Pensieri e-Motivi

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Gennaio 2013

Torres - Torres

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2013 (autoprodotto)

Torres - Torres Il suo vero nome è Mackenzie Scott ed è una giovane cantautrice di Nashville; l'album eponimo è il suo debutto discografico, messo su praticamente con le sue sole forze. Con una Gibson elettrica, comprata mediante una colletta dei familiari e pochi altri strumenti, intesse delle toccanti ballate, aventi come filo conduttore un tormento interiore, una disperazione sopita, dignitosa e mai patetica. La sua voce, che a tratti si fa roca e in altri si eleva quasi a spiccare il volo, dialoga con i suoni elettrici della sua fida chitarra (che suona splendidamente), saltuariamente disturbata da qualche secca percussione, che sembra aver perduto la strada. Ed ecco che nascono delle vere perle, come "Honey", "Jealousy and I"..., in cui la passione giunge ai suoi apici. Poi, però, arriva la primavera, il clima si riscalda e spunta anche il rock di brani come "When Winter's Over". Un esordio veramente ispirato: è lecito accampare delle aspettative sul futuro di questa artista; secondo me, non saranno deluse. Consigliato


Tom Morgan - Orange Syringe

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2013 (Fire)

Tom Morgan - Orange Syringe Il cantautore australiano Tom Morgan non è certo un ragazzino: come frontman del gruppo pop/rock alternativo Smudge, calca le scene dai primi anni '90; inoltre, il suo nome è legato a filo doppio al ben più noto gruppo The Lemonheads, essendo coautore di diversi loro brani. Gli Smudge, ufficialmente, sono ancora attivi (in effetti si riuniscono ad intervalli), ma qui vediamo l'interessante opera solista del loro leader. L'album forse non brilla per originalità, ma una caratteristica, che spesso mi par di notare nei gruppi ed artisti australiani, è identificabile in una forte coerenza passionale, che fa sì che le realizzazioni risultino molto credibili e avvincenti, anche se apparentemente banali. Anche la sua voce, dalla tonalità incerta (a tratti sembra quasi stonato, diciamocelo), accresce curiosamente il senso di genuinità compositiva. Si alternano toni brillanti ad altri decisamente dark, mentre le chitarre (e le tastiere) tessono delle trame emozionanti, spostando spesso l'indice dal pop al rock.Consigliato


In Sintesi (3-2013)

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Villagers - {awayland}Da ascoltare preventivamente Villagers - {awayland}

album (2013 - Domino) - alternative pop

Recensione di Lorenzo Righetto per Ondarock


Widowspeak -AlmanacConsigliato Widowspeak . Almanac

album (2013 - Captured Tracks) - alternative pop, psychedelia

Recensione di Vassilios Karagiannis per Ondarock


Boletes - Flaws

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2012 (Forest)

Boletes - Flaws Ecco un'altra bella sorpresa beccata grazie al New Bands Panel. Boletes è il progetto solista dell'edimburghese Roy Gornall e "Flaws" ne è il debutto (se non contiamo un EP di quattro brani del 2010). L'album (che di fatto è un mini-LP: otto brani per 25 minuti circa) costituisce un'ottima promessa; è strutturato come una collina scozzese, sale fino al picco della bellissima "Sweetheart" (che corro ad aggiungere tra le mie canzoni preferite del 2012), per poi ridiscendere dolcemente fino alla pacata "Fruitless". E tutto si basa sul cantare sommesso di Roy, accompagnato solo da un paio di chitarre, un accenno di armonica nel breve brano introduttivo, qualche colpo d'archi e rari effetti elettronici. È un lavoro originale, sognante, intimo ed esuberante al tempo stesso; come ha detto qualcuno con un'immagine ben azzeccata: è un album di folk notturno. Il download sul Bandcamp è ad offerta libera. Consigliato


In Sintesi (2-2013)

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Jessica Pratt - Jessica PrattConsigliato Jessica Pratt - Jessica Pratt

album (2012 - Birth) - folk, singer-songwriter

Recensione di Vassilios Karagiannis per Ondarock


Timid, The BraveConsigliato Timid, The Brave - Timid, The Brave
album (2012 - Other Songs Music) - folk, singer-songwriter

Recensione di Raffaello Russo per music won't save you


Lily Mae - Early Days

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2012 (autoprodotto)

