Pensieri e-Motivi

Archives :

Febbraio 2013

The Residents - Mush-Room

dans la catégorie album

2013 (Ralph Records)

The Residents - Mush-Room I Residents sono uno dei miei gruppi preferiti (lo sa bene chi conosce le mie frequentazioni sui diversi forum). Parlarne adesso qui sarebbe quanto meno superfluo: mi limito a dire che li considero l'espressione più geniale della musica contemporanea. Una caratteristica secondaria di questa band è la prolificità: la loro discografia è letteralmente sconfinata e ogni anno viene arricchita con nuove pubblicazioni (anche nell'ordine della decina l'anno); spesso però le uscite consistono in collection, rifacimenti, live... In questo caso, parliamo di una soundtrack, commissionata dalla coreografa belga Grace Ellen Barkey, il cui mondo visionario e burlesco pare ben amalgamarsi all'immaginario residentsiano. Delle ultime cose dello storico gruppo (che ho ascoltato), devo dire che non tutto mi è piaciuto e, finora, il mio gradimento si fermava a "The Ughs" del 2009; quest'opera, invece, mi ha favorevolmente coinvolto, soprattutto per il cocente spirito malinconico che si respira. Le ispirazioni sono soprattutto riferite alla musica classica, con spunti ambient, industrial e qualche suggestione world. Alcuni momenti risultano veramente potenti dal punto di vista espressivo; ascoltate, ad esempio, "Musical Chairs in 3/4" e fatelo a volume sostenuto: impressionante, vero? Nel complesso, si tratta di un album piacevole, per niente ostico o affaticante; nello stesso tempo, è originale ed intrigante come è loro costume. Consigliato


Lotte Kestner - The Bluebird of Happiness

dans la catégorie album

2013 (Saint Marie)

Lotte Kestner - The Bluebird of Happiness Anna-Lynne Williams, stupenda cantante e chitarrista dei Trespassers William, nella sua recente carriera solista, sotto il nome di Lotte Kestner, dopo il bellissimo esordio del 2008, "China Mountain", ha dato piena dimostrazione di preferire le canzoni degli altri, pubblicando almeno tre album ("Stolen" e "Trespassers William Songs Anna - Lynne Solo Versions", del 2011 e "Extra Covers" del 2012) ed un EP (semplicemente "Covers" del 2011), tutti di cover, reinterpretazioni che, nella maggioranza dei casi, a me sono risultate migliori delle versioni originali. Adesso torna agli inediti e lo fa con la sua immancabile classe, col suo fascino irresistibile. La cover non manca neanche in questo caso: è una versione celestiale di "Halo" di Beyoncé (peraltro già contenuta nell'EP del 2011). Ma il resto delle canzoni sono altrettanto incantevoli, nella loro semplicità strutturale, con la voce e la sensualità di Anna-Lynne che renderebbe irresistibile anche la classica lista della spesa. L'album vanta, inoltre, alcune collaborazioni di spicco, tra cui Damien Jurado. Non perdetevelo. Fortemente consigliato


In Sintesi (6-2013)

dans la catégorie playlist

Lady Lamb the Beekeeper - Ripley PineConsigliato Lady Lamb the Beekeeper - Ripley Pine

album (2013 - Ba Da Bing) blues folk singer-songwriter

Recensione di Lorenzo Righetto per Ondarock


Radar Brothers - EightDa ascoltare preventivamente Radar Brothers - Eight

album (2013 - Merge) alternative rock pop

Recensione di Lorenzo Righetto per Ondarock


Keaton Henson - Birthdays

dans la catégorie album

2013 (Oak Ten Records)

Keaton Henson - Birthdays Dopo la bella prova di "Dear" del 2012, torna il tormento interiore del barbuto Keaton, torna la sua voce tremula, forse qui un po' più ferma e decisa, torna il pathos e l'atmosfera struggente e il suo modo particolare di intendere lo slowcore. C'è qualcosa di nuovo, però: a tratti i ritmi si accelerano e la strumentazione si anima, facendosi carica, quasi a denotare una reazione, uno spirito combattivo che voglia vincere lo scoramento. Ed ecco che a canzoni più tipiche, come le bellissime "10 AM, Gare du Nord", "Lying to You" o "Sweetheart, What have You Done to Us?", se ne affiancano altre per lui inconsuete, come "Don't Swim", che, dopo un'iniziale calma apparente, si impenna in un corposo rock elettrico o come la successiva "Kronos", che promette fin da subito emozioni forti. Come era successo per Dear, ci troviamo di fronte ad un album che forse non divertirà, nel senso pieno del termine, ma che, sicuramente, non potrà lasciare indifferenti.Fortemente consigliato


