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Luglio 2013

Brother JT - The Svelteness of Boogietude

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2013 (Thrill Jockey)

Brother JT - The Svelteness of Boogietude È una carriera che risale ai primi anni '90 quello di John Terlesky, quando fondò il gruppo The Original Sins. A cinquantuno anni suonati, forte di una discografia non trascurabile, ben dimostra di aver vissuto almeno tre decenni di buona musica, ma non per questo fossilizzandosi. L'energia garage-punk della sua ex band ora si è affievolita ed è anche logico, ma affiora ancora da sotto la pelle e si traduce anche in una forte carica umorale, ribelle e ironica. Una delle sua passioni è evidentemente la glam-music degli anni '70 (quella "T.Rex Blues" è abbastanza dichiarativa), passando anche per l'immancabile Bowie; alcune melodie sembrano ricalcare alla lontana i brani degli Ultravox; un altro artista a cui ho subito pensato ascoltando il ritornello di "Celebrate Your Face" è Kevin Rowland. Tanta varietà, dunque, che può riferirsi anche ad una sorta di internazionalità: egli è nativo di Easton, Pennsylvania, ma certe sonorità lo potrebbero localizzare in Inghilterra; la sua timbrica vocale, invece, mi ricorda diversi cantanti australiani... L'album, anche grazie all'eterogeneità dei tredici brani, risulta accattivante e sempre nuovo, con alcune canzoni che potrebbero anche sfondare subito alla radio (quant'è irresistibile "Be A"?!). Bello davvero. Fortemente consigliato

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Owen - L’Ami du Peuple

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2013 (Polyninyl Records)

Owen - L’Ami du Peuple Il cantautore di Chicago Mike Kinsella è qui giunto al suo settimo album in full-length, abbandonando lo stile scarno e casalingo a cui ci aveva forse abituati e affidandosi stavolta ad uno studio di registrazione e ad una dotazione strumentale ben più ricca rispetto al passato. Come risultato, ne è venuta fuori un opera più compiuta e tecnicamente molto curata. Una cosa curiosa che leggo in rete a proposito di questo artista è che al suo nome viene frequentemente associato il termine emo (lo fa anche Wikipedia). Ora io sinceramente non ho molto ben presente quali possano essere le caratteristiche salienti di questo "genere" (se di genere possiamo effettivamente parlare), ma "L'Ami du Peuple", temi "dolorosi" a parte, lo vedo come un fascinoso album cantautorale, con un mood molto garbato e suadente. In alcune movenze, poi, ci leggo qualche assonanza con certo pop sofisticato di terra britannica, ma la trama delle sue canzoni è prevalentemente folk, con qualche leggera esuberanza rock. I dieci brani che compongono quest'album sono molto omogenei e creano quella particolare atmosfera a cui è facile abbandonarsi, lasciandosi cullare per ascolti ripetuti... Consigliato


Rose Windows - The Sun Dogs

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2013 (Sub Pop)

Rose Windows - The Sun Dogs L'album d'esordio di questo gruppo di Seattle, nato dalla spinta creativa del cantautore Chris Cheveyo, è un vero crogiolo di influenze, generi e provenienze etniche: esso fonde l'oriente e l'occidente, sensibilità britannica e senso statunitense, psichedelia e progressive, folk e rock (anche blues, perché no?). La strumentazione è ricca e, anche in questo caso, non mancano gli effetti evocativi: tastiere alla Doors, un flauto di anderseniana memoria... È un album che non sembra posto nel 2013, ma, nello stesso tempo, ci sta meravigliosamente bene, con i suoi decisi richiami a sonorità che sarebbe un peccato dimenticare e che hanno fatto la storia dei decenni trascorsi. Sono nove brani corposi, suggestivi ed evocativi, che alternano una moderata irruenza e una dolcezza tutta folk (bella anche la voce femminile di Rabia Qazi); affascinanti anche i momenti sinfonici, che costituiscono forse il richiamo più presente al prog. Fortemente consigliato