Pensieri e-Motivi

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Aprile 2012

The Ruffled Feathers - Oracles

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2012 (ruffledfeathersmusic.bandcamp.com)

The Ruffled Feathers - Oracles Simpaticissimo e brioso gruppo chamber-pop di Vancouver, che trova la sua forza prominente soprattutto nella cantante principale, Gina Loes, la cui voce, dalla timbrica mielata e sensuale allo stesso tempo, apporta alle dieci canzoni dell'album una sinuosità veramente particolare. Impossibile non notare poi gli ottoni, soprattutto la trombe, che contribuiscono ad accennare sensazioni balcaniche, mentre la ritmica, invece, induce a vivaci movenze tropicali. I contenuti, inoltre, rimandano anche all'estremo oriente, forse in onore del componente Charley Wu... In ogni caso, Oracles è un album divertente, curato (nonostante sia autoprodotto), mediamente emozionante..., insomma da non trascurare!

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Per me, almeno 8.0/10


Troy Schafer - Evening Song Awaken

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2012 (Recital)

Troy Schafer - Evening Song Awaken Troy Schafer è un giovane compositore e violinista del Wisconsin, già attivo come collaboratore di diversi progetti (Rain Drinkers, Wreathes...), ma qui impegnato nel suo esordio da solista. Anche se non conosco le produzioni dei progetti a cui ha partecipato, riporto da altre fonti la convinzione che questo lavoro si distacchi decisamente da quelle, muovendosi verso traguardi personali e avulsi da interessi commerciali (l'album è stato infatti pubblicato in edizione limitata). Ma parliamo della sua musica: la struttura è decisamente ambient, però il mezzo è un tripudio di archi (con rari elementi percussivi), rimandando così immancabilmente alla musica classica. L'effetto complessivo è struggente e straniante allo stesso tempo, rivelando una passione che mira alla composizione perfetta, che, partendo dalla serenità pastorale, si impenni per librarsi aldilà del tempo e dello spazio...

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Recensione di O.S. su Evening of Light

Per me, almeno 7.5/10


Lay Low - The Backbone

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2012 (Cod Music)

Lay Low Non sarà frequentissimo che parli di singoli su questo blog, anche perché personalmente ritengo che la vera essenza di un artista si possa meglio riscontrare il un long playing. Tuttavia, cercando notizie su questa garbata interprete, in occasione del precedente articolo, ho notato che ha messo a disposizione il suo ultimo singolo per il download gratuito. Vale quanto detto per Brostinn Stingur: bello!

L'immagine non si riferisce alla copertina.

Free download


Lay Low - Brostinn Strengur

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2011 (Cod Music)

Lay Low - Brostinn Strengur Questo è un altro gioiellino passato in sordina nel nostro paese, mentre altrove è stato posto al primo posto delle preferenze per il 2011. Lovísa Elísabet Sigrúnardóttir è di padre singalese, madre islandese ed è nata a Londra; questa concomitanza di origini diverse ha sicuramente influenzato il suo stile peculiare. Pur ascrivendosi la sua a pieno diritto alla musica islandese (ve l'ho mai detto che adoro la musica islandese?), innanzitutto non vi aspettate una voce gelida e tagliente come un rasoio, ma piuttosto una estremamente sensuale e vellutata, con un garbo ed una sonorità che riporta al mondo soul. La sua musica, per usare le parole di un bravo recensore, ...non vuole sconvolgere... (ma quelle parole si riferiscono all'album precedente...), ma è fatta di emozioni insinuate; il tutto è ottimamente prodotto e arrangiato e la strumentazione è varia (acustica, elettronica, molto particolare l'uso della batteria in alcuni brani, con le sue veloci e improvvise rullate). Insomma, io ve lo consiglio: penso che non ve ne pentirete.