Lily Mae - Early Days Lily Mae, il cui EP "Early Days" ho visto segnalato nel New Bands Panel di For Folk's Sake ha solo sedici anni e, a guardare la sua foto, ne dimostra anche di meno: una ragazzina con una chitarra in mano che ti combinerà? Bene, ascoltatela! C'è chi parla di via di mezzo tra Joan Baez e Joni Mitchell, chi la paragona a Laura Marling o a Bess Rogers... Per me, invece, è un'interprete (e anche autrice!) limpida e genuina, che ha dalla sua l'immensa forza della semplicità: con pochi accordi ben eseguiti e la sua voce bellissima, ha confezionato cinque perle di canzoni. Attendiamo con ansia un album da parte sua, sperando che mantenga tutta la sua naturalezza. Fortemente consigliato


Minimalhuge - II

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2013 (autoprodotto?)

Minimalhuge - II Ci sono pochissime notizie in rete di questo misterioso gruppo di Milano: in pratica c'è la pagina di Bandcamp loro dedicata, quasi scevra di contenuti descrittivi, un sito ufficiale, ancora più sibillino (al momento in cui scrivo, c'è solo lo streaming di due brani), un profilo Facebook con una manciata tra video e foto e altre frattaglie. Eppure hanno da poco pubblicato un full-lenght mica male! Questo "II" (ci sarà stato un "I"?), di cui ho visto una spaurita segnalazione sul forum di Ondarock, merita qualcosa di più di pochi ascolti incidentali: si tratta di originali variazioni sul tema dark-wave elettronica, con reminiscenze psichedeliche, qualche spunto industriale, ritmi oscuri e tribali, atmosfere ossessive e stranianti, sì da incutere uno stato di quasi trance ipnotica. È decisamente un album molto interessante e bisogna purtroppo dire che, nel nostro paese, tale eventualità rappresenta una vera rarità ormai! Se questa avventura non avesse un seguito, sarebbe veramente un peccato. Forza, ragazzi!Consigliato


Serafina Steer - The Moths are Real

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2013 (Stolen)

Serafina Steer - The Moths are Real Nell'approccio con questo album, non fate lo stesso errore in cui sono incorso io: ad un primo ascolto, si corre, in effetti, il rischio di bollarlo come troppo evanescente. Niente di tutto questo: spinto da un amico ho voluto riascoltarlo, constatando che "The Moths are Real" è un piccolo tesoro nascosto, da svelare senza alcuna fretta, abbandonandosi, anzi arrendendosi alle sue spire. La giovane londinese Serafina Steer è eccellente arpista (ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti a questo proposito), pianista e poli-strumentista, oltreché cantante ed autrice sopraffina. Ha collaborato con artisti del calibro di Patrick Wolf, Tunng, Jarvis Cocker, Bat for Lashes, tra gli altri. La sua è una genialità timida, che non ha voglia di esporsi e che si esprime nel saper portare il suo particolare modo di interpretare il folk verso vette suggestive, fatte di suoni eterei e solennità di stampo neo-classico. Ed ecco che l'opera, da evanescente che sembrava, assume una potenza espressiva così affascinante da imporre ascolti all'infinito.Consigliato

Dopo aver pubblicato questo articoletto, ho notato la bella recensione di Raffaello Russo su music won't save you


Jesca Hoop - The Complete Kismet Acoustic

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2013 (Last Laugh)

Jesca Hoop - The Complete Kismet Acoustic L'album del 2007 dell'originalissima cantautrice californiana, "Kismet" appunto, è noto come uno degli esordi più intriganti della musica americana. L'anno dopo, ne fu pubblicato, in EP, un breve estratto in versione acustica. Adesso l'operazione si completa con ulteriori brani allora non inclusi e l'aggiunta di due inediti ("Paradise" e "Worried Mind"). Personalmente non ho mai amato queste strane operazioni commerciali, ma, in questo caso, il valore intrinseco dell'album supera qualsivoglia perplessità. Le versioni qui proposte sono essenzialmente interpretate dalla sua particolare voce, accompagnata da sole chitarre (ad eccezione degli inediti e di "Money", che è dal vivo). La scarna strumentazione non fa altro che evidenziare la squisita capacità compositiva di Jesca e mette ulteriormente in risalto la voce e le doti interpretative. L'originale Kismet da studio rimane un piccolo capolavoro, ma, preso da solo, questo album sfiora davvero l'incantevole, col suo alternarsi di canzoni dall'incedere spiritoso ed altre, invece, struggenti fino alle lacrime. Fortemente consigliato

