Pensieri e-Motivi

Archives :

Giugno 2012

Levellers - Static On The Airwaves

dans la catégorie album

2012 (On The Fiddle)

Levellers - Static On The Airwaves Torna il folk rock celtico-punk dei brightoniani Levellers, con un pimpante 13° album da studio a festeggiare il 25° anniversario della loro lunga e coerente carriera. La grinta c'è ancora tutta (notato che la copertina ricorda quelle dei Crass?), le movenze folk sono suadenti e coinvolgenti (come non farsi travolgere dalle note sublimi di After the Hurricane, per esempio?) e dimostrano ancora una volta di non disdegnare la loro mai sopita vena cantautorale. Inoltre, forse sbaglierò, ma ho l'impressione che si tratti di uno dei loro album più curati della loro produzione (per quel poco che ho sentito, in verità, dei loro precedenti). Irresistibile Our Forgotten Towns, quasi interamente violino-voce!

Sampler su Soundcloud

Per me, almeno 7.5/10


Dead Can Dance - Anastasis

dans la catégorie streaming

2012 (in uscita ad agosto)

Dead Can Dance reunion

EVENTO: dopo il tour mondiale per annunciare la reunion, torna, dopo ben sedici anni, all'album da studio uno dei connubi artistici più riusciti di tutti i tempi! E lo fa in grande stile ed in modo trionfale, con un'opera degna dei loro momenti più ispirati, direttamente paragonabile ai loro capolavori assoluti, Spleen and Ideal e Within the Realm of a Dying Sun (che, secondo me, sono comunque inarrivabili). Lisa Gerrard e Brendan Perry (ma solo io provo un brivido solo a pronunciare i loro nomi?), dopo alcune prove soliste sicuramente notevoli e diverse collaborazioni con altri artisti, con questo Anastasis hanno dato prova che la loro vena artistica è tutt'altro che esurita. Sono presenti tutti i loro canoni, ma non manca un fresco alito di novità e di contemporaneità. L'album sarà ufficialmente pubblicato, in diversi formati (tra cui un goloso e prezioso box-set), intorno al 13 agosto, ma è già disponibile per il pre-order e, cosa pregevole da parte loro, completamente godibile in streaming (purtroppo è durato poco: adesso c'è solo Amnesia), con una qualità mica male, dal loro sito. Grandi, anche in queste scelte!

Sito ufficiale

Per ora non metto voti, ma, per me, ipoteca già un posto in top-list...


The Burning Leaves - Calling

dans la catégorie ep

2011 (theburningleaves.bandcamp.com)

The Burning Leaves - Calling Una giovane coppia dell'Inghilterra settentrionale, che autoproduce e autoregistra a casa le sue creazioni. Direte: "ma te le vai a cercare col lumicino?". Beh, no: il fatto è che io, quando si tratta di generi a me congeniali, cerco di ascoltare di tutto e, se, come in questo caso, si tratta di belle sorprese, anche se vengono da dove meno ce lo si aspetterebbe, io me le godo e ne parlo. Nell'album d'esordio del 2010 (ascoltabile qui) c'è un brano intitolato Sinking Slowly, che, secondo me, è perfettamente dichiarativo del loro genere: un dream-pop/folk in chiave slow, tenero e suggestivo. Ma, mentre l'album di debutto l'ho trovato un po' troppo sullo slow, questo si vivacizza quanto basta per rendersi decisamente più accattivante. Perfetta, per il contesto, la voce eterea di Indie Mae; curata la parte strumentale, nonostante la spartanità di mezzi, affidata a Craig Lee-Williams (che interviene anche vocalmente). Credo che con una produzione più raffinata potrebbero veramente lasciare il segno...