La bella recensione di Gunnar per ederBlog

Per me 8.0/10


Emily O'Halloran - Morphine and Cupcakes

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2011 (Tear Stained)

Emily O'Halloran - Morphine and Cupcakes Questo, che in effetti è un album di debutto, potrebbe invece sembrare l'album della maturità di qualche attempata interprete del passato. Un country-folk cantautorale serioso e imbronciato, in cui la quasi afona voce da donna vissuta (che ricorda un po' Marianne Faithfull un po' la nostra Gianna Nannini...) contribuisce ad accrescere il senso di drammaticità. L'australiana giramondo (come ama definirsi) Emily O'Halloran, passata un po' in sordina come la sua voce, ha realizzato invece un piccolo gioiello, dove l'intensa poesia delle sue liriche corona note assolate ed assonnate, producendo uno stato quasi ipnotico di profonda e sensuale malinconia.

Recensione di John Castino per Inoocent Words

Per me, almeno 8.0/10


Jumbo Pimp - The Adventures of Jumbo Pimp in Outer Space

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2012 (jumbopimp.bandcamp.com)

Jumbo Pimp - The Adventures of Jumbo Pimp in Outer Space Passiamo ad un genere completamente diverso per questo interessante progetto autoprodotto. Le influenze su questo album (di durata rilevante: 9 brani per 1 ora e 1/4 circa) sono varie e agevolmente riferibili: il primo brano potrebbe sembrare un pezzo perduto dei Dali's Car (Peter Murphy e il mai troppo compianto Mick Karn) fatto magari in session con i Residents; a seguire ritroviamo indubbiamente i Residents, i Coil e vari gruppi dello space-rock e del kraut. Questo non significa assolutamente che l'album non sia, in un certo modo, originale: lo è almeno per l'aver saputo integrare efficacemente le varie influenze e sicuramente si tratta di un ascolto tutt'altro che noioso. Certo, con le potenzialità che dimostrano, potrebbero esprimersi in maniera più autonoma, ma chi è che non cita gli altri oggigiorno (visto oltretutto che non stiamo poi parlando di citazioni di poco conto)?

Bandcamp

Per me, 7.5/10


Steep Canyon Rangers - Nobody Knows You

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2012 (Rounder)

Steep Canyon Rangers - Nobody Knows You Forse non tutti sanno che Steve Martin, il simpatico e bravo attore texano, protagonista di una miriade di film divertenti, è anche un eccellente suonatore di banjo; fra le sue più recenti collaborazioni, figura quella con gli Steep Canyon Rangers. Come avevo accennato in occasione dell'album delle Carolina Chocolate Drops, io, quando entro in contatto con del buon bluegrass, non me lo lascio sfuggire. E questo è dell'ottimo bluegrass, stupendamente interpretato, che tra l'altro acquisisce elementi dal pop e dal jazz, insoliti per il genere, oltre alle ovvie assimilazioni dal country e dal blues. Insomma, c'è poco da dire, ma tanto da ascoltare.

Altri video che non si riferiscono all'album, ma più rappresentativi:

Per me, 8.0/10


Freshkills – Raise Up the Sheets

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2012 (The Middle Ground)

Freshkills – Raise Up the Sheets Un look da impiegati, quasi dei timidi Clark Kent, che, al momento opportuno, sfoderano borchie e costumi da Stranglers. E il riferimento al mitico gruppo di Guildford credo non sia del tutto azzardato: personalmente me lo ricordano i particolari riff di chitarra, un poco la voce del cantante e, alla lontana, anche la sezione ritmica. E il genere mi riporta nostalgicamente a quegli anni, con un dark rock vigoroso direttamente riferibile all'epoca post-punk... Di sicuro giocherà un ruolo in tal senso la presenza del gigante (in tutti i sensi) Jim Sclavunos (Sonic Youth, Lydia Lunch, Nick Cave and the Bad Seeds, The Cramps..., solo per citare qualcuno). In sostanza, forse la loro musica non sarà originalissima, ma questi simpatici ragazzi newyorkesi hanno sfornato un album tutt'altro che brutto, potente nella sua apparente semplicità ed evocativo dei brividi, mai sopiti, di quegli anni '80.

