Pensieri e-Motivi

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Gennaio 2012

Siri Nilsen - Alle Snakker Sant

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2011 (Grappa)

Siri Nilsen - Alle Snakker SantEcco un altro album poco gettonato sul panorama nazionale, ma che potrebbe invece risultare gradito a tante persone. Recentemente, mi sto accorgendo di apprezzare sempre più frequentemente la musica proveniente dai paesi scandinavi (così come dalla mia amata Islanda; mia per così dire, visto che, purtroppo, non ci sono mai stato). Siri Nilsen, figlia d'arte (del cantautore folk Lillebjørn Nilsen), è infatti una giovane cantautrice norvegese (oltre che attrice e doppiatrice[1]), che sa comporre in modo esemplare canzoni che sono accattivanti e ricercate allo stesso tempo, interpretandole con la sua voce limpida e accompagnandosi con una certa perizia strumentale (famoso il suo fingerpicking all'ukulele). Sono canzoni briose a tratti, meditabonde e sognanti per il resto, ma sempre intriganti e coinvolgenti. Certo, la lingua, ai più (me compreso), potrà risultare incomprensibile, ma, sinceramente, per quanto mi riguarda, tendo a porre i testi delle canzoni in secondo piano, rispetto alla carica emotiva del suono nel suo complesso (figurarsi che mi succede anche con l'italiano o con l'inglese, che conosco abbastanza...). Alle Snakker Sant (Tutti dicono la verità), per la sua freschezza, è per me uno degli album più belli del 2011!

Sampler

Per me, 8.5/10

Note

[1] Da Wikipedia


Cass McCombs: l'emozione in tralice

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Con questo, tento di iniziare una nuova tipologia di articoli, basati sull'ascolto intensivo di un singolo artista (o gruppo). Non ho la velleità si scrivere "monografie" (me ne guardo bene): saranno piuttosto articoletti affrettati e stringati, com'è mio solito, in cui riordino tutto il materiale ascoltato ed espongo le mie sensazioni, magari rimandando a vere recensioni...

Cass McCombsInizio quindi con uno dei miei cantautori preferiti, Cass McCombs, nato nel '77 in California, ma la cui vita sembra segnata da un destino da nomade, tanto che ha già predisposto per la sua tomba l'epitaffio "Finalmente a casa!"[1]. Il suo cantautorato decisamente innovativo, ammiccante e tormentato, capace di ballate trascinanti in un suo modo peculiarissimo, di accelerazioni rock e di incanti sadcore sul limite della disperazione, mi ha conquistato fin da subito, fino a renderlo uno dei miei punti di riferimento, un autore a cui attingo frequentemente e che non mi stancherà mai...


Cass McCombs - Not The Way

Not The Way E.P. (2002 - Monitor)

È il suo primo lavoro (io l'ho sentito a posteriori), solo sei canzoni in cui, a mio vedere, ancora la sua vera essenza è solo accennata. È comunque un mini-album più che dignitoso e non sfigura nel complesso della sua discografia.

Per me, 7.5/10.

La title-track - Recensione su Dusted


Cass McCombs - A

A (2003 - Monitor/4AD)

La lettera scarlatta, che doveva essere un marchio di infamia per l'adultera di Hawthorne, per Cass ha segnato invece l'Apoteosi della sua creatività, consegnando alla storia della musica quello che probabilmente resterà il suo insuperato capolavoro! Undici ballate, sempre a filo tra le sue personali interpretazioni di folk e pop, che rivelano finalmente quel particolare carisma, che nel primo ep era ancora sopito, una sorta di alchimia con cui riesce a rendere tangibile in musica tutta la sua interiorità. Da questo punto di vista (ma solo da questo) io riesco a paragonarlo ad un piccolo Bob Dylan. Brani come What isn't Nature, A Comedian..., My Master, ma soprattutto la lunga e ipnotica Aids in Africa mi hanno letteralmente perseguitato per mesi (non esagero se dico che mi svegliavo la notte e canticchiavo Aids in Africa...!). Per me, almeno 8.5/10.

