2012 (Webbed Hand)

The Nikki Grace Experience - Rest Dalla Germania, un toccante e prolifico progetto uninominale, che combina ambient, mod-classical e post-rock in proporzioni veramente ben calibrate, facendo della nostalgia principale fonte di ispirazione. Il nome del progetto nasce dalla protagonista (Nikki Grace, appunto) del film di David Lynch Inland Empire, mentre l'idea stessa pare sia nata da un racconto, Eta Carinae, scritto dallo stesso genitore del progetto (non sono riuscito a trovare molte notizie né dell'autore né del racconto). Dicevo "prolifico" perché, solo nel 2012, a quanto ne sappia io, ha sfornato ben sette dischi (tra album e ep, che poi, di fatto, sono mini-lp)! E se pensate ad una bramosia commerciale siete fuori strada, perché sono tutti resi liberamente scaricabili dalla stessa etichetta Webbed Hand. Ne ho sentiti diversi, ma ho preferito questo, perché è quello in cui la suddetta fusione dei tre generi (con l'aggiunta di qualche pizzico di field-recording) mi sembra più equilibrata e convincente. Struggente, rilassante, evocativo, l'album (che, tra l'altro, è stato inciso in proprio) costituisce un altro ottimo esempio di ciò che personalmente intendo per arte disinteressata.

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Per me, 8.0/10