Streaming su Bandcamp

Per me, 7.5/10


Margo Margo - Margo Margo

dans la catégorie ep

2012 (margomargo.bandcamp.com)

Margo Margo - Margo Margo Voglio segnalarvi questo giovane gruppo canadese non perché abbia qualcosa di sorprendente o perché siano particolarmente bravi o ispirati: semplicemente mi convince la loro genuinità e il loro attingere a generi classici, gravando i brani di un pathos da veterani, sapendo però dare, allo stesso tempo, una ventata di novità e di freschezza. Bella la voce femminile, incerta un po' quella maschile, ma lo stesso si crea un'alternanza intrigante, che induce l'attesa tra l'una e l'altra. E tutto questo in soli cinque brani. Ho idea che, a fare un bell'album in questo stesso spirito, potrebbe venire alla luce qualcosa di veramente interessante.

Streaming e Free Download

Per me, 7.5/10


Fiona Apple - The Idler Wheel... (etc.)

dans la catégorie streaming

2012 - titolo completo: The Idler Wheel is wiser than the Driver of the Screw, and Whipping Cords will serve you more than Ropes will ever do

Torna, a 34 anni suonati e dopo sette di silenzio discografico, la ex ragazza prodigio di New York. Ho la netta sensazione che l'album corrisponda alla sua maturazione e incarni pienamente ciò che la cantautrice voglia trasmettere (in effetti, è lei stessa a dire qualcosa di simile in un'intervista). L'album, che uscirà a giorni, ma è già disponibile per lo streaming completo, è, secondo me, di un'originalità decisa, ribadendo ciò che Fiona aveva dimostrato in passato, non soggiacendo alle pretese delle major: ovvero che è più interessata all'espressione della sua spiccata personalità artistica, piuttosto che ad un'immagine commerciale artefatta e poco consona al suo essere. Anche questo album si propone come opera tra le più interessanti dell'anno...

Streaming completo su NPR

Monografia di Claudio Fabretti su Onda Rock

In attesa dell'album, per me, per ora, è già almeno 8.0/10


Chilly Gonzales - Solo Piano II

dans la catégorie album

2012 (Arts & Crafts)

Chilly Gonzales - Solo PIano II Il poliedrico artista canadese Jason Charles Beck aka Gonzales aka Chilly Gonzales sembrerebbe incarnare molteplici personalità e, di fatto, è così. Attore, musicista, cantante, produttore..., ha inoltre dimostrato di non prediligere un genere in particolare, spaziando soprattutto tra musica elettronica e classica al piano. Ha inoltre collaborato con altri artisti, tra cui spicca il nome di Leslie Feist. È inoltre una persona eccentrica e spiritosa (chi ha visto i suoi concerti parla di esperienze indimenticabili), che non eccelle in modestia (si è autodefinito genio musicale, ma come dargli torto?). L'album uscirà a luglio (ho sentito l'advance che gira in rete), ma penso di prenotarlo subito; adoro il piano e, in questo caso, si tratta di composizioni che sfiorano il mio ideale pianistico: sobrie di stampo classico, ma che si sanno impennare in gustose briosità, senza però scadere in facili ammiccamenti al pop più becero (cosa che purtroppo accade spesso in ambito pianistico). E, che ve lo dico a fare? Consigliato!

Ascoltate (e guardate che tipo!):

Per me, almeno 8.0/10


Fay Hield & the Hurricane Party - Orfeo

dans la catégorie album

2012 (Topic)

Fay Hield & the Hurricane Party - Orfeo Se nel folk cercate sempre la componente alternativa (esattamente come me), allora forse questo album non dovrebbe fare per voi. E allora, perché, direte, ne sto parlando? Perché secondo me siamo al cospetto di folk celtico da manuale (non per nulla Fay Hield è insegnante di etnomusicologia presso l'università di Sheffield): esecuzione lussureggiante e impeccabile, brani corposi e trascinanti (è qui che secondo me troviamo le radici del bluegrass americano...), una voce, quella di Fay, decisa e meno dolce di quanto siamo abituati a sentire sulla scena del folk anglosassone (anzi, in qualche punto, la definirei amara, addirtittura acida). Gli strumentisti convocati per questo secondo album da solista (ma in passato aveva fatto parte di un gruppo...), che compongono gli Hurricane Party, hanno la fama di essere quanto di meglio ci sia sulla piazza per il genere e personalmente non mi sento di metterlo in dubbio. Album godibile dall'inizio alla fine. Consigliato anche questo.