Aids in Africa - Recensione su Pitchfork


Cass McCombs - Prefection

PREfection (2005 - 4AD)

Il secondo album (stavolta edito solo per la 4AD) segna un certo rilassamento e inizia quella che personalmente interpreto come un'alternanza nell'intensità emotiva delle sue opere (gli album dispari più intensi dei pari, ma sicuramente è una casualità...). Nello steso tempo, è un album accattivante, dai riff rockeggianti e dal ritmo un po' più allegro del solito. Cercavo recensioni in italiano e ho trovato solo qualche obbrobrio...[2] I miei brani preferiti Multiple Suns e All your Dreams May Come True (anche se non capisco il senso di quella lunga coda rumoristica). Per me, 8.0/10.

Sacred Heart - Recensione su Pitchfork


Cass McCombs - Dropping The Writ

Dropping the Writ (2007 - Domino)

Una curiosità: l'album inizia con lo stesso rumore con cui si concludeva PREfection. Cass è ancora rilassato, ma più concentrato rispetto all'album precedente. Qui si nota subito l'intenzione di esplorare nuovi confini e le sonorità si fanno più ricercate. Paradossalmente l'innovazione consiste nel volersi mettere alla prova con la convenzionalità; la stoffa di un cantautore-innovatore si misura anche con questi tentativi. Molto convincente: per me, 8+/10

Full Moon or Infinity - Recensione su Ondarock


Cass McCombs - Catacombs

Catacombs (2009 - Domino)

Questo è invece l'album che, nel mio personale gradimento, ha retto meno la prova tempo (pur mantenendosi ad alti livelli). Inaugura un nuovo corso nel suo stile, svolta che vedrà il pieno compimento in Wit's End: i ritmi rallentano e acquistano una forte componente nostalgica, spostandosi un po' verso il pop. In My Sister My Spouse e Lionkiller Got Married, comunque, torna il Cass più tipico e sono proprio questi i brani che ascolto più volentieri. Per me 8-/10.

Lionkiller Got Married - Recensione su Ondarock


Cass McCombs - Wit's End

Wit's End (2011 - Domino)

Album che ha visto alterne fortune per le recensioni della rete. Qualcuno addirittura l'ha definito "deludente"; permettetemi di non essere d'accordo: è, invece, secondo me, forse il suo lavoro più intenso e ispirato, molto vicino ai fasti di A e che sa combinare il ricorso alla forma-canzone di Dropping the Writ allo spleen di Catacombs. I ritmi qui sono molto più lenti (ai limiti dello slowcore), ma è una serie killer di canzoni struggenti fino alle lacrime, da ascoltare in loop eterno (County Line, Saturday Song e Memory's Stain, in particolare). Per me, ha un solo punto debole: quella cantilena di The Lonely Doll, che sinceramente mi ha stancato subito. Per me, 8.5/10.

Memory's Stain - Recensione su Outtakes


Cass McCombs - Humor Risk

Humor Risk (2011 - Domino)

Inaspettatamente, almeno per me, Cass sforna un altro album a pochi mesi di distanza da Wit's End! E si tratta di un ulteriore esperimento: adesso il tema prinicpale è il rock, un rock abbastanza sporco nell'esecuzione (potremmo definirlo lo-fi?), ma sanguigno e trascinante. In un primo momento mi ha lasciato un po' spiazzato, anche perché avevo ancora nelle orecchie gli echi prepotenti di Wit's, ma gradualmente ho imparato ad apprezzarlo e ad accettarlo; in effetti, non mancano le canzoni tipiche (ad esempio, la bellissime To Everyman His Chimera e Meet Me at the Mannequin Gallery). Per me, 8.0/10.

Streaming - Recensione su Stereogum

Notes

[1] Da Wikipedia

[2] Una pseudo-recensione che critica soprattutto l'aver chiamato un disco PERfection, che parla di "voce tipica dell'indie rock" e poi fa paragoni coi Radiohead... Non sono uso a fare certi commenti (e me ne scuso), ma, sinceramente, quando leggo certe cose, penso che a volte la migliore recensione è il silenzio...