Streaming su Soundcloud


Ólöf Arnalds - Sudden Elevation

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2013 (One Little Indian)

Ólöf Arnalds - Sudden Elevation Nel 2007, la bellissima islandese Ólöf Arnalds pubblicava uno degli album più ispirati nell'ambito del folk dell'isola nordica (e non solo): "Við Og Við" ("Ora e Allora"), una serie di irresistibili ballate folk, che avevano un ulteriore valore aggiunto, il particolare suono, quasi esoterico, della lingia islandese. Poi venne "Innundir Skinni" del 2010, in cui la cantautrice si cimentava con l'inglese e ammiccava al grande pubblico, soprattutto per la comparsa, in un brano, della conterranea Bjork; secondo me, quell'album aveva costituito un mezzo passo falso, anche, ma non solo, in virtù del cantato in inglese; ma era comunque degno di attenzione. Adesso, Ólöf sembra essere tornata alla genuinità del primo album, ma ha completamente abbandonato la lingua madre: è questo, forse, l'unico difetto di questa pubblicazione, che altrimenti è costituita da dodici bellissime canzoni, intime, delicate come suo solito e certamente impreziosite dalla sua voce stupenda, più unica che rara (non mi piace l'accostamento sommario, fatto in alcuni siti, con Joanna Newsom). Fortemente consigliato


The Eastern Sea - Plague

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2012 (WhiteLab BlackLab)

The Eastern Sea - Plague Avevo colpevolmente un po' messo da parte questo album, contando di ritornarci e adesso mi è sembrato poprio il caso. The Eastern Sea è un gruppo di Austin, Texas, nato nel 2005 come progetto solista di Matthew Hines, frontman della band. Abbastanza singolarmente, si autodefinisce gruppo progressive-pop: non credo di sbagliare se affermo che il loro è invece un mix abbastanza complesso di generi, in cui il pop sicuramente non manca, ma dove fanno capolino anche guizzi folk e frequenti vibrazioni rock. La cosa che colpisce immediatamente è la forte somiglianza vocale tra il cantante e John Darnielle (The Mountain Goats), soprattutto nella cadenza, ma si tratterà di un caso; oltretutto, la voce di Hines spesso assume modulazioni più pacate e sognanti, molto lontane da quelle di Darnielle. Dal punto di vista musicale, il richiamo al prog penso si riferisca soprattutto alla particolare struttura orchestrale ed agli intrecci strumentali, che a tratti sembrano duellare tra di loro. Nel complesso, si tratta di album in cui le canzoni si susseguono in modo da sembrare ognuna più bella della precedente, in un seducente crescendo. La breve e bellissima "There You Are" l'ho messa in top 20 tra le mie canzoni preferite del 2012. Consigliato


Dutch Uncles - Out of Touch in the Wild

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2013 (Memphis Industries)

Dutch Uncles - Out of Touch in the Wild Io non posso definirmi un amante del pop, ma quando il pop viene stravolto e assume dimensioni diverse, acquistando quasi una forza alchemica, allora questo genere sfreccia tra i miei preferiti. Su quella scena di Manchester, che anche recentemente si sta facendo notare per uscite interessanti, i Dutch Uncles spiccano sicuramente come gruppo più originale e intrigante. Già al primo ascolto, la loro musica lascia a bocca aperta, soprattutto per la sua peculiare struttura, che definirei quasi di stampo matematico; l'alternarsi di strumenti elettrici, elettronici ed acustici, che spesso si scatenano in scintillii di reminiscenza frippiana, crea una sorta di continuum, per uno stato di incanto dall'inizio alla fine; la limpida voce di Duncan Willis, poi, si integra perfettamente con il resto. Un pop raffinatissimo, sofisticato e cristallino, insomma, per un album da mettere subito nel novero dei preferiti; non per nulla, li ho visti paragonare agli XTC, ai Talking Heads... Se il buon giorno si vede dal mattino, questo 2013 promette veramente bene!Assolutamente consigliato


Bunny Brown - In Flames

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2012 (autoprodotto?)