Keaton Henson - Dear Dello stesso artista:

Dear (2012 - Oak Ten Records)

11 aprile 2012


Ivan & Alyosha - All the Times We Had

dans la catégorie album

2013 (Dualtone Music Group)

Ivan & Alyosha - All the Times We Had Dopo Myshkin, ecco un altro chiaro riferimento a Dostoevskij, con due dei fratelli Karamazov. È il primo full-lenght del gruppo folk/pop di Seattle, che nel 2011 aveva pubblicato un più che gradevole EP. Cominciamo subito a dire che non si tratta di un lavoro particolarmente originale e che, strutturalmente, attinge a piene mani dal folk più classico (addirittura pre-war in alcuni frangenti), per ripulirlo e levigarlo, dandogli connotazioni pop e posizionandolo nel presente. L'effetto è che, ascoltandolo e riascoltandolo, suscita una sensazione di gradito benessere, facendosi apprezzare anche più di quanto ci si aspetterebbe ad un primo impatto (non nego che la tentazione di metterlo da parte era forte in primis). Alcuni brani, poi, sono particolarmente gustosi, anche se, forse, manca quel tocco di speziato che non farebbe male.Consigliato


Myshkin's Ruby Warblers - That Diamond Lust

dans la catégorie album

2012 (CDBY)

myshkin's ruby warblers Myshkin è una cantautrice statunitense (si sposta tra l'Oregon e New Orleans) di origini olandesi. È già al settimo album e, dal 2002, pubblica associando il suo nome (evidentemente preso in prestito dal principe "idiota" di Dostoevskij) a quello della band, Ruby Warblers. "That Diamond Lust" ha visto una genesi travagliata, durata quasi sei anni, ma i risultati si vedono, in quanto da esso traspare una grande cura nei dettagli ed una particolare ricercatezza delle atmosfere. La musica è un mix abbastanza raro tra la cosiddetta folktronica, una tenue chamber-pop e chiari riferimenti jazz, cui porta decisamente la sua voce incantevole. La tematica è dichiaratamente malinconica e tratta dell'immancabile amore e di come l'animo reagisce in seguito ad una perdita affettiva. Le dieci canzoni sono tutte raffinatissime, ma la lunga e finale title-track è proprio meravigliosa e varrebbe da sola la spesa. Fortemente consigliato


In Sintesi (5-2013)

dans la catégorie playlist

Big Harp - Chain LettersDa ascoltare preventivamente Big Harp - Chain Letters

album (2013 - Saddle Creek) alternative country blues

Recensione di Lorenzo Righetto per Ondarock


Pissed Jeans - HoneysConsigliato Pissed Jeans - Honeys

album (2013 - Sub Pop) alternative punk rock

Recensione di Francesco Nunziata per Ondarock


Bo Ningen - Line The Wall

dans la catégorie album

2012 (Stolen Recordings)

Bo Ningen - Line The Wall Da Londra, quattro indiavolati giapponesi che cantano nella loro madre lingua: un rock al fulmicotone, tremendamente trascinante e psichedelico, curato e ricco di effetti, ma attento anche al lato melodico. Come ho letto da qualche parte, "This isn't noise for noise's sake": è difficile riuscire a star fermi al cospetto del loro muro di suono, che si amplifica in un crescendo continuo, attraverso episodi quali "Henkan", "Daikasiei Part 1", "Shin Ichi"..., fino a diventare proprio tempesta nel lungo brano "Daikasiei Part 2" e per poi finalmente acquietarsi nel successivo "Natsu No Nioi". Per quanto mi riguarda, anche la lingua giapponese (il cui suono adoro, pur capendoci praticamente nulla) contribuisce al fascino di questo album, forse insolito per gli indirizzi di questo blog, ma anche per questo per me particolarmente intrigante. Fortemente consigliato