From the Mouth of the Sun - Woven Tide

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2012 (Experimedia)

From the Mouth of the Sun - Woven TideAlbum di debutto di questo interessante gruppo (precisamente si tratta di due artisti: lo statunitense Aaron Martin e lo svedese Dag Rosenqvist). Copertina e titolo sono azzeccatissimi: una marea imbastita di sensazioni ti trasporta in un mondo sognante e gelido verso un sole lontanissimo... La musica è un mix di ambient e modern classical, rarefatta, ma non troppo, in cui le emozioni sembrano sempre sul punto di esplodere. Elettronica ed un tenue rumorismo che lasciano presto il posto ad archi solenni...

Streaming

Per me, 7.5/10


In sintesi (2/2012)

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Music MouseTra le altre cose, ho sentito anche:

Lana Del Rey - Born to Die (2012) 6.0 - Recensione di Riccardo Zagaglia per SentireAscoltare

I singoli dell'anno scorso non mi erano dispiaciuti (sul forum di OndaRock ne avevo parlato in toni affrettatamente entusiastici), ma l'album, nel complesso, si rivela per quello che effettivamente è: il frutto di una nuova aspirante stella nell'universo mainstream. Gradevole, ma non fa per me...


Young Hunting - The Night of the Burning

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2011 (Blackest Ever Black)

Young Hunting - The Night of the BurningLeggendo in rete a riguardo di questo duo scozzese, ho trovato frequenti definizioni di dark-ambient e metal, ma, secondo me, entrambi le indicazioni sarebbero riduttive per descrivere il loro genere. Ho visto anche paragoni con i Coil, gli Swans e i Dead Can Dance e qui sarei più d'accordo, soprattutto per quel che concerne i primi due gruppi (fatta salva la componente industrial di quei gruppi, qui solo sfiorata, secondo me). Il dark c'è e l'ambient pure, ma siamo ben lontani dal dark-ambient più canonico; le due cose le terrei staccate, aggiungendo una forte componente dreamy (di metal, poi, a mio vedere, neanche l'ombra...). Insomma, se il dark-ambient non vi piace, questi ascoltateli lo stesso! Sono solo quattro brani, ma stupiscono in quanto a carica emotiva. Attendo con impazienza un lavoro più esteso da parte loro...

Streaming (parziale)

Per me, 8.0/10


Maymay - Maymay E.P.

dans la catégorie ep

2012 (Flau)

Maymay - MaymayLaurel Simmons è una giovane e solitaria cantautrice di Portland (in quella terra d'Oregon, tanto ricca di talenti folk...). Questa è una manciata di tenere canzoni, registrate praticamente sul campo, abbastanza minimali nell'interpretazione (voce e chitarra in primo piano, qualche timida percussione e qualche delicato effetto), sognanti ed intimiste. Forse non saranno particolarmente originali, ma la stoffa c'è e si sente.

"All is Still" su Vimeo

Streaming

Per me, 7.0/10


Giampiero Riggio - Separations (2007-2012)

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2012 (La Vigna)

Giampiero Riggio - SeparationsAncora download gratuito e ancora un album italiano (ma solo come origine dell'artista)! Giampiero Riggio, infatti, è un giovane artista siciliano molto talentuoso e decisamente lontano dagli schemi della musica commerciale. Separations, più che un album, è un vero progetto sonoro, nato originariamente nel 2007, ma riveduto e ampliato in stadi successivi, fino a raggiungere la stesura e la consistenza attuali. Vediamo una predominanza strumentale, soprattutto acustica e le poche liriche sono cantate in inglese. Come genere, siamo su di un post-rock intinto nel folk; come qualità, è, secondo me, molto alta (il mio personale gradimento è un po' altalenante, ma dipende soprattutto da una mia ritrosia verso le sonorità post-rock, che qui, comunque, sono tutt'altro che convenzionali...). In ogni caso, costituisce certamente un'opera rilevante nel panorama musicale italiano e non solo...

Streaming & free download

Per me, 7.5/10


Laura Mura & The Seven Dwarves - My Bootleg

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2012 (La bèl)

Laura Mura & The Seven Dwarves - My BootlegAltro album in free-download e questa volta italiano e veramente delizioso! Laura Mura è un'artista cagliaritana veramente poliedrica: nata in un ambiente in cui si mangiava pane e musica classica/operistica, ha iniziato a comporre già all'età di quattro anni! Il bootleg (ufficiale) è la registrazione di un concerto tenuto a Cagliari, in cui Laura e il suo gruppo intrattengono letteralmente il pubblico con un piglio divertito e divertente, interpretando brani (che toccano diversi generi, ma orbitano soprattutto in ambito folk) assolutamente minimalistici, ma parimenti deliziosi, impreziositi dalla sua voce di seta e miele (ma per una descrizione più appropriata rimando alla bella recensione su Net Music Life). Si alternano liriche in italiano, sardo, inglese, arabo, portoghese... Ascoltando questo live, si sente fisicamente l'amore e la gioia di comporre musica, aldilà di ogni calcolo e interesse economico!

