2013 (Don Giovanni Records)

Laura Stevenson & the Cans - Wheel Da una cantautrice svedese dalle risorse limitate ed ai limiti del lo-fi, passiamo invece ad una statunitense ben prodotta e forte di collaborazioni di tutto rispetto. Il terzo album di Laura Stevenson & the Cans nasce infatti sotto ottimi auspici e sfoggia artisti di grosso calibro, come il violinista Rob Moose (Bon Iver, Antony And The Johnsons), i fiati di Kelly Pratt (Beirut, Arcade Fire, David Byrne and St. Vincent), la produzione di Kevin McMahon (Swans, Titus Andronicus, Frightened Rabbit, Real Estate). Una cosa abbastanza curiosa, approcciandosi a questa artista solo adesso, è leggere su diverse fonti il tag punk riferito a lei: beh, a quanto pare, Laura non era così lontana, agli esordi, dall'irruenza emotiva di quel genere, anche se la sua voce, dolcissima e acuta, quasi mielata (a momenti può ricordare addirittura Kate Bush), non lo lascerebbe presagire. Venendo a "Wheel", vediamo un'alternanza tra brani soffici e cullanti ed altri più pompati, decisamente inclini al rock, con anche qualche ritmo esotico qua e là. Si tratta comunque di una bella prova, forse non eccelsa, ma sicuramente gradevole. Davvero bella, invece, la copertina.Consigliato