Streaming di qualche brano sul sito ufficiale

Recensione di Mike Wilson per Folk Radio UK

Per me, 8.0/10


Lindsay Fuller - You, Anniversary

dans la catégorie album

2012 (Ato)

Lindsay Fuller - You, Anniversary Ascoltando questa singolare cantautrice di Seattle (tra l'altro, nome a parte, anche guardando il video, ho fatto una certa fatica ad identificarla come donna), non ho potuto fare a meno di accostarla a Neil Young. Un altro nome che mi è venuto spontaneo è quello di Patti Smith. Altrove ho visto citare Nick Cave e Gillian Welch... Ma se di influenze si tratta, sono, secondo me, incidentali: Lindsay Fuller è un'artista tutta d'un pezzo, che dimostra una grande coerenza ed un'anima tutta sua. La sua voce tremolante ispira rispetto e tenerezza al tempo stesso. Le dieci composizioni di questo suo terzo album, tradizionali nella struttura, ma peculiari nell'effetto, timide e potenti, tossicamente coinvolgenti, sono di quelle che si fanno ascoltare e riascoltare che è un piacere. Consigliatissimo.

Soundcloud Streaming

Per me, per ora, almeno 8.0/10 8.5/10 (cresce esponenzialmente!)


Mary Flower – Misery Loves Company

dans la catégorie album

2011 (Yellow Dog)

Mary Flower – Misery Loves Company Io amo il buon blues. E qui c'è dell'ottimo blues. Un altro genere per cui stravedo è il ragtime (un ulteriore motivo per cui adoro i film muti...) e qui c'è del ragtime da urlo. Mary Flower è una chitarrista, a dir poco, eccezionale ed un'interprete vocale sobria, forte della sua voce matura (indispensabile, secondo me, per il blues), che non trascende mai in quegli eccessi spesso riscontrabili nel genere. Sia dal punto di vista strumentale che vocale, mi pare dimostri una perizia sapiente, fatta di misura, in cui le sue peculiarità rimangono sempre nell'ambito della discrezione. È già il suo nono album da studio (forse dovrei dire appena, vista l'età: in effetti, è sulla scena dagli anni '70, ma ha cominciato a pubblicare album da studio solo nel '94) e lei vanta, come è quasi ovvio, una bella serie di premi e riconoscimenti, oltre a collaborazioni di tutto rispetto (per citare solo un paio di nomi, Jorma Kaukonen e Pat Donohue). Album perfetto, senza un punto debole, che non può mancare in una discografia di chi ama questi generi, che, nonostante gli anni sul groppone, sono sempre attuali.

Bandcamp streaming

Per me, 8.5/10


Hannah Peel - The Broken Wave

dans la catégorie album

2011 (Static Caravan)

Hannah Peel - The Broken Wave Un paio di mesi fa, ho scritto le mie impressioni su Orkney Symphony: the Magnetic North. La suggestiva voce femminile in quell'album era proprio quella di Hannah Peel. The Broken Wave, pubblicato agli inizi dell'anno scorso, è sì l'album d'esordio, ma Hannah aveva, a quanto pare, già una discreta esperienza nel campo audio-visivo e in qualità di autrice di colonne sonore per musical; ha, inoltre, ottime doti di arrangiatrice e lo dimostra in questo lavoro e nella collaborazione prestata nei Magnetic North. Veniamo all'album: un folk delicato, il cui senso di evanescenza è accentuato dalla sua voce, poco più che sussurrata, che assume connotati angelici, per poi rivelare, però, un sostrato da spiritello elementale (non per nulla lei è di origini irlandesi...) e una sostanza quasi oscura. È proprio in questi contrasti che sta, a mio vedere, la forza dell'album, nel suo incutere sensazioni oscillanti, che dipendono tantissimo dal momento in cui si ascolta. Bellissima, seppur minimale, la sua interpretazione della tradizionale The Parting Glass.

