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Chrome - Half Machine from the Sun: The Lost Chrome Tapes ’79-’80

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2013 (Pledge Music)

chrome-2013.jpg I Chrome, per i pochi che non lo sapessero, sono uno dei gruppi capisaldi della scena della wave di avanguardia california anni '70 e '80, lo stesso scenario che vide l'esplosione dell'immenso fenomeno Residents, insieme ai Tuxedomoon e agli MX-80 (quattro gruppi che costituivano il cosiddetto quadrato di San Francisco e facevano capo alla residentsiana Ralph Records). Non si trattava certo di fenomeni mainstream e la loro ritrosia verso il mondo delle major era più che palese; la loro musica era particolarissima e relativamente ostica ai non addetti ai lavori ed influenzò e continua ad influenzare decine e decine di gruppi internazionali. Durante la lavorazione di "Half Machine Lip Moves" e "Red Exposure" (album che, insieme al mio preferito "Alien Soundtracks" costituiscono un trittico di veri capolavori) fu incisa una cospicua serie di ulteriori brani, in origine solo messi da parte, ma in seguito letteralmente dimenticati. Adesso, per iniziativa di Helios Creed, il chitarrista che si unì alla band dopo l'abbandono di Mike Low, i nastri perduti sono stati raccolti in questa compilation di ben diciotto brani, che, almeno per il momento, pare sia stata pubblicata solo in versione digitale. Diversamente dalle tante operazioni di questo genere, che spesso nascondono delle vere e proprie speculazioni commerciali, "Half Machine from the Sun" è invece un album che si pone come una delle pubblicazioni più interessanti del 2013: esso infatti non accusa l'età del materiale e, anzi, presentando il lato più accessibile dei Chrome (leggo in giro dei paragoni con Bowie...), può benissimo servire da apripista per coloro che ancora non hanno fatto la conoscenza con questo gruppo veramente mitico.

Da non perdere

Olivier Libaux - Uncovered Queens of The Stone Age

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2013 ()

Olivier Libaux - Uncovered Queens of The Stone Age “Uncovered QOTSA” is Olivier Libaux (Nouvelle vague) new album, entirely made of Queens Of The Stone Age covers, beautifully performed by a brilliant cast of female singers.” Questo è quello che si legge aprendo il sito ufficiale: dichiarazione perfettamente indicativa del contenuto della compilation. Olivier Libaux è uno dei produttori del progetto francese Nouvelle Vague; la scelta delle interpreti è stata fatta con evidente cura, comprendendo nomi di grande spessore artistico: Rosemary Standley (Moriarty), Katharine Whalen, Clare Manchon (Clare and The Reasons), Inara George, Susan Dillane, Skye (Morcheeba), Gaby Moreno, Ambrosia Parsley (Shivaree), Youn Sun Nah, Emiliana Torrini e Alela Diane. Il risultato è, a dir poco, eccellente: personalmente ascolterò molto più volentieri queste cover piuttosto che i brani originali dei QOTSA. È un album prezioso, un insieme di gioielli che mi assicureranno una compagnia assidua nei mesi a venire. Assolutamente consigliato


Spear of Destiny - The Singles 1983-1988

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2012 (Cherry Red)

Spear of Destiny - The Singles 1983-1988 Quando, nel lontano 1984, mi prestarono il loro One Eyed Jacks e cominciai ad ascoltarlo, mi dissi: "ma è un gruppo heavy metal?" e stavo per toglierlo dal giradischi (non ho mai amato l'heavy metal...). La cosa che mi portava fuori strada era la timbrica particolarissima e la potenza della voce di Kirk Brandon; poi, invece continuai ad ascoltarlo e non smisi per settimane. Questa, come dice esplicitamente il titolo, è una collection di singoli dal 1983 al 1988: trattandosi, appunto, di singoli, è ovvio che siano i brani più radiofonici e da larga platea; ma anche la canzone più convenzionale, interpretata da loro, diventa un evento. E poi contiene pezzi da novanta, come, ad esempio, Prisoner of Love e Liberator, che, secondo me, è uno dei brani più esaltanti della storia del rock tutto; tra l'altro, ne è presente anche una versione dub. Io, naturalmente, consiglierei i primi album, soprattutto Grapes of Wrath e lo stesso One Eyed Jacks, ma anche questa compilation, per godere di una full immersion degli Spear of Destiny, non è affatto da scartare.

E questa è la versione estesa

Recensione di Ged Babey per Louder than War

Per me, 8.0/10


Various Artists – Weirdlore: Notes from the Folk Underground

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2012 (Folk Police)

Various Artists – Weirdlore: Notes from the Folk Underground Solitamente, io tendo a trascurare le compilation, anche perché sono fissato sull'album, sul suo messaggio integrale e blabla... Probabilmente sbaglierò... Di sicuro avrei sbagliato stavolta: ho fatto bene a soffermarmi ad ascoltare questa di compilation! Essa nasce da una recente serata evento, che ha cercato di raccogliere una serie di artisti col denominatore comune di praticare un folk tradizionale, prevalentemente anglosassone, ma riproposto in chiave weird (come paternità spirituale viene infatti citato Lord Buckley). Tra gli artisti impegnati, figurano Emily Portman, Katie Rose, Alasdair Roberts ed un nutrito gruppo di altri nomi, più o meno famosi. I brani sono eterogenei, ma sono scelti con una grande cura, in modo da seguire, a livello di suggestione, un filo conduttore comune. È un'occasione ghiottissima per conoscere artisti che, magari, non avremmo mai sentito: uno scrigno da cui attingere gioielli piccoli e rari.

Sito della label con streaming di alcuni brani

Per me, 8.0/10