Streaming

Free Download

Per me, 8.0/10


The Darcys - Aja

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2012 (Arts & Crafts)

The Darcys - AjaInnanzitutto una premessa: noto che in rete, in questi giorni, si sta assistendo ad una presenza maggiore, rispetto al recente passato, di artisti che mettono a disposizione le loro opere per il download gratuito: questo è uno di quei casi, un altro lo posterò a breve... Sarà forse dovuto alle note vicende che hanno interessato alcuni provider di filesharing? Se non fosse una coincidenza , la cosa sarebbe molto significativa e dimostrerebbe in un certo senso quello che vado blaterando da un po': il filesharing, per gli artisti non precisamente mainstream, è tutt'altro che negativo! Ma la chiudo qui... Forse in questo caso la considerazione è un po' forzata, anche perché mi sembra di capire che già il precedente lavoro (l'omonimo dell'anno scorso) è stato distribuito in questo modo (download digitale free e vinile in edizione limitata).

Comunque, The Darcys è un gruppo canadese che, in questa ocaasione, prende pari pari un album del passato (non uno qualunque, ma addirittura il mitico Aja degli Steely Dan) e lo reinterpreta in chiave contemporanea e personale. Devo essere sincero: in un primo momento, non facendo caso ai titoli, non mi ero accorto che fossero delle cover! In effetti, la loro reinterpretazione ha qualcosa di geniale: viene di molto attenuata la sfumatura jazz dei brani originali, si acceleranno e si incrementano i riff e viene aggiunta una componente tenuamente sperimentale. Io continuo a preferire gli originali (anche perché la voce di Donald Fagen per me è <3 ), ma ascoltarli è comunque un'esperienza interessante...

Free download

Per me, 7.0/10


Ryan Teague - Field Drawings

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2012 (Village Green)

Ryan Teague - Field DrawingsRyan Teague è un compositore di modern classical venuto alla ribalta abbastanza recentemente (le sue prime fatiche discografiche risalgono al 2005), ma ha già saputo imporsi all'attenzione degli estimatori del genere soprattutto perché sa combinare magistralmente le strumentazioni classiche (anche orchestrali) con un minimalismo elettronico di sapore ambient e perché le sue composizioni, pur sapendo essere solenni (si ha la sensazione costante di un incombente pieno orchestrale, di un trionfo di classica memoria...), non tralasciano mai una sua tipica leggerezza, un quasi easy-listening, che rendono l'ascolto sempre piacevole e mai affaticante. Personalmente, ascoltando i suoi brani, ho spesso la sensazione di essere al cospetto di un Philip Glass molto più rilassato del suo solito. L'album, che uscirà il 20 febbraio, pur non essendo particolarmente originale, sarà sicuramente apprezzato anche da chi con questo genere non va solitamente d'accordo...

Per me, 7.5/10


Shona Foster - The Moon and You

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2011 (Beach Hut)

Shona Foster - The Moon and YouEcco un altro caso per me incomprensibile: questo album è stato quasi completamente ignorato sulla scena italiana (ad una ricerca affrettata, ho trovato solo un topic sul forum di NoiseCity), mentre potrebbe invece costituire una delle uscite più interessanti dell'anno. Shona Foster, donna bellissima, di un fascino particolarmente sensuale ed intrigante, è un'artista che, pur muovendosi nel panorama indipendente, brilla per la grande professionalità che ha prodigato nel produrre il suo album di debutto (in effetti, oltre a cantare con una voce notevole e a suonare piano e chitarra, è anche co-produttrice). Ha la grande dote drammatica di emozionare senza essere patetica: le sue canzoni, ritagliate in un pop quasi barocco, ma non ridondante, sono letteralmente interpretrate. Coerentemente, le sue performance live sono state nominate fra le migliori... Un paragone che mi sento di fare, soprattutto per l'atteggiamento, è quello con My Brightest Diamond. L'album è ricco e generoso: ogni brano ha una storia a sé e non ci sono episodi stanchi. Una perla semi-nascosta da custodire gelosamente.

