2012 (RVNG International)

Julia Holter - Ekstasis Ci sono album che si fa prima ad ascoltare che a descrivere, perché sfuggono dai soliti criteri e non possono essere limitati all'uno o all'altro genere. Di solito, sono questi gli album che preferisco. E questo Ekstatis di Julia Holter (nome completo Julia Shammas Holter) può essere fatto rientrare in questa indistinta categoria. C'è chi parla di avanguardia, chi di folk alternativo, chi di avant-pop. Mi ci aggiungo io, a dire una sciocchezza che forse però rende l'idea: ascoltando questo disco, mi viene in mente una Laurie Anderson che guardi a certo dream/chamber-pop. Ma di calcoli, citazioni o derivazioni non ce n'è in questa autrice; anzi, nonostante la sua musica sia ricercatissima, è fortissima l'impressione di una genuinità compositiva esemplare: tutto sembra creato all'impronta e, paradossalmente, almeno per quanto mi riguarda, trovo la sua musica di un'immediatezza rara. Avevo sentito sue cose sporadiche, ma che non mia avevano particolarmente colpito; credo che questo album segni una perfetta maturazione, in cui i tanti generi toccati si amalgamano con estrema naturalezza, dando alla luce un piccolo capolavoro. Questo, già da ora, si prefigura come uno dei miei album dell'anno. Assolutamente consigliato!

Recensione di Mark Richardson per Pitchfork

Per me, almeno 8.5/10