha fatto con un contegno da artista matura. In effetti, con il gruppo, ha potuto vantare collaborazioni di grande prestigio: Wowenhand, White Hills, Vetiver, Wooden Shjips, Crystal Stilts, Deerhunter, Bardo Pond... Ed anche in questo album, i nomi noti non mancano: basti pensare ad Helena Espvall al violoncello, a Ben McConnell (Beach House, Marissa Nadler, tra gli altri) alle percussioni... Da tante parti, a riguardo del genere, sento parlare di sperimentalismo... Ma, a mio vedere, abbiamo piuttosto a che fare con un dream-pop etereo (così come il titolo suggerisce), con fuggevoli venature di psych-folk. Davvero un bell'esordio, delicato e suggestivo al tempo stesso, il cui gradimento può dipendere molto dallo stato d'animo.Consigliato


In Sintesi (1-2013)

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The Distractions - The End of the PierConsigliato The Distractions - The End of the Pier

album (2012 - Occultation) - garage rock

Recensione di Max Sannella per Rockambula


Darren Hayman - The ViolenceConsigliato Darren Hayman & the Long Parliament - The Violence
album (2012 - Fortuna pop!) - folk, singer-songwriter

Recensione di Andrea Cornale per Ondarock


Alameda - ProcessionDa ascoltare preventivamente Alameda - Processions

album (2012 - False Migration) - chamber folk

Recensione di Lorenzo Righetto per Ondarock


Captives on the Carousel – The GardenFortemente consigliato Captives on the Carousel - The Garden

mini-album (2012 - autoprodotto) - folk

Recensione di Raffaello Russo per music won't save you


Thinking Machines - Extension Chords

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2012 (Catapult)

Thinking Machines - Extension Chords I Thinking Machines sono un quartetto di Philadelphia attivo fin dal 2001. Un altro gruppo nel (forse troppo) nutrito panorama del rock alternativo? Sì, ma un po', a mio vedere, se ne staccano, soprattutto per la loro capacità di ben dosare ingredienti diversi. Nella loro musica, infatti, si fondono elementi post-rock, post-punk, noise, grunge e shoegaze, ma l'operazione risulta molto naturale ed equilibrata, riuscendo così a creare come una sorta di genere proprio. L'album, nel complesso è coinvolgente, mediamente divertente e, a tratti, piuttosto trascinante. Non sarà del tutto innovativo, ma riserva certamente degli spunti di interesse, soprattutto per chi (come me del resto) pensa che gli echi del rock siano ancora vivi e presenti. Da ascoltare preventivamente


October Gold - Into the Silence

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2012 (Alderbruke)

October Gold - Into the Silence È un'avvolgente sensazione di calore quella che si prova all'ascolto di questo bellissimo album dei canadesi October Gold. Un art-folk/rock veramente affascinante, reso ancora più ricco da una strumentazione lussureggiante: si notano, infatti, oltre 20 strumenti diversi, tra cui non si fanno mancare l'arpa, gli ottoni e addirittura un organo a canne. Molto ben integrata è la particolare voce di Kit Soden, affiancata a momenti da quella femminile e altrettanto tipica di Aliza Thibodeau. per un connubio corale originale ed intrigante. Si tratta di un album veramente corposo, sia come durata (13 brani mediamente lunghi, per più di un'ora complessiva), ma soprattutto dal punto di vista emotivo: le canzoni, infatti, si succedono tutte in crescendo di malia suggestiva, senza alcun momento di incertezza. Bellissima, in modo particolare, la title-track.Fortemente consigliato


Jo Mango - Murmuration

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2012 (Olive Grove)

Jo Mango - Murmuration La voce limpida di Joe Mango, che spicca decisamente su di un delicato sfondo di strumenti a corda, colpisce subito per la sua dolcezza, dando una sensazione come... di sincerità. La cantautrice di Glasgow, che mancava all'appuntamento con l'album da bei sei anni, è molto nota nell'ambiente musicale britannico, non solo per aver fatto parte del gruppo di Vashti Bunyan, ma anche per aver collaborato con nomi del calibro di David Byrne, Coco Rosie e Devendra Banhart, tra gli altri... Murmuration è un album che non vi travolgerà di emozioni forti, ma che saprà deliziarvi lo stesso con la sue atmosfere pacate ed insinuanti...Consigliato.


Anni B. Sweet - Oh, Monsters!

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2012 (Subterfuge)

Anni B. Sweet - Oh, Monsters! La giovanissima cantautrice spagnola Ana Lopez, già al secondo full-lenght, dimostra di avere una spiccatissima personalità, che si manifesta nel sapersi destreggiare in un arco di quarant'anni di buona musica, nonostante sia nata giusto l'altroieri. Muovendosi soprattutto in ambito folk e drem-pop a tinte contemporanee, non disdegna, infatti, di attingere anche al rock degli anni '60 (com'è evidentissimo nella bella e trascinante "Ridiculous Games 2060"). Non manca, poi, una serie di canzoni belle e convincenti (ad esempio le iniziali "Home" e "Getting Older"...) Consigliato, destinate a mantenere a lungo il loro vigore, in una passionalità tutta mediterranea.