Streaming dell'album

Per me, 8.5/10


2011 Top Songs

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Ovvero, le mie canzoni preferite del 2011

The OrbweaversSu suggerimento di un amico del T-Forum, ho stilato una classifica delle mie canzoni preferite del 2011. Naturalmente, quando dico "canzoni", intendo brani, essenzialmente cantati, che, per la loro storia e le loro caratteristiche melodiche, possano essere avulsi dagli album che li contengono ed assumere un valore emotivo a sé (questa me la sono inventata adesso... LOL ). Insomma non si tratta dei miei brani preferiti, ma delle mie canzoni preferite. Le posizioni in classifica non sono rigide, in quanto esplicano le mie momentanee preferenze. Sono tutte canzoni che amo e che potrebbero, secondo me, comporre una playlist veramente strappalacrime. Sono tante, lo so: meglio, c'è tanto da ascoltare!

  1. The Orbweavers - Loom
  2. Eleanoora Rosenholm - Valo Kaasumeren Hämärässä
  3. Dear Reader - Whale (Boohoo)
  4. Low Roar- Patience
  5. The Orbweavers - One By One
  6. Anna Järvinen - Uppåt Framåt På Finska
  7. Patrick Bishop - Sake of Her Part I+II
  8. Dear Reader - Elephant (Heart)
  9. Low Roar - Help Me
  10. The Bony King of Nowhere - The Garden
  11. Bunny - Metaphysical Hook
  12. Cass McCombs - Memory's Stain
  13. In the Country - Slow Down
  14. Keren Ann - Run with You
  15. Shona Foster - Love and War
  16. Siri Nilsen - Ta Meg Med
  17. Other Lives - Tamer Animals
  18. Cass McCombs - County Line
  19. Sarabeth Tucek - Get Well Soon
  20. Lia Ices - Daphne
  21. Bunny - Oyster
  22. Other Lives - Old Statues
  23. Courtney Marie Andrews - Venus is Prominent
  24. Geoffrey O'Connor - Whatever Leads Me To You
  25. Mara Carlyle - Weird Girl
  26. Mugison - Stingum Af
  27. Patrick Bishop - Roses
  28. Gillian Welch - Dark Turn of Mind
  29. Megan Henwood - Making Waves
  30. Haruko - Winter
  31. Heidi Spencer & The Rare Birds - Alibi
  32. Siri Nilsen - Hodet, Hjertet Eller Magen
  33. Hey Rosetta! - Bandages
  34. Shona Foster - Queens
  35. Daniel Knox - Slowly
  36. Nicole Eitner and The Citizens - Mind Theatre
  37. Scott Matthew - Duet
  38. Solander - The Garden
  39. Edith Crash - De L'autre Côté
  40. The Rutabega - Dead Deer
  41. Jennie Lowe Stearns - Under Water (cover)
  42. King Creosote & Jon Hopkins - Bats in the Attic
  43. Anna Järvinen - Lilla Anna
  44. The Unthanks - Queen Of Hearts
  45. The Mountain Goats - Damn These Vampires
  46. Rachel Elise - Cold
  47. The Bony King Of Nowhere - Going Home
  48. Scott Matthew - True Sting

In sintesi (1/2012)

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music dogCon un po' di nostalgia per la tradizione ondarockiana delle playlist del venerdì, inauguro questa tipologia di articolo, in cui esporrò gli ulteriori ascolti, che non tratto in articoli dedicati, ma che fanno riferimento a recensioni fatte altrove (soprattutto Ondarock) e con cui concordo per sommi capi. Sarebbe infatti quasi inutile comporre un articolo su album per cui altri hanno argomentato certamente meglio. Mi limito solo alla mia valutazione sintetica in termini di voto (che è comunque personale e opinabile).

