2012 (Metastation)

Buckethead - Electric SeaIl moniker Buckethead in italiano suonerebbe quasi un'ingiuria, ma Brian Carroll, nonostante le sue stravaganze, è certamente degno di ben altro che offese. In effetti, è considerato uno dei più grandi chitarristi viventi e, oltre ad aver sfornato un cospicuo numero di album solisti, in cui tocca generi spesso diversi, vanta collaborazioni di tutto rispetto (ma, per una conoscenza più approfondita, rimando all'interessante articolo di Wikipedia).

L'album che, a quanto pare, intende essere un sequel ad Electric Tears del 2002, torna alle sonorità quiete di quel Colma del 1998 (che, tra quelli che ho sentito e sinceramente non sono moltissimi, rimane il mio preferito...); il nome dell'album non vi tragga in inganno, perché qui è piuttosto la chitarra acustica ad essere in evidenza, pur con una costante presenza dell'elettrica. Dal punto di vista tecnico, credo sia un artista indiscutibile; dal punto di vista compositivo, forse, almeno in questo caso, pecca un po' di scarsa originalità (in effetti è un rock strumentale abbastanza convenzionale, con atmosfere ambient e qualche suggestione di folk). In ogni caso, si tratta di un lavoro certamente apprezzabile, pensato soprattutto per rilassare, da ascoltare a lungo e da tenere caro come un riparo a cui ricorrere in momenti di stress.

Qualche assaggio (ma, tra i video relazionati, c'è praticamente tutto...):

La pubblicazione ufficiale è prevista per il 21 febbraio.

Per me, 7.5/10