2012 (Facture)

Olan Mill - Paths Già l'esordio del 2010, Pine, mi aveva colpito per la sua forza suggestiva, anche se l'avevo trovato un po' troppo tendente al minimalismo. Questo Paths, secondo me, segna un'evoluzione, con un'inclinazione più marcata verso la musica classica ed orientato ad atmosfere più dense. Se il primo brano, invece di Bleu Polar, si fosse chiamato '"Blue Polar"', avrebbe identificato molto bene la musica degli Olan Mill: gelida e malinconica. Nella interessante recensione a cui faccio riferimento sotto, vedo riferimenti ai Popol Vuh e ai Dead Can Dance; credo che come carica evocativa, nel suo effetto finale, ci siamo, ma mi sembra che i generi siano ben lontani: qui la struttura è essenzialmente ambient... L'album, registrato dal vivo e prodotto in edizione limitata (in barba ad ogni spinta commerciale), è forse troppo breve: nel momento in cui ti coinvolge veramente, finisce, lasciando un po' d'amaro in bocca. Nonostante ciò, non potrà non affascinare chi è alla costante ricerca di emozioni sublimi, che non siano fatte di irruenza e irriverenza, ma che ti prendano per mano, portandoti per spiagge deserte, all'approssimarsi del tramonto...

Recensione di Ricardo Martillos per Distorsioni

Per me 7.5/10