2013 (Trovarobato)

Blue Willa - Blue Willa Quando si incontrano gruppi italiani così interessanti, sarebbe veramente un peccato farseli sfuggire. Il quartetto di Prato (Serena Altavilla, Mirko Maddaleno, Lorenzo Maffucci e Graziano Ridolfo), arrivato finalmente, dopo le prime esperienze a nome Baby Blue, ad una solida configurazione e affidatosi ad una produzione che si chiama soltanto Carla Bozulich (che non lesina una sua partecipazione attiva), ha pubblicato questo album eponimo, che sembra volersi rivolgere alla scena internazionale senza alcuna timidezza provinciale. La loro forza sta soprattutto nella carica passionale, che li porta a fondere generi e momenti musicali alquanto diversi per ottenere un amalgama invece concreto e assai convincente. Nonostante che da tante parti si parli, nei loro confronti, di avant-rock e compagnia bella, io credo di identificare un sostrato narrativo che pesca addirittura dai temi di Kurt Weill, passando per certa psichedelia acida dei tardi anni '60 e trasmettendosi nei decenni, intingendosi in un blues malato e per varie sfaccettature del rock alternativo; soprattutto nel momento in cui ricorre la voce maschile, poi, è forte in me il richiamo a quel glam-rock che precorreva il punk. Un album vibrante, denso di sensazioni forti, un'atmosfera che mi ha riportato alla mente un altro prodotto mediterraneo di qualche anno fa: quel "Timemachine" degli ellenici Mary & the Boy/Felizol, che per me ha costituito opera prima del 2009, ma che è passato quasi completamente inosservato nel nostro paese.Fortemente consigliato