2012 (Montpatry Press)

Petra Jean Phillipson - Notes On: Death Ascoltando per la prima volta questo doppio album di Petra Jean Phillipson, conoscendo magari i suoi trascorsi folk-blues (anche se abbastanza oscuri), soprattutto all'impatto con l'iniziale, lunga e sperimentale Underworld Tubeophany (interpretata soprattutto da ottoni in zona bassa...), si può correre il rischio di essere indecisi tra il mattone e il disco pretenzioso. È un errore da non commettere: questa è un'opera importante, che si apprezza in pieno dopo una serie più o meno lunga di ascolti, durante il quale si sperimenta un progressivo incremento di sensazioni e suggestioni. Il concept, che segue a sette anni di distanza Notes On: Love, è composto quindi da due cd, denominati Noir e Blanc, che dovrebbero segnare, rispettivamente, una sorta di discesa agli inferi (è dichiarata l'influenza dantesca) ed una successiva rinascita; l'autrice stessa dichiara che è nato in seguito alla morte di una persona cara ed alle domande che usualmente ci si pone in questi frangenti. Musicalmente parlando, si tratta di un'opera impegnata e impegnativa, che non può lasciare indifferenti e che, superata l'iniziale perplessità, sa premiare l'ascoltatore attento con momenti di intensa emozione.

Ice in June su Soundcloud

Per me, 8.0/10