Carthy Hardy Farrell Young - Laylam

dans la catégorie album

2013 (Hem Hem)

Carthy Hardy Farrell Young - Laylam Sono quattro tra le più celebrate (e premiate) violiniste e cantanti folk della scena musicale britannica: Eliza Carthy, Bella Hardy, Lucy Farrell e Kate Young. Quasi esclusivamente con i loro violini e le loro bellissime voci, reinterpretano tanti brani della tradizione folk anglosassone, contaminandoli con il country ed il blues americani. Diversamente dalla stupenda prova di Anaïs Mitchell & Jefferson Hamer, che si sono limitati a sette stupende ballate di una certa omogeneità di tono, le quattro ragazze hanno preferito raccogliere un numero più cospicuo di brani, variando molto nei modi e nell'impatto emotivo: ed ecco che a brani vivaci e ballabili (ad esempio "Grasy Coat", "Chickens in the Garden"...) si alternano canzoni più pacate e sognanti ("Little Birds", "White River" e tutta la serie finale), poi il suggestivo country/gospel di Patsy Cline "Walking After Midnight" e, a sorpresa, lo stupendo jazz/blues di "Why don't You do Right?" (il brano del 1936 di Kansas Joe McCoy, che i più conoscono per l'interpretazione di Jessica Rabbit). Personalmente, non ho gradito moltissimo il calo di ritmo verso la fine, preferendo di gran lunga la prima parte. Si tratta comunque di album molto bello, che non può mancare agli estimatori del folk.Consigliato


Jenny O. - Automechanic

dans la catégorie album

2013 (Holy Trinity)

Jenny O. - Automechanic L'album di esordio di questa cantautrice di Los Angeles non è quel che si potrebbe definire un'opera spiccatamente originale: in effetti è un insieme di canzoncine che si destreggiano tra il pop, il folk e qualche spruzzata di rock. Quello che tipicizza fortemente questa pubblicazione è la voce di Jenny: infantile, dolce e suadente, ma anche piena e ben impostata, sì da impreziosire fortemente anche il brano più scontato. Muovendosi nell'ambiente giusto (è praticamente una presenza fissa nelle tournee di Father John Misty ed è in stretto contatto con Jonathan Wilson, che figura anche tra gli strumentisti dell'album) e avendo personalità da vendere, ha tutte le carte in regola per sfondare anche commercialmente. Brano killer: "Come Get Me".Da ascoltare preventivamente


Lost Animal - Ex Tropical

dans la catégorie album

2011-2013 (Hardly Art)

Lost Animal - Ex Tropical C'è qualcosa che ancora non ho colto nel rilascio di questo album: lo conoscevo già dall'anno scorso e lo sapevo uscito addirittura nel 2011. Solo che adesso viene dato come pubblicato nel 2013... Dietro questo moniker si cela il progetto solista dell'australiano Jarrod Quarrell, ex frontman ed autore dei St. Helens, il cui "Heavy profession" del 2009 mi aveva favorevolmente impressionato. Recentemente, poi, è stato segnalato da Joe McKee, nel corso di un'intervista per Ondarock, come uno dei più interessanti artisti del suo continente. La cosa che subito si fa notare in "Ex Tropical" è la voce di Jarrod, che sembra provenire direttamente da qualche gruppo post-punk degli '80. La musica, invece, è molto attuale ed originale, con i suoi elaborati intrecci tra strumenti tradizionali ed elettronici, con i suoi effetti che risultano tanto ancestrali (col richiamo tropicale, appunto, di trascorsi dell'autore in Papua Nuova Guinea) quanto futuribili. I brani sono abbastanza eterogenei ed ognuno ha qualcosa da raccontare; non manca anche una certa dose di sperimentalismo. In attesa di capire quale sia la vera data di pubblicazione, mi porto avanti dicendo che l'album si pone già come uno dei più interessanti dell'anno. Assolutamente consigliato


Anaïs Mitchell & Jefferson Hamer - Child Ballads

dans la catégorie album

2013 (Wilderland)