Recensione di Matt Corner per The Line of Best Fit

Per me, 8.0/10


In sintesi (7-2012)

dans la catégorie playlist

Larkin Grimm - Soul Retrieval Larkin Grimm - Soul Retrieval (2012 - Bad Bitch)

Recensione di Gianfranco Marmoro per Onda Rock

Grazie Signora :) , gradito molto, forse anche più di Parplar (che però è un po' che non ascolto...)!

Per me, è almeno 8.0/10


Gravenhurst - The Ghost in Daylight Gravenhurst - The Ghost in Daylight (2012 - Warp)

Recensione di Andrea Vascellari per Onda Rock

Per me, 7.0/10


Dala - Best Day

dans la catégorie album

2012 (Maple/Compass)

Dala - Best Day Queste due giovani signore canadesi (Amanda Walther e Sheila Carabine) sprizzano gioia da tutti i pori: è veramente un piacere vederle e sentirle, perché esprimono una passionalità che va oltre la qualità delle loro interpretazioni, qualità che comunque c'è e si sente. Anche loro sono già al quinto album e anche loro sono praticamente sconosciute nel nostro paese. Gioia e dolcezza, dunque, costituiscono il valore aggiunto di queste 11 canzoni, che, per il resto, sarebbero, tutto sommato, abbastanza convenzionali. Melodie semplici, sulla linea di confine tra il folk ed il pop, suonate e cantate veramente con amore. E che siano delle interpreti sopraffine lo si vede nelle performance dal vivo, nelle quali, secondo me, esprimono il meglio di sé...

Sito ufficiale

Per me, 7.0/10


Maika Makovski – Thank You for the Boots

dans la catégorie album

2012 (Outstanding)

Maika Makovski – Thank You for the Boots Questa artista a tutto tondo (cantautrice, chitarrista, pianista, pittrice, fotografa...), dalle origini esotiche (padre macedone e madre spagnola), è già al quinto album, ma è incredibilmente quasi completamente sconosciuta nel nostro paese. Merita un'attenzione approfondita, invece, perché il suo pop raffinatissimo, a mio vedere, rasenta la genialità. Le sue performance rivelano un amore per la musica profondo e maturo, nonostante la giovane età: in effetti, ha cominciato a comporre in tenera età e già a 14 anni si esibiva dal vivo. Questo album è un concentrato di brio e di intelligenti intuizioni: voglio osare un po' e lo definisco bowiano, anche se alcuni brani (in particolare Language, canzone veramente assassina, di cui posto il video...) potrebbero sembrare pezzi perduti di Kate Bush. Un pop particolare, quindi, ma anche una struttura rock per diversi episodi e almeno una ballata folk... Lei, poi, la trovo particolarmente affascinante (sarà per il mix slavo-latino?).

Recensione di Ian Fildes per Americana UK

Per me, 8.0/10


Grass Widow - Internal Logic

dans la catégorie album

2012 (HLR)

Grass Widow - Internal Logic Se un gruppo di ragazze del futuro riscoprissero il surf-rock, molto probabilmente farebbero un album come questo. Le Grass Widow sono un trio di San Francisco, Hannah Lew (basso, voce), Raven Mahon (chitarra, voce), and Lillian Maring, (batteria, voce), autrici dei loro brani, già al terzo LP, che fanno del particolare affiatamento vocale loro principale punto di originalità: toccando generi tutto sommato più o meno datati (il suddetto surf, ma anche garage, post-punk...), riescono a dare un'atmosfera tutta particolare con una sorta di polifonia, straniante e affascinante, irresistibile e garbata al tempo stesso. I recensori le accostano alle Raincoats, ma a me le voci ricordano anche altri gruppi: ad esempio le Strawberry Switchblade (chi le ricorda?), ma lì eravamo dalla parti della synthwave... Il ritmo è sempre sostenuto e trascinante, ma ogni tanto rallenta in code o intro strumentali. È un album fresco, divertente, da ascoltare a volontà; resta da vedere se continueranno per questa strada oppure, chissà, che non intraprendano altri tipi di revival: sarebbe interessante!

Recensione di Ryan Staskel per Consequence of Sound

Per me, 8.0/10