In questi giorni ho sentito:

First Aid Kit - The Lion's Roar (2012) 7.5 8.0[1] - Recensione di Lorenzo Righetto per Ondarock

Kayo Dot - Gamma Knife (2012) 7.5 - Recensione di Francesco Nunziata per Ondarock

Note

[1] Voto rettificato in seguito ai numerosi riascolti.


Crippled Black Phoenix - (Mankind) The Crafty Ape

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2012 (Mascot)

Crippled BP - MankindI Crippled Black Phoenix, gruppo trasversale della scena post-rock (vanta componenti dei Mogwai, Gonga...), costituisce, secondo me, un esempio un po' atipico nel genere. In effetti, il post-rock, salvo qualche eccezione, non è uno di quei generi per cui io impazzisca, soprattutto perché mi lascia sempre un'impressione di un qualcosa di incompiuto, di sospeso (non so, magari sarà proprio questo il suo pregio...); nello stesso tempo, i parametri che attribuiamo ad un genere si rivelano spesso riduttivi e pregiudiziosi. Questo gruppo, infatti, seppur classificato in tale macroarea, se ne discosta abbastanza e attinge spesso ad altri generi, anche nella forma della citazione. Avevo mediamente apprezzato loro precedenti album (in particolare 200 Tons of Bad Luck del 2009) e questo non si discosta molto in quanto a gradimento: è un album (doppio) abbastanza ambizioso, tanto nella mole (oltre 1 h e 20') quanto nel concetto, intendendo essere un monito al disfacimento dei valori della razza umana (più o meno). Le citazioni di cui parlavo si riferiscono a certo progressive, alla psichedelia, a certo ambient... Ogni tanto si avverte un netto richiamo ai Pink Floyd (ad esempio, echi di Dark Side in The Heart of Every Country, di Atom Heart Mother in Get Down and Live With It, di Animals in A Letter...), ma non solo. In sostanza, la cosa che più si discosta dal post-rock canonico è un deciso ricorso alla forma-canzone; e devo dire che qualcuno dei brani non è affatto male da questo punto di vista. Intrigante poi l'innesto qua e là di sonorità estranee, quali quella del vocoder (che io odio a prescindere), le voci bulgare...

Comunque sia, un album bello corposo, da assimilare nel tempo, ma che promette soddisfazioni.

Per me, 7.5/10


The Orbweavers - Loom

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2011 (Mistletone Records)

The Orbweavers - LoomQuesto album, per me, ha costituito un colpo di coda del 2011: infatti, non ho fatto in tempo ad inserirlo nella mia classifica per il 2011 postata su Ondarock (l'ho però inserito in quella pubblicata qui, anche se non in top-20).

Gli Orbweavers sono australiani e sono qui al secondo lavoro; la loro musica è dolce, evocativa, semplice e raffinata al tempo stesso; è una serie ininterrotta di belle (alcune bellissime) canzoni, in cui si alternano la voce femminile di Marita Dyson (soprattutto) e quella maschile di Stuart Flanagan. One by One e la title-track, in particolare, per me sono tra i più bei brani dell'anno appena trascorso.

Ascoltateli:

Per me, 8.0/10


Buckethead - Electric Sea

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2012 (Metastation)

Buckethead - Electric SeaIl moniker Buckethead in italiano suonerebbe quasi un'ingiuria, ma Brian Carroll, nonostante le sue stravaganze, è certamente degno di ben altro che offese. In effetti, è considerato uno dei più grandi chitarristi viventi e, oltre ad aver sfornato un cospicuo numero di album solisti, in cui tocca generi spesso diversi, vanta collaborazioni di tutto rispetto (ma, per una conoscenza più approfondita, rimando all'interessante articolo di Wikipedia).

L'album che, a quanto pare, intende essere un sequel ad Electric Tears del 2002, torna alle sonorità quiete di quel Colma del 1998 (che, tra quelli che ho sentito e sinceramente non sono moltissimi, rimane il mio preferito...); il nome dell'album non vi tragga in inganno, perché qui è piuttosto la chitarra acustica ad essere in evidenza, pur con una costante presenza dell'elettrica. Dal punto di vista tecnico, credo sia un artista indiscutibile; dal punto di vista compositivo, forse, almeno in questo caso, pecca un po' di scarsa originalità (in effetti è un rock strumentale abbastanza convenzionale, con atmosfere ambient e qualche suggestione di folk). In ogni caso, si tratta di un lavoro certamente apprezzabile, pensato soprattutto per rilassare, da ascoltare a lungo e da tenere caro come un riparo a cui ricorrere in momenti di stress.

