2012 (Cities of the Plain)

Jeff Zentner – A Season Lost Questo album è un piccolo capolavoro. E lo rivela in fasi diverse: al primo ascolto, non si può non essere rapiti dalla sua atmosfera sognante e vagamente psichedelica; successivamente, è l'intima poesia che trasuda a prendere il sopravvento e il rapimento diventa incontrollabile. Non conoscevo questo artista e ne sono venuto in contatto per puro caso, ma so già che costituirà un punto fermo nei miei riferimenti d'ora in poi; e quest'album lo pongo già tra i miei preferiti del 2012. Come dice April Wolfe nella recensione a cui faccio riferimento, la musica di Jeff Zentner è oscura e triste, ma non deprimente; è di quella tristezza struggente, che può divenire più dolce e appagante della gioia. I brani sono quasi completamente frutto della sua vena artistica e l'album (che come dice l'autore, è stato completamente finanziato in proprio) vede la collaborazione di artisti del calibro di Arborea, Matt Bauer, Sumie Nagano, Josie Little ed altri, i quali prestano anche le loro voci, mai invadenti, a supporto di quella, profonda, di Jeff. Se vogliamo parlare di generi, l'ingrediente principale è un folk in chiave alternativa, ma non manca una psichedelia proto-sperimentale che, forse solo nella mia fantasia, rimanda ai Quicksilver (con la mediazione, magari, di Matt Elliott). Undici brani stupendi, posti in una sequenza mozzafiato, arricchiti da una strumentazione opulenta e variegata. Per ora, ascoltatelo in streaming, ma poi, anche in questo caso, fateci un pensierino, perché ne vale la pena (oltretutto, mi sa che non si trova in giro per la rete). Consigliatissimo.

Bandcamp / Recensione di April Wolfe per Common Folk Music

Per me, almeno 8.5/10