Bunny Brown - In Flames Non ci sono tantissime notizie in rete di questa cantautrice di Toronto ed è più facile trovare i file digitali pirata che non recensioni. Secondo me è un vero peccato, perché si tratta di un'artista veramente ispirata, che sa conquistare con canzoni molto belle, dense di un pathos forse un po' datato, ma comunque coinvolgente. L'album, come ella stessa dichiara, riguarda le varie sfide della vita: l'amore, le sconfitte ed i trionfi; temi forse un po' triti, ma per questo sempre attuali. E poi, importano poi tanto i temi di un disco? "A Quiet Demon" la vado subito ad aggiungere alle mie canzoni preferite del 2012.Consigliato


Pere Ubu - Lady from Shanghai

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2013 (Fire)

Pere Ubu - Lady from Shanghai Ancora non avevo ascoltato un album del 2013 e quale migliore occasione di questa? Sì, un nome ormai appartenente al mito è tornato: dopo ben trentacinque anni dall'esordio, la geniale follia di David Thomas e della sua compagine torna con un'opera destinata, come al solito, a stupire. Per sua stessa dichiarazione, si tratta di un album dance; ma se la musica dance non vi piace, aspettate a storcere il muso, perché non si tratta di dance come ci si potrebbe aspettare. Il titolo è evidentemente ripreso dal visionario noir giudiziario di Orson Welles (film stupendo, tra l'altro), a cui il cantante, con il suo look più recente, somiglia parecchio. La grinta del gruppo non è affatto sopita e la voce di Thomas, se permettete, è perfino migliorata, perché è maturata ed ha perduto quei toni striduli che potevano anche dare fastidio. I ritmi ci sono e stimolano al movimento, ma si tratta di ritmi malati, di atmosfere oscure e vorticose. Alcuni brani sono veri e propri trip: ascoltate "414 Seconds" per gradire. Grande ritorno e grande inizio per questo 2013!Assolutamente consigliato


The Goblin Market - Beneath Far Gondal’s Foreign Sky

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2012 (Green Monkey)

The Goblin Market - Beneath Far Gondal’s Foreign Sky Il duo di Seattle Jeff Kelly and Laura Weller sono presenti sulla scena attiva fin dal 1984, ovvero fin dalla fondazione del loro gruppo principale, i Green Pajamas, band con la fama di underrated (io sinceramente non li conoscevo). Quindi, come sarà un progetto minore e laterale di un gruppo sottovalutato? Certamente interessante. L'album ruota attorno ad una sorta di concept: le dodici canzoni sono tutte riferite alle opere delle sorelle Bronte, soprattutto Emily, della quale hanno preso in prestito anche dei versi per i testi. Coerentemente, il genere non poteva che orientarsi verso certo folk gotico e ad un pop da camera dall'aria dimessa; i suoni, infatti, sono ovattati e un po lo-fi; ciò contribuisce a rendere le atmosfere ancora più sognanti e romantiche. Album abbastanza gradevole, da apprezzare alla distanza...Consigliato


Sondra Sun-Odeon - Ætherea

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2012 (autoprodotto?)

Sondra Sun-Odeon - Ætherea Sondra Sun-Odeon, bellissima cantante e polistrumentista newyorkese (ma di chiare origini estremo-orientali), dopo aver fatto parte del duo di rock psichedelico Silver Summit, è giunta al proprio album solista e l'ha fatto con un contegno da artista matura. In effetti, con il gruppo, ha potuto vantare collaborazioni di grande prestigio: Wowenhand, White Hills, Vetiver, Wooden Shjips, Crystal Stilts, Deerhunter, Bardo Pond... Ed anche in questo album, i nomi noti non mancano: basti pensare ad Helena Espvall al violoncello, a Ben McConnell (Beach House, Marissa Nadler, tra gli altri) alle percussioni... Da tante parti, a riguardo del genere, sento parlare di sperimentalismo... Ma, a mio vedere, abbiamo piuttosto a che fare con un dream-pop etereo (così come il titolo suggerisce), con fuggevoli venature di psych-folk. Davvero un bell'esordio, delicato e suggestivo al tempo stesso, il cui gradimento può dipendere molto dallo stato d'animo.Consigliato


In Sintesi (1-2013)

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The Distractions - The End of the PierConsigliato The Distractions - The End of the Pier

album (2012 - Occultation) - garage rock

Recensione di Max Sannella per Rockambula


Darren Hayman - The ViolenceConsigliato Darren Hayman & the Long Parliament - The Violence
album (2012 - Fortuna pop!) - folk, singer-songwriter