Anaïs Mitchell & Jefferson Hamer - Child Ballads Quando due interpreti folk statunitensi si cimentano con le loro origini, ovvero con la musica popolare britannica, il risultato non può che essere interessante. In questo caso lo è di più: Anaïs Mitchell, che ci abituato alle sue roboanti opere folk (anche se in "Young Man in America" io ho sentito un ritorno alla tradizione) ed il cantautore nonché chitarrista Jefferson Hamer ci fanno emozionare con le loro personali reinterpretazioni di alcune delle "Child Ballads". Ma non cadete nel mio stesso errore: non c'entrano i bambini, bensì qui si parla di Francis James Child, grandissimo studioso del tardo '800, che raccolse e catalogò 305 ballate tradizionali britanniche. Bastano due chitarre, due voci incredibilmente affiatate ed un infinito amore per il folk per dare alla luce un vero gioiello. Sono solo sette, ma corposi, brani, che sanno cullare e avvolgere, senza cadere in facili sdolcinature. È uno di quegli album che sono classici già appena nati, che sai che potrai ascoltare per anni senza mai stancarti. Quasi inutile, infine, riferire il brivido che ho provato a sentire la loro "Geordie", forse un po' più fredda rispetto alla stupenda versione di Fabrizio De Andrè, ma non per questo meno intensa. Assolutamente consigliato


Anaïs Mitchell - Young Man in AmericaDegli stessi artisti:

Anaïs Mitchell - Young Man in America

17 febbraio 2012


The Revival Hour - Scorpio Little Devil

dans la catégorie album

2013 (Antiphon)

The Revival Hour - Scorpio Little Devil Magari questo nome non vi dirà nulla, ma andiamo a vedere chi sono i componenti: uno è John-Mark Lapham del gruppo intercontinentale The Earlies, l'altro è quel DM Stith, che, nel 2009, fece un po' fermare l'ambiente musicale alternativo con il suo "Heavy Ghost". Lo stile di Stith, così peculiare, nascondeva , secondo me, un rischio: era troppo particolare, tanto da imporsi esso stesso come un limite; infatti, dal 2009, l'artista è riuscito solo a pubblicare qualche EP, che non faceva altro che ricalcare i temi ed i toni dell'esordio. Quella di adesso, quindi, potrebbe costituire la mossa intelligente: l'apporto di Lapham, infatti, introduce nuova linfa alla già complessa architettura delle sue composizioni e, se la voce di DM non può non richiamare fortemente le atmosfere di Heavy Ghost, gli arrangiamenti ed i contributi strumentali e vocali di JM se ne distaccano, per seguire strade alternative. L'album è naturalmente sofisticato ed estremamente affascinante e, a livello tematico, narra una situazione comune ad entrambi i componenti: il disagio di vivere la propria omosessualità in ambienti intrisi di pregiudizi fino al midollo. Un'opera importante, che evoca dramma e genialità, che vuole stupire senza abbandonare un risentito contegno. I brani sono tutti pregevoli, ma un cenno particolare merita "Clean", con il suo solenne crescendo orchestrale, emozionante come pochi. Fortemente consigliato


LeE HARVeY OsMOND - The Folk Sinner

dans la catégorie album

2013 (Latent)

Lee Harvey Osmond - The Folk Sinner LeE HARVeY OsMOND (sic) è il nome del progetto solista del fronzuto e barbuto cantautore canadese Tom Wilson, già componente dei Junkhouse e attualmente compartecipe del supergruppo Blackie & the Rodeo Kings. Il suo nome è ben noto in Nord America, anche perché, come autore, ha collaborato con una serie cospicua di artisti. L'album non è l'ultimo grido della moda musicale, ma io lo trovo lo stesso convincentissimo, coi suoi richiami al country d'altri tempi ed al blues bianco di migliore fattura. Complice anche la sua voce matura e profonda, non può far venire in mente l'immenso JJ Cale, che, a mio parere, in alcuni brani intende proprio tributare (basta "Devil's Load" per crederci). Fatto sta che, ascoltando "The Folk Sinner", è veramente difficile restare impassibili ed immobili ed un certo déjà vu, da questo punto di vista, non può che accentuare lo stato di grazia.Fortemente consigliato