Recensione di Jorge Mir per Listen Before You Buy (e streaming)


Canzoni preferite del 2012

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Dopo la classifica degli album, altro appuntamento tradizionale è quello con le canzoni. Ancora podio per i Bowerbirds, con la stupenda Walk the Furrows, poi l'onirica Night is Coming Soon degli Unto Ashes, la sorprendente Everly di Jessica Sligter e così via... Per me sono tutte belle. Ascoltatele (in qualche caso, purtroppo, c'è solo un assaggio):

  1. Bowerbirds - Walk the Furrows
  2. Unto Ashes - Night Is Coming Soon
  3. Jessica Sligter - Everly
  4. First Aid Kit - Emmylou
  5. Alexander Wolfe - Fangs
  6. Martin Rossiter - Three Points On a Compass
  7. Jodymoon - The Antidote
  8. Mo Kenney - Scene of the Crime
  9. Sea And Air - 1st Life
  10. Dark Dark Dark - How It Went Down
  11. Jess Bryant - Quiet Beauty
  12. Sam Forrest - The Edge of Nowhere
  13. The Magnetic North - Bay of Skaill
  14. The Luyas - Fifty Fifty
  15. Emily Portman - Ash Girl
  16. Hundred Waters - Wonderboom
  17. The Eastern Sea - There You Are
  18. Oddfellow's Casino - The Crows And The Rooks
  19. Trapped Mice - Night of Broken Glass
  20. Kishi Bashi - Bright Whites

E, a seguire (ma in ordine alfabetico):

Notes

[1] Agiunta il 21/1/2013

[2] Aggiunta il 12/1/2013

[3] Aggiunta il 3/2/2013


I miei album preferiti del 2012

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Per prima cosa, un Buon 2013 a tutti!
Eccoci col tradizionale appuntamento con la classifica di fine anno. Come ho detto già tante vilte, questo blog non ha alcuna pretesa di segnalare i mugliori, ma semplicemente quelli che incontrano il particolare gusto di chi scrive, gusto che non è detto debba essere condiviso da altri...
BowerbirdsPer la prima posizione ho voluto privilegiare i miei amati Bowerbirds, che, secondo me, hanno realizzato un album convincente e appassionato, avendo avuto anche il coraggio di distaccarsi un po' dai propri canoni. Poi ho inserito la sorprendente Lindsay Fuller, il cui album ha scalato vertiginosamente il mio gradimento. A seguire altri album segnalati su questo blog, compresa qualche recente conoscenza (Sligter, Holley, Bryant). Tra i più noti, i mitici Dead Can Dance e Matt Elliott.

Ma ecco la classifica (per ogni voce c'è il link all'articoletto):

  1. Bowerbirds - The Clearing
  2. Lindsay Fuller - You, Anniversary
  3. Jessica Sligter - Fear and the Framing
  4. Matt Elliott - The Broken Man
  5. Jay William Henderson - The Sun Will Burn Our Eyes
  6. Lonnie Holley - Just Before Music
  7. Dead Can Dance - Anastasis
  8. Jess Bryant - Silvern
  9. Jeff Zentner - A Season Lost
  10. Joe McKee - Burning Boy
  11. Hundred Waters - Hundred Waters
  12. Yair Yona - World Behind Curtains
  13. We Are Ghosts - Old Town Hall
  14. Julia Holter - Ekstasis
  15. Mediaeval Baebes - The Huntress
  16. Emily Portman - Hatchling
  17. Dark Dark Dark - Who Needs Who
  18. Annabelle Chvostek - Rise
  19. Oddfellow's Casino - The Raven's Empire
  20. Susanne Sundfør - The Silicone Veil
  21. Lauren Mann And The Fairly Odd Folk - Over Land And Sea
  22. Alec K. Redfearn & The Eyesores - Sister Death
  23. Mimes of Wine - Memories Of The Unseen
  24. The Corduroy Road - Two Step Silhouette
  25. Joan Shelley - Ginko
  26. mmpsuf - Retina
  27. Memory Drawings - Music for Another Loss
  28. First Aid Kit - The Lion's Roar
  29. Jodymoon - The Life You Never Planned On
  30. Almost Charlie - Tomorrow’s Yesterday

Mediaeval Baebes - The Huntress

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2012 (Queen of Sheeba)

Mediaeval Baebes - The Huntress Conoscevo le Mediaeval Baebes solo di fama ed ero erroneamente convinto che affidassero la loro fortuna soprattutto alla mielosità ed alla loro indubbia avvenenza. Niente di più sbagliato: questo album (doppio, anzi triplo nella versione deluxe) è una serie ininterrotta di meraviglie musicali, in cui il folk medievale nudo e crudo (non privo di forti tinte classiche), si unisce ad elementi world e , a tratti, ammicca anche a certo pop sperimentale; lungi dal risultare sdolcinato, si mantiene sempre nell'ambito di una grande sobrietà, pur risultando estremamente coinvolgente nel complesso. Oltretutto, non poteva essere altrimenti, visto che il gruppo inglese (che in effetti è spesso cambiato nel tempo), è stato fondato da Katharine Blake, proveniente da quell'altra stupenda realtà musicale che furono le Miranda Sex Garden. Un ulteriore esempio a dimostrazione del fatto che, spesso, un vertiginoso tuffo nel passato non può che essere salutare.

Articolo/intervista di Amelia Gregory per Amelia's Magazine

Per me, 8.5/10


Sam Forrest - The Edge of Nowhere

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2012 (Desert Mine Music)

Sam Forrest - The Edge of Nowhere Sam Forrest è il frontman dei Nine Black Alps, un gruppo di rock alternativo di Manchester forse non molto conosciuto nel nostro paese. Che uno dei suoi punti di riferimento sia il compianto Elliott Smith credo sia evidente nonché intenzionale, come anche tradisce la forte somiglianza vocale. Ma la passione nei confronti del grande cantautore è resa coerente dal fatto di aver realizzato un album che, sinceramente, non sfigura al cospetto del ricordo. I dieci brani, che sembrano tornare alle atmosfere malinconiche e vagamente psichedeliche tanto in voga una decina di anni fa, hanno però la forza di veri e propri classici: lo è in particolare la title-track, una delle canzoni per me più belle di questo 2012.

Per me, almeno 7.5/10


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