Recensione di Andrea Cornale per Ondarock


Alameda - ProcessionDa ascoltare preventivamente Alameda - Processions

album (2012 - False Migration) - chamber folk

Recensione di Lorenzo Righetto per Ondarock


Captives on the Carousel – The GardenFortemente consigliato Captives on the Carousel - The Garden

mini-album (2012 - autoprodotto) - folk

Recensione di Raffaello Russo per music won't save you


Thinking Machines - Extension Chords

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2012 (Catapult)

Thinking Machines - Extension Chords I Thinking Machines sono un quartetto di Philadelphia attivo fin dal 2001. Un altro gruppo nel (forse troppo) nutrito panorama del rock alternativo? Sì, ma un po', a mio vedere, se ne staccano, soprattutto per la loro capacità di ben dosare ingredienti diversi. Nella loro musica, infatti, si fondono elementi post-rock, post-punk, noise, grunge e shoegaze, ma l'operazione risulta molto naturale ed equilibrata, riuscendo così a creare come una sorta di genere proprio. L'album, nel complesso è coinvolgente, mediamente divertente e, a tratti, piuttosto trascinante. Non sarà del tutto innovativo, ma riserva certamente degli spunti di interesse, soprattutto per chi (come me del resto) pensa che gli echi del rock siano ancora vivi e presenti. Da ascoltare preventivamente


October Gold - Into the Silence

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2012 (Alderbruke)

October Gold - Into the Silence È un'avvolgente sensazione di calore quella che si prova all'ascolto di questo bellissimo album dei canadesi October Gold. Un art-folk/rock veramente affascinante, reso ancora più ricco da una strumentazione lussureggiante: si notano, infatti, oltre 20 strumenti diversi, tra cui non si fanno mancare l'arpa, gli ottoni e addirittura un organo a canne. Molto ben integrata è la particolare voce di Kit Soden, affiancata a momenti da quella femminile e altrettanto tipica di Aliza Thibodeau. per un connubio corale originale ed intrigante. Si tratta di un album veramente corposo, sia come durata (13 brani mediamente lunghi, per più di un'ora complessiva), ma soprattutto dal punto di vista emotivo: le canzoni, infatti, si succedono tutte in crescendo di malia suggestiva, senza alcun momento di incertezza. Bellissima, in modo particolare, la title-track.Fortemente consigliato


Jo Mango - Murmuration

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2012 (Olive Grove)

Jo Mango - Murmuration La voce limpida di Joe Mango, che spicca decisamente su di un delicato sfondo di strumenti a corda, colpisce subito per la sua dolcezza, dando una sensazione come... di sincerità. La cantautrice di Glasgow, che mancava all'appuntamento con l'album da bei sei anni, è molto nota nell'ambiente musicale britannico, non solo per aver fatto parte del gruppo di Vashti Bunyan, ma anche per aver collaborato con nomi del calibro di David Byrne, Coco Rosie e Devendra Banhart, tra gli altri... Murmuration è un album che non vi travolgerà di emozioni forti, ma che saprà deliziarvi lo stesso con la sue atmosfere pacate ed insinuanti...Consigliato.


Anni B. Sweet - Oh, Monsters!

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2012 (Subterfuge)

Anni B. Sweet - Oh, Monsters! La giovanissima cantautrice spagnola Ana Lopez, già al secondo full-lenght, dimostra di avere una spiccatissima personalità, che si manifesta nel sapersi destreggiare in un arco di quarant'anni di buona musica, nonostante sia nata giusto l'altroieri. Muovendosi soprattutto in ambito folk e drem-pop a tinte contemporanee, non disdegna, infatti, di attingere anche al rock degli anni '60 (com'è evidentissimo nella bella e trascinante "Ridiculous Games 2060"). Non manca, poi, una serie di canzoni belle e convincenti (ad esempio le iniziali "Home" e "Getting Older"...) Consigliato, destinate a mantenere a lungo il loro vigore, in una passionalità tutta mediterranea.

Recensione di Jorge Mir per Listen Before You Buy (e streaming)


Anno nuovo, voti nuovi

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Come ho scritto in questa pagina, negli articoli pubblicati a partire del 2013, adotterò un nuovo tipo di valutazione. Coerentemente con il fatto che si tratta più di un gioco che di un vero metro di giudizio, ho scelto i semi della carte, cuori, quadri, fiori e picche, tenendo presente che gli album che riporto qui, seppur in diversa misura, incontrano tutti il mio gradimento.