In Sintesi (4-2013)

dans la catégorie playlist

Night Beds - Country SleepConsigliato Night Beds - Country Sleep

album (2013 - Dead Oceans) - country folk

Recensione di Lorenzo Righetto per Ondarock


Hilly Eye - Reasons to LiveConsigliato Hilly Eye - Reasons to Live

album (2013 - Don Giovanni) - alternative rock psychedelia

Recensione di Valentina Natale per indieforbunnies


Michele Stodart - Wide-Eyed Crossing

dans la catégorie album

2012 (Keepsake)

Michele Stodart - Wide-Eyed Crossing Michele Stodart, bassista dell'interessantissimo progetto Magic Numbers, si affaccia ad un'eventuale carriera solista, distaccandosi abbastanza dal raffinato pop a cui il gruppo ci ha abituati. Se si tende a non aspettarsi grandi doti vocali da una persona che finora si sia limitata a suonare il basso, si è decisamente fuori strada! La sua voce, infatti, pur non essendo bella in senso canonico, di sicuro non passa inosservata; anche la sua forza interpretativa testimonia che siamo al cospetto di un'artista sensibilmente motivata. Le dieci canzoni che compongono l'album, notevoli anche dal punto di vista compositivo, sembrano provenire dal patrimonio folk/pop britannico (anzi, forse di più americano, viste le sonorità e le strumentazioni di stampo remoto-occidentale); alcune sono veramente incantevoli: l'iniziale "Here to Somehow", "Invitation to the Blues", "Foolish Love"... Quest'ultima, in particolare, col suo ritornello assassino, la vado ad aggiungere subito alla lista delle mie canzoni preferite del 2012.Fortemente consigliato

Sampler Amazon


Buke and Gase - General Dome

dans la catégorie album

2013 (Brassland)

Buke and Gase - General Dome Nel 2010, il loro esordio "Riposte" personalmente lo annoverai tra gli album più originali dell'anno (allora si chiamavano Buke and Gass). A tre anni di distanza torna il duo di Brooklyn, Arone Dyer e Aron Sanchez, con il loro moniker che, di fatto, è la citazione di due strumenti a corda di loro invenzione e realizzazione: Il buke ed il gase, appunto. Come dicevo in occasione del precedente lavoro, essi non aderiscono ad alcun genere in particolare e passano con estrema naturalezza dal rock al noise-pop (non disdegnando qualche sfumatura folk); a tratti richiamano certe strutture matematiche, mentre, soprattutto nel cantato di Arone (che rimanda a diverse interpreti prog di un passato più o meno recente), evoca anche forti brividi progressivi. Mescolando suoni dolci ed altri corrosivi, il duo ha saputo mettere insieme tredici brani di grande impatto suggestivo, alcuni dei quali risultano per me addirittura irresistibili (ascoltate, per esempio, "Hiccup" o "Hard Times"). Ottima prova veramente.Fortemente consigliato


Nataly Dawn - How I Knew Her

dans la catégorie album

2013 (Nonesuch)

Nataly Dawn - How I Knew Her Per chi non lo sapesse, esiste un gruppo californiano chiamato Pomplamoose, composto da Jack Conte e, appunto, Nataly Dawn, che qui si cimenta da solista. Con la collaborazione del suddetto Conte e di altri musicisti di rilievo, ha messo insieme dodici canzoni, in cui ha voluto dar voce ad altrettanti racconti autobiografici. Se dovessi da questo indovinare il suo carattere, direi che è una donna briosa e simpatica, ma che, all'occorrenza, diventa seria e romantica. In effetti, l'album esprime gioia e spensieratezza, per merito certamente degli arrangiamenti brillanti, ma anche grazie alla sua voce limpidissima; ogni tanto, però, fa trasparire qualche velo di sofferenza; in questo, potrebbe ricordare il grandissimo esempio di Dear Reader. Comunque sia, è un'opera tutt'altro che noiosa, con alcuni dei brani che, sì, spiccano sul resto (come l'iniziale "Araceli" o "Long Running Joke", ad esempio), ma che non per questo lamenta punti deboli.Consigliato