Qualche assaggio (ma, tra i video relazionati, c'è praticamente tutto...):

La pubblicazione ufficiale è prevista per il 21 febbraio.

Per me, 7.5/10


Blaudzun - Heavy Flowers

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2012 (V2 Benelux)

Blaudzun - Heavy Flowers Sono fiori leggeri, invece, questi di John Sigmond, talentuoso cantautore olandese già al suo terzo lavoro. L'album scorre via con garbo, cullato da intrecci musicali molto curati (che richiamano alla lontana certo art-rock) e da una voce, forse non particolarmente bella, ma certamente ispirata e passionale. A me piace sempre fare paragoni strani e forse azzardati, spesso dettati da semplici sensazioni: a tratti, alcune sonorità mi richiamano gli Other Lives, un gruppo a cui mi sento particolarmente legato, anche perché (lo dico con una malcelata punta d'orgoglio) sono stato uno dei primi a portarlo all'attenzione del pubblico italiano specializzato, grazie alle pagine del forum di Ondarock. Ma ora godiamoci Blaudzun, che merita attenzione (sugli Other Lives ci torneremo)...

Streaming dell'album...

Per me, 7.5/10


Matt Elliott - The Broken Man

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2012 (Ici d'ailleurs)

Matt Elliott - The Broken Man L'album esce ufficialmente oggi, ma è disponibile in prevendita digitale già da novembre. In effetti, stavo per inserirlo nella classifica del 2011 (e l'avrei certamente posto tra le prime posizioni...). È un'opera che elargisce emozioni di una potenza a cui non siamo più abituati; un lavoro oscuro, malinconico, forse un po' tetro, ma di un fascino che lascia senza parole. È anche abbastanza sorprendente la qualità dei file digitali: l'incipit alla chitarra (strumento in evidenza in 6 brani su 7, per lasciare spazio al piano nell'altro) , se ascoltato ad un certo livello, colpisce per il realismo, oltre che per l'intensità evocativa. La sua voce cavernosa, poi, che a tratti sembra sfidare la sua stessa estensione verso il basso, contribuisce ad acuire quel senso di straniamento che ti avvolge fin dall'inizio. Noterete che tra i tag ne ho inserito uno che non mi pare sia molto gettonato in rete nei suoi confronti: psichedelia. L'ho messo perché in me è forte la suggestione che mi fa accostare questo album, in più punti, ad uno dei capolavori della psichedelia acida degli anni '60 (anzi, per me, uno dei capolavori della musica tutta): Happy Trails dei Quicksilver Messenger Service! Ascoltate, ad esempio, la conclusiva The Pain That's yet to Come e poi ditemi se non vi viene subito in mente Calvary e, comunque, le parti più oscure della seconda facciata di quell'album... La mia non è una critica, beninteso: ce ne fossero tanti di più di emuli dei Quicksilver! E poi, qui si tratta di lievi citazioni (che, magari, colgo solo io con la mia fervida immaginazione)...

Fatto sta che l'anno comincia molto molto bene.

Qualche assaggio:

Per me, 8.5/10


Dear Reader - Idealistic Animals

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2011 (City slang)

Dear Reader - Idealistic Animals Come accennavo nella classifica del 2011, tornerò su alcuni di quei titoli, specialmente su quelli per cui ho come l'impressione di avere un discorso in sospeso... Questo, in particolare, che ho messo sul primo gradino del podio, costituisce un caso per me quasi incomprensibile. È un album che, in giro per la rete, ha subito trattamenti molto eterogenei: da diverse parti è stato ignorato; qualcuno l'ha stroncato; qualcun altro ne ha parlato molto bene, di sicuro nessuno l'ha messo tra i suoi preferiti dell'anno...

