2013 (Kscope Records)

Nosound – Afterthoughts Conoscevo i Nosound dal 2008, anno in cui avevo fugacemente ascoltato il loro "Lightdark", ma, a dire il vero, non sospettavo che fossero italiani! È facile immaginare, quindi, la mia sorpresa quando ho sentito il testo in perfetto italiano nella seconda parte di "Paralysed"! Urgeva informarsi: i Nosound sono nati nel 2002 come progetto solista di Giancarlo Erra, ma molto presto sono diventati un vero gruppo, nel quale vi è stato un vario avvicendamento di persone, contando adesso cinque membri, ivi compreso Chris Maitland dei Porcupine Tree. La loro musica non è di semplice classificazione, avendo toccato, nel corso della loro breve storia, diversi generi: ambient, psichedelia, progressive, post-rock... Il gruppo vanta una notorietà internazionale, soprattutto britannica, pari o addirittura superiore a quella italiana. "Afterthoughts", quarto album da studio, viene generalmente considerato dai recensori un prodotto progressive, ma io sinceramente fatico un po' ad identificare i tratti distintivi di questo genere (che, per la verità, è davvero vasto). Quello che so è che si tratta di un album dalla forte carica onirica: struggente, cullante, quasi taumaturgico. La voce di Giancarlo Erra può sembrare un po' monocorde, ma invece si integra perfettamente nella costruzione emotiva dell'insieme, risultandone indispensabile. La sorpresa di quella porzione di brano cantata in italiano è stata una bella sorpresa: spero sia uno stimolo ad ampliare l'uso della nostra bella lingua, anche perché, abbastanza insolitamente, in questo caso è perfino preferibile all'inglese. Fortemente consigliato