Ecco i simboli (posizionandosi con il mouse sopra, si può leggere il significato sintetico):

Assolutamente consigliatoFortemente consigliatoConsigliatoDa ascoltare preventivamente


Canzoni preferite del 2012

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Dopo la classifica degli album, altro appuntamento tradizionale è quello con le canzoni. Ancora podio per i Bowerbirds, con la stupenda Walk the Furrows, poi l'onirica Night is Coming Soon degli Unto Ashes, la sorprendente Everly di Jessica Sligter e così via... Per me sono tutte belle. Ascoltatele (in qualche caso, purtroppo, c'è solo un assaggio):

  1. Bowerbirds - Walk the Furrows
  2. Unto Ashes - Night Is Coming Soon
  3. Jessica Sligter - Everly
  4. First Aid Kit - Emmylou
  5. Alexander Wolfe - Fangs
  6. Martin Rossiter - Three Points On a Compass
  7. Jodymoon - The Antidote
  8. Mo Kenney - Scene of the Crime
  9. Sea And Air - 1st Life
  10. Dark Dark Dark - How It Went Down
  11. Jess Bryant - Quiet Beauty
  12. Sam Forrest - The Edge of Nowhere
  13. The Magnetic North - Bay of Skaill
  14. The Luyas - Fifty Fifty
  15. Emily Portman - Ash Girl
  16. Hundred Waters - Wonderboom
  17. The Eastern Sea - There You Are
  18. Oddfellow's Casino - The Crows And The Rooks
  19. Trapped Mice - Night of Broken Glass
  20. Kishi Bashi - Bright Whites

E, a seguire (ma in ordine alfabetico):

Notes

[1] Agiunta il 21/1/2013

[2] Aggiunta il 12/1/2013

[3] Aggiunta il 3/2/2013


I miei album preferiti del 2012

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Per prima cosa, un Buon 2013 a tutti!
Eccoci col tradizionale appuntamento con la classifica di fine anno. Come ho detto già tante vilte, questo blog non ha alcuna pretesa di segnalare i mugliori, ma semplicemente quelli che incontrano il particolare gusto di chi scrive, gusto che non è detto debba essere condiviso da altri...
BowerbirdsPer la prima posizione ho voluto privilegiare i miei amati Bowerbirds, che, secondo me, hanno realizzato un album convincente e appassionato, avendo avuto anche il coraggio di distaccarsi un po' dai propri canoni. Poi ho inserito la sorprendente Lindsay Fuller, il cui album ha scalato vertiginosamente il mio gradimento. A seguire altri album segnalati su questo blog, compresa qualche recente conoscenza (Sligter, Holley, Bryant). Tra i più noti, i mitici Dead Can Dance e Matt Elliott.

Ma ecco la classifica (per ogni voce c'è il link all'articoletto):

  1. Bowerbirds - The Clearing
  2. Lindsay Fuller - You, Anniversary
  3. Jessica Sligter - Fear and the Framing
  4. Matt Elliott - The Broken Man
  5. Jay William Henderson - The Sun Will Burn Our Eyes
  6. Lonnie Holley - Just Before Music
  7. Dead Can Dance - Anastasis
  8. Jess Bryant - Silvern
  9. Jeff Zentner - A Season Lost
  10. Joe McKee - Burning Boy
  11. Hundred Waters - Hundred Waters
  12. Yair Yona - World Behind Curtains
  13. We Are Ghosts - Old Town Hall
  14. Julia Holter - Ekstasis
  15. Mediaeval Baebes - The Huntress
  16. Emily Portman - Hatchling
  17. Dark Dark Dark - Who Needs Who
  18. Annabelle Chvostek - Rise
  19. Oddfellow's Casino - The Raven's Empire
  20. Susanne Sundfør - The Silicone Veil
  21. Lauren Mann And The Fairly Odd Folk - Over Land And Sea
  22. Alec K. Redfearn & The Eyesores - Sister Death
  23. Mimes of Wine - Memories Of The Unseen
  24. The Corduroy Road - Two Step Silhouette
  25. Joan Shelley - Ginko
  26. mmpsuf - Retina
  27. Memory Drawings - Music for Another Loss
  28. First Aid Kit - The Lion's Roar
  29. Jodymoon - The Life You Never Planned On
  30. Almost Charlie - Tomorrow’s Yesterday