Recensione di Talk Rock To Me

Per me 7.5/10


The Magnetic North – Orkney: Symphony of the Magnetic North

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2012 (Full Time Hobby)

The Magnetic North – Orkney: Symphony of the Magnetic North Questo album l'ho tenuto un po' in serbo, perché ho un rapporto molto strano con esso: il più delle volte mi coinvolge ed emoziona, in altri momenti mi dice poco. Inoltre, alcuni brani mi piacciono davvero tanto, mentre altri ancora non mi convincono del tutto. Ho cercato, quindi, di maturare l'ascolto più del mio solito, in modo da riportare impressioni medie. Ho idea, infatti, che si tratti di uno di quegli album che si fanno apprezzare di più con il tempo... Il progetto nasce proprio attorno alle Orkney Islands, uno dei territori più settentrionali dell'arcipelago britannico e, in effetti, le sonorità dell'album riportano decisamente alle atmosfere nordiche, ad esempio, di diversi gruppi islandesi. Tutto sembra immerso in un mondo nebbioso e sognante e la musica, un dream/chamber-pop con radici folk e innesti elettronici, sembra accompagnarti in un volo libero su paesaggi incantevoli, fatti di impervie scogliere e monumenti ancestrali.

Recensione di Alessio Bosco per Indie Eye

Per me, per ora, 7.5/10


In sintesi (5-2012)

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Joan Shelley - Ginko

Joan Shelley - Ginko (2012 - Ol Kentuck)

Recensione di Lorenzo Righetto per Ondarock

Per me, 8.5/10 (Bellissimo!)


Tristesse Contemporaine - Tristesse Contemporaine

Tristesse Contemporaine - Tristesse Contemporaine (2012 - Dirty, Pschent)

Recensione di Davide Tucci per Ondarock

Anche per me, 7.0/10


Steve Smyth - Release

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2012 (Permanent/Shock)

Steve Smyth - Release Esistono due Steve Smyth (con la y) nell'ambito della musica rock, entrambi barbuti: il più famoso è forse il teutonico chitarrista della band trash-metal californiana dei Forbidden, ma in questo caso parliamo di un cantautore australiano al suo debutto discografico e, naturalmente, di un genere musicale decisamente lontano (nulla da dire sul trash-metal, ma di sicuro io non ne parlerò su questo blog...). L'album Release si basa soprattutto sull'estremo eclettismo vocale del cantante: capace di modulazioni diversissime, passa dal classico tono cantautorale limpido e meditato a estensioni che ricordano Ian Astbury dei Cult (qualcuno cita addirittura i Buckley) o, in qualche brano, a rochi ruggiti che potrebbero far pensare ad un figlio (buono) di Tom Waits... Per il resto, folk, blues, rock con un intreccio di strumenti elettrici ed acustici, per dieci brani coinvolgenti ed eterogenei, da godere senza incertezze.

Recensione di nat_salvo su Faster Louder

Per me, 8.0/10


Cabinet of Natural Curiosities - Blue Highway

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2011 (For Arbors / For Satellites)

Cabinet of Natural Curiosities - Blue Highway Per fare onore al nome del gruppo, è stato appunto quello che mi ha subito incuriosito: Cabinet of Natural Curiosities è anche il titolo di un volume abbastanza famoso dello scorso anno, ma a me ricorda soprattutto un album del prolifico menestrello della new psychedelia e scrittore Paul Roland (A Cabinet of Curiosities del 1987). Niente psichedelia qui, ma piuttosto un delicato (dream) pop/folk a tinte soffuse, con melodie timide e insinuanti e una vocalist dalla voce setosa che ben si integra nelle sue atmosfere assonnate. L'album (di fatto un mini album, visto che sono scarsi 25 minuti) è stato registrato con strumentazioni casalinghe e poi riportato in edizione limitata su vinile: la cosa si avverte abbastanza, a causa di un fruscio di fondo che fa molto effetto tape. Le canzoni ci sono, però, eccome. E' un gruppo che merita assolutamente una produzione migliore. Alla prossima.

