2012 (Delmore)

Diana Darby - IV Il sussurro di Diana Darby è prepotente come un urlo alle mie orecchie. Il suo dark folk, pregevolmente arrangiato, rimanda a suggestioni quasi psichedeliche, forse mediate da passaggi alternati dalle parti ora di Patti Smith ora di Lisa Germano. Diana Darby, texana di nascita, si sposta frequentemente tra Nashville e New York e, di fatto, sembrerebbe acquisire le influenze dei due ambienti così diversi, combinandole: il folk cantautorale che si sporca di caligine urbana... La sua carriera artistica è ufficialmente nata nel 2000, con un album dichiaratamente influenzato da Leonard Cohen e Bob Dylan e non è che sia stata molto prolifica: infatti mancava all'appello con il full length da ben 7 anni. L'album è estremamente suggestivo, intimo fino all'ipnosi (per citare: ...ballate che vogliono essere cantate dagli angoli bui della stanza...), molto curato nei suoni (oltre alla chitarra, trovo veramente notevole il contrabbasso; ma tutto l'insieme è tutt'altro che trascurabile). Io ve lo consiglio.

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Per me, 8.0/10