2013 (Decca)

Phildel - The Disappearance of the Girl La londinese Phildel Hoi Yee Ng, di padre cinese e madre irlandese, ha avuto un'adolescenza difficile: costretta a nascondere il suo sconfinato amore per la musica per l'opposizione di un patrigno bigotto, dopo essere giunta ai limiti della depressione, è riuscita finalmente ad affrancarsi, facendo esplodere la sua vena artistica. Dopo una tale premessa, ci si potrebbe aspettare della musica di protesta, un furore scatenato a briglia sciolta... E invece no: come già la bellissima copertina fa presagire, "The Disappearance of the Girl" è un tripudio di raffinata dolcezza; il suo pop sofisticato sembra voler andare nella direzione del mainstream (in un primo momento ho fatto l'errore di paragonarla a Lana del Rey, mentre adesso l'accostamento che più mi convince è quello con Dear Reader...), ma, in effetti, non si sbilancia mai, mantenendo una sobrietà stilistica esemplare, pur risultando estremamente intrigante e suggestivo. In una sequenza micidiale di brani, che potrebbero essere tutti potenziali singoli, la sua bellissima voce alterna i suoi toni tra l'angelico e il sensuale, prendendo a tratti sfumature soul. Alcuni testi sembrano dei veri scioglilingua (ad esempio "Mistakes") e contribuiscono a rendere più accattivante l'insieme. È certamente un album sopraffino, che metterà d'accordo molti palati... Fortemente consigliato