Bandcamp

Per me, 7.5/10


Bryan John Appleby - Fire on the Vine

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2012 (bryanjohnappleby.bandcamp.com)

Bryan John Appleby - Fire on the Vine Credo che questo barbuto ed ispirato esordiente cantautore di Seattle abbia gusti molto simili ai miei: da qualche parte l'ho visto paragonato ai miei amati Bowerbirds (là diceva per l'analoga capacità di essere, allo stesso tempo, introspettivi ed espansivi; io, sinceramente, questa dote non la so riconoscere; l'analogia la colgo, comunque, almeno per certe atmosfere...), ma soprattutto, in qualche brano, io ho trovato un certo riferimento ad un altro dei miei gruppi preferiti: gli Other Lives. Ma non bisogna per forza far paragoni! Si tratta, infatti, di un album che non deluderà gli amanti del genere: forse non ci sarà il brano che ti stende, ma sono 11 canzoni che scorrono senza cadute di tono o di stile, con un incedere garbato e coinvolgente, in un vortice soffuso di caldo piacere... Da tenere d'occhio: ho come l'impressione che il suo sophomore album sarà qualcosa di notevole...

Ci sono diverse belle recensioni in rete; io preferisco quella, appassionata, di April Wolfe su Common Folk Music

Per me, almeno 7.5/10


The Maple Trail - Cable Mount Warning

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2012 (Broken Stone)

The Maple Trail - Cable Mount Warning Ampia ricchezza strumentale per il folk vagamente psichedelico di questo interessante progetto australiano, di fatto orbitante attorno ad una sola persona, Aidan Roberts, tuttora componente dei Belles Will Ring. Egli stesso dichiara di ispirarsi a Nick Drake, ma, aldilà di una certa somiglianza vocale, io non rilevo una fortissima attinenza: in effetti, a tratti, la sua musica assume addirittura elementi chamber, toccando suggestioni emotive molto lontane dal minimalismo espressivo del compianto e geniale cantautore inglese. Di emuli di Drake ce n'è anche troppi in giro, ma non è questo il caso: The Maple Trail è una bella realtà che non deve nulla ad alcuno.

Bandcamp

Recensione di Max Easton per Mess And Noise

Per me, 8.0/10


Keaton Henson - Dear

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2012 (Oak Ten)

Keaton Henson - Dear Un cantautore (oltre che poeta e disegnatore) timidissimo e riservato (pare che abbia inciso il suo primo album chiuso nella sua stanza, con la ferma intenzione di non pubblicarlo...), di un lirismo raro, che esprime nella musica una profonda sofferenza esistenziale, un pathos evidenziato anche dalla sua particolare voce, poco più che sussurata e, a tratti, addirittura tremula. Le sue canzoni, però, lasciano il segno, portando alle origini stesse della parola compassione, nel senso però buono del termine, ovvero di condividere la passione. Magari non sarà un album con cui divertirsi, ma non facciamo l'errore di considerarlo deprimente; io preferisco definirlo struggente e sentito. Credo che non sia un obbligo cercare sempre il lato divertente della musica, vero? Se fosse così, migliaia di capolavori non esisterebbero...

Alcuni video dei brani

La sentita recensione di Jade Oyatz

Per me, 8.0/10


Heather Maloney – Time & Pocket Change

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2011 (CDBY)

