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Olivier Libaux - Uncovered Queens of The Stone Age

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2013 ()

Olivier Libaux - Uncovered Queens of The Stone Age “Uncovered QOTSA” is Olivier Libaux (Nouvelle vague) new album, entirely made of Queens Of The Stone Age covers, beautifully performed by a brilliant cast of female singers.” Questo è quello che si legge aprendo il sito ufficiale: dichiarazione perfettamente indicativa del contenuto della compilation. Olivier Libaux è uno dei produttori del progetto francese Nouvelle Vague; la scelta delle interpreti è stata fatta con evidente cura, comprendendo nomi di grande spessore artistico: Rosemary Standley (Moriarty), Katharine Whalen, Clare Manchon (Clare and The Reasons), Inara George, Susan Dillane, Skye (Morcheeba), Gaby Moreno, Ambrosia Parsley (Shivaree), Youn Sun Nah, Emiliana Torrini e Alela Diane. Il risultato è, a dir poco, eccellente: personalmente ascolterò molto più volentieri queste cover piuttosto che i brani originali dei QOTSA. È un album prezioso, un insieme di gioielli che mi assicureranno una compagnia assidua nei mesi a venire. Assolutamente consigliato


Spear of Destiny - The Singles 1983-1988

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2012 (Cherry Red)

Spear of Destiny - The Singles 1983-1988 Quando, nel lontano 1984, mi prestarono il loro One Eyed Jacks e cominciai ad ascoltarlo, mi dissi: "ma è un gruppo heavy metal?" e stavo per toglierlo dal giradischi (non ho mai amato l'heavy metal...). La cosa che mi portava fuori strada era la timbrica particolarissima e la potenza della voce di Kirk Brandon; poi, invece continuai ad ascoltarlo e non smisi per settimane. Questa, come dice esplicitamente il titolo, è una collection di singoli dal 1983 al 1988: trattandosi, appunto, di singoli, è ovvio che siano i brani più radiofonici e da larga platea; ma anche la canzone più convenzionale, interpretata da loro, diventa un evento. E poi contiene pezzi da novanta, come, ad esempio, Prisoner of Love e Liberator, che, secondo me, è uno dei brani più esaltanti della storia del rock tutto; tra l'altro, ne è presente anche una versione dub. Io, naturalmente, consiglierei i primi album, soprattutto Grapes of Wrath e lo stesso One Eyed Jacks, ma anche questa compilation, per godere di una full immersion degli Spear of Destiny, non è affatto da scartare.

E questa è la versione estesa

Recensione di Ged Babey per Louder than War

Per me, 8.0/10


Various Artists – Weirdlore: Notes from the Folk Underground

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2012 (Folk Police)

Various Artists – Weirdlore: Notes from the Folk Underground Solitamente, io tendo a trascurare le compilation, anche perché sono fissato sull'album, sul suo messaggio integrale e blabla... Probabilmente sbaglierò... Di sicuro avrei sbagliato stavolta: ho fatto bene a soffermarmi ad ascoltare questa di compilation! Essa nasce da una recente serata evento, che ha cercato di raccogliere una serie di artisti col denominatore comune di praticare un folk tradizionale, prevalentemente anglosassone, ma riproposto in chiave weird (come paternità spirituale viene infatti citato Lord Buckley). Tra gli artisti impegnati, figurano Emily Portman, Katie Rose, Alasdair Roberts ed un nutrito gruppo di altri nomi, più o meno famosi. I brani sono eterogenei, ma sono scelti con una grande cura, in modo da seguire, a livello di suggestione, un filo conduttore comune. È un'occasione ghiottissima per conoscere artisti che, magari, non avremmo mai sentito: uno scrigno da cui attingere gioielli piccoli e rari.

Sito della label con streaming di alcuni brani

Per me, 8.0/10