Per quanto mi riguarda, è un lavoro che sembra conoscere quello che mi aspetto da un disco: dolcezza e tormento al tempo stesso, melodie accattivanti e sensazioni appena accennate, un tono ed un'atmosfera che potrebbero forse sembrare di maniera (e che riprendono, maturandole, le idee compositive del bel lavoro del 2009, Replace Why With Funny), ma che, secondo me, sono invece manifestazione esemplare di coerenza e di corpo. La band sudafricana, al suo secondo lavoro con questo nome (ma aveva pubblicato un album nel 2006 a nome Harris Tweed), ruota attorno alla voce stupenda di Cherilyn MacNeil ed ai virtuosismi di produzione (oltre che strumentali) di Darryl Torr. Ogni brano è intitolato ad un animale, riferendosi alle fiabe di Esopo. Alcuni sono delicati e si insinuano solo dopo un po' di tempo, altri sono deliziosi fin da subito (Camel, Whale, Elephant...); tutte le canzoni ispirano una dolcezza infinita e richiamano spesso l'incedere e le movenze di quegli animali, grandi e piccoli, uomo compreso.

L'album è da acquistare assolutamente nella versione extended, in quanto comprensiva di un secondo cd con alcuni dei brani più belli riproposti in una versione live/acustica strepitosa.

Streaming dell'album da studio

Monkey (versione live)

Elephant (versione live):

Alcune fonti lo danno in uscita il 9 gennaio di quest'anno, ma credo che questa data si riferisca alla versione UK.

Per me, 8.5/10


Album preferiti del 2011 (parte II: a seguire...)

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Ed ecco il listone degli altri dischi del 2011, che, secondo me, sono almeno degni di attenzione. In effetti, per molti sono stato a lungo indeciso se inserirli nella top 20: alla fine ho dovuto pur scegliere... Sono in ordine alfabetico, quindi niente classifica qui:


Album preferiti del 2011 (parte I: top 20)

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dischiQuesta è la lista dei miei venti album preferiti del 2011, così come l'ho postata su Ondarock. Ammetto che è una classifica radicalmente diversa dalla maggioranza di quelle reperibili in rete, ma vi assicuro che non si tratta di voler essere alternativi per forza: si tratta veramente degli album che ho ascoltato con più passione e che sono, almeno per il momento, in testa alle mie preferenze... Noterete che la presenza femminile è predominante (ho una certa predilezione per le belle voci femminili)...

In seguito, penso che tornerò su qualcuno di questi album, soprattutto su quelli per cui andrebbe fatto un discorso a parte; ad esempio, l'album che ho messo in prima posizione è stato, secondo me, sottovalutato da tutti, ma è un vero gioiello da (ri)scoprire...

Comunque sia, ecco la classifica (ho messo il link a qualche brano rappresentativo, o, in alcuni casi, allo streaming dell'intero album):

  1. Dear Reader - Idealistic Animals
  2. Jenny Hval - Viscera
  3. Shona Foster - The Moon and You
  4. Cass McCombs - Wit's End
  5. Siri Nilsen - Alle Snakker Sant
  6. Courtney Marie Andrews - For One I Knew
  7. Gillian Welch - The Harrow & the Harvest
  8. Bunny - Future, Past, The Sea
  9. Patrick Bishop - Birds of Lima
  10. Lunar Dunes - Galaxsea
  11. Snowman - Absence
  12. Sorne - House of Stone
  13. Bjork - Biophilia
  14. Kreng - Grimoire
  15. Jezz Hall - Silhouette Man
  16. Tartar Lamb - Polyimage of Known Exits
  17. Other Lives - Tamer Animals
  18. Shilpa Ray and Her Happy Hookers - Teenage and Torture
  19. Geoffrey O'Connor - Vanity is Forever
  20. Tenhi - Saivo

Seguirà, a breve, una cospicua lista di quelli che sono rimasti un po' dietro, ma a malincuore...


I Capolavori

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Stilata la pagina de I Capolavori, ovvero di quegli album che io reputo imprescindibili, almeno secondo i miei gusti. Si tratta, in tutti i casi, di dischi che conosco molto molto bene, il cui apprezzamento nasce da ascolti veramente decennali...

top records ever


Benvenuti su Pensieri e-Motivi!

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Benvenuti sul mio music-blog. Qui parlerò della musica che ascolto, in una ricerca continua e appassionata di emozioni. Tratterò soprattutto la scena contemporanea, non disdegnando, comunque, qualche puntatina sui classici.

Per qualche informazione in più, leggete la pagina About.

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