Heather Maloney – Time & Pocket Change Ascoltando per la prima volta questa deliziosa cantautrice (che, se non vado errato, dovrebbe essere di Northampton Massachusetts...), mi è subito venuto da pensare a Dolores O'Riordan ed ai suoi Cranberries; questo non tanto perché il cognome Maloney è probabilmente di origini irlandesi e nemmeno perché si possa identificare una qualsivoglia derivazione, ma quanto piuttosto per la dote di saper sfruttare lo strumento vocale in un modo abbastanza simile, toccando delle corde che, al mio orecchio inesperto, paiono paragonabili; e tutto questo mantenendo una certa distanza tonale e stilistica dal gruppo di Limerick... Questo secondo album di Heather Maloney, garbatissimo mix di folk e pop, è un altro di quelli che mi rammarico un po' di essermi fatto sfuggire l'anno scorso; in ogni caso, non è mai troppo tardi per apprezzare della buona musica. Sono 12 belle canzoni, ognuna diversa dall'altra, che sembrano però seguire lo stesso filo conduttore; una musica immediata, ma tecnicamente molto curata e ricca di sfaccettature, che fanno sì che ad ogni nuovo ascolto se ne ricavino sensazioni diverse e nuove.

Bandcamp

Per me, 8.0/10


Buona Pasqua!

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Buona Pasqua

Pasqua 2012

Ho tante altre novità interessanti di cui vorrei parlare... Nel frattempo, in attesa di trovare qualche attimo favorevole, vi porgo miei più affettuosi Auguri per una Pasqua serena (e, perché no, anche per una divertente pasquetta :-) ), insieme alle persone che amate!


Eric Bibb - Deeper in the Well

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2012 (Dixie Frog)

Eric Bibb - Deeper in the Well Eric Bibb, classe 1951, è figlio e nipote d'arte (rispettivamente, del musicista folk Leon Bibb e del pianista John Lewis dei Modern Jazz Quartet), nativo della Louisiana (ma ha trascorso buona parte della sua vita nei paesi scandinavi), ha pubblicato una serie sconfinata di album, tutti, a quanto pare, di alto livello. Le sue origini fanno già molte promesse, soprattutto per quanto riguarda i generi e le mantengono tutte: Deeper in the Well è un piccolo capolavoro di altri tempi, un compendio esemplare di blues, folk, bluegrass e cajun. Manifesta, senza ostentare, una maestria in questi generi immortali, che di questi tempi è ormai rara. Consigliatissimo. Molto bella anche la copertina.

Sampler

Per me, 8.0/10


Solace and Fury - The Fire

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2012 (solaceandfury.bandcamp.com)

Solace and Fury - The Fire La bella copertina potrebbe far pensare ad un disco prog o neo-folk: di questi due generi non c'è molto in questo album, se non, forse, certe atmosfere. Solace and Fury è il progetto di Amber Tisue, cantante, chitarrista, autrice e produttrice di Los Angeles. Le sue canzoni, molto ben curate, intessute di strumenti acustici combinati con effetti elettronici, guidate dalla sua voce, forse non originalissima, ma molto limpida e vellutata, che ricorda diversi grandi nomi del trip-hop, si muovono nei paraggi di un folk alternativo tendente al pop; verso la fine, poi, c'è, secondo me, un certo scadimento verso un soul forse un po' troppo trito... Album comunque gradevole, che assicura momenti rilassanti e meditabondi...

Bandcamp

Per me, 7.0/10


Screaming Females - Ugly

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2012 (Don Giovanni)

Screaming Females - Ugly C'è tanta gente che afferma che il rock, propriamente detto, sarebbe morto. Poi saltano fuori album come questo, che sembrano fatti apposta per sfatare quelle affermazioni. Il trio del New Jersey, già al quinto album, classicissimo connubio di chitarra, basso e batteria, fa, infatti, del sanissimo rock, corposo, trascinante e sanguigno (e, se guardate il video sotto, di sangue ne scorre tanto! LOL ), tanto da far esclamare: "Ah, finalmente del buon rock!". Non mancano influenze punk, garage e accenni di psichedelia acida anni '60. Ma non solo: il vero valore aggiunto del gruppo è la terribile brunetta Marissa Paternoster, che sembra la sorellina minore dei Ramones: è lei che, con la sua voce penetrante (e una chitarra mica da ridere...), rende l'album ancora più gustoso e divertente.

Recensione di Tyler Kane per Paste

Per me, almeno 7.5/10