2011 (Yellow Dog)

Mary Flower – Misery Loves Company Io amo il buon blues. E qui c'è dell'ottimo blues. Un altro genere per cui stravedo è il ragtime (un ulteriore motivo per cui adoro i film muti...) e qui c'è del ragtime da urlo. Mary Flower è una chitarrista, a dir poco, eccezionale ed un'interprete vocale sobria, forte della sua voce matura (indispensabile, secondo me, per il blues), che non trascende mai in quegli eccessi spesso riscontrabili nel genere. Sia dal punto di vista strumentale che vocale, mi pare dimostri una perizia sapiente, fatta di misura, in cui le sue peculiarità rimangono sempre nell'ambito della discrezione. È già il suo nono album da studio (forse dovrei dire appena, vista l'età: in effetti, è sulla scena dagli anni '70, ma ha cominciato a pubblicare album da studio solo nel '94) e lei vanta, come è quasi ovvio, una bella serie di premi e riconoscimenti, oltre a collaborazioni di tutto rispetto (per citare solo un paio di nomi, Jorma Kaukonen e Pat Donohue). Album perfetto, senza un punto debole, che non può mancare in una discografia di chi ama questi generi, che, nonostante gli anni sul groppone, sono sempre attuali